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AGGIORNAMENTI GUERRA UCRAINA ; IL MIGLIOR CECCHINO AL MONDO 

E' morto il miglior cecchino al mondo, dal Canada a Kiev, dopo soli 20 minuti di guerra e' caduto. Wali, il suo soprannome, aveva risposto alla richiesta di aiuto del presidente Ucraino Zelensky.

Aggiornamento dal fronte a cura di Gianfranco Uccheddu

“Devo aiutarli perché ci sono persone qui che vengono bombardate solo perché vogliono essere europee e non russe. Una settimana fa stavo ancora programmando cose. Ora sto maneggiando missili anticarro in un magazzino per uccidere persone reali… Questa è la mia realtà in questo momento. Mia moglie si è opposta all’idea, e questa è stata la parte più difficile della decisione.”

Da diversi giorni si preparava per partire, tutto il mondo militare sapeva di questa sua scelta, arrivato in Ucraina i Russi lo aspettavano, sorvegliato dall’intelligence e seguito da Droni fino al punto di ingaggio era atteso da un altro cecchino, stavolta russo. Il suo gruppo con cui ha operato in altri teatri di guerra era l’unità d’élite JTF-2 che ha fatto registrare il record di uccisione a distanza più lunga, ben 3.540 metri. Aveva già combattuto due volte, nel 2009 e 2011, nella guerra in Afghanistan dove e’ diventato leggendario per le tantissime uccisioni effettuate con il suo fucile.  Decine e decine di nemici.

Un cecchino medio puo’ arrivare fino a 7 uccisioni al giorno, i migliori della categoria arrivano anche a superare i dieci, il leggendario Wali poteva arrivare fino a 40 uccisioni. Alcuni siti ritengono la notizia una fake news mentre viene confermata dai media russi che trasmettono varie immagini riferite all’evento. Mercenari e assassini di tutto il mondo pensateci bene prima, l’Orso Russo non perdona.

Sul versante Russo:

Già dal 2014, all’inizio della guerra nel Donbass, la Russia ha ospitato 2 milioni di profughi nella totale indifferenza dell’occidente, oggi si appresta al ripristino delle infrastrutture danneggiate dal conflitto e a rifornire di derrate alimentari e medicinali la popolazione che ora si trova sotto il controllo e la protezione dei suoi soldati.

Sul versante europeo con circa 2,5 milioni di profughi, in piccola parte già trasferiti in vari paesi europei, riscontriamo che non tutti hanno predisposto misure tempestive atte ad un’accoglienza efficiente dei profughi in arrivo con strutture ricettive, cibo, vestiario e medicinali. Anche in questa circostanza l’Europa viaggia a diverse velocità, ad esempio se sei diretto nei paesi nordici probabilmente sei fortunato, alcuni testimoni ci informano che in Olanda vieni accolto in strutture alberghiere di qualità con cibo e bevande più che adeguati ad usi e costumi ucraini. I profughi ricevono abiti nuovi forniti da varie associazioni umanitarie con ancora i tagliandini del marchio annessi, donazioni provenienti da varie attività commerciali del Paese dei fiori. l’Inghilterra offre strutture ricettive private e alberghi, ma i profughi arrivati nel paese anglosassone sono ancora troppo pochi per esprimere un giudizio. Anche la Francia per ora ha messo a disposizione strutture alberghiere. Polonia, Ungheria, Romania hanno allestito dei centri di smistamento verso gl’altri paesi della UE, strutture emergenziali provvisorie, colti impreparati da un numero così elevato di profughi, le derrate alimentari, medicinali, pasti offerti variano a seconda del centro di accoglienza e dalle associazioni umanitarie impegnate a supporto. L’Italia ha appena ricevuto disposizioni molto provvisorie dall’UE, accoglie i profughi in strutture alberghiere situate in varie regioni e talvolta sulle località marine non ben attrezzate al clima invernale, molti profughi trovano rifugio provvisorio e solidarietà in famiglie e volontari che li accolgono con la solita esemplare solidarietà che distingue il bel paese nel mondo. Senza un aiuto economico e logistico da parte del governo Italiano nel disporre direttive chiare e adeguate, questa emergenza per i profughi, si rivelerà uno dei peggiori drammi della loro vita. Fra i vari episodi da segnalare, all’aeroporto Galileo Galilei di Pisa alcuni lavoratori addetti all’imbarco di un carico contenente delle casse con degli aiuti umanitari: vettovaglie, viveri, medicinali, destinati alla popolazione Ucraina, con la scritta “aiuti umanitari”, al momento dell’imbarco hanno riscontrato il contenuto reale all’interno delle casse: esplosivi, armi di vario tipo e munizioni di tipo militare, un carico non di speranza ,ma di morte di cui sicuramente il governo italiano non può non essere al corrente. L’italia e tutti gl’altri paesi membri della UE dovrebbero indirizzare le risorse per alimentare le speranze di pace e non il conflitto in corso, rendendosi corresponsabili del conflitto come nel 2014.

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