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AGGIORNAMENTO GUERRA RUSSIA-UCRAINA | 15 marzo 2022

Di Gianfranco Uccheddu

Ieri 14 marzo intorno alle 11,30 del mattino le forze ucraine hanno lanciato un missile balistico a corto raggio OTR-21 Tocka-U, nello specifico circa 120 km di gittata, sviluppato negli anni sessanta dall’URSS e ora in uso alle forze armate ucraine. 

L’ordigno è stato abbattuto dalla contraerea Russa mentre viaggiava a circa 2 km/s nel cielo di Donesk esplodendo sopra il centro della città e andando a precipitare in una strada in quel momento molto frequentata. Diciotto le vittime e decine di feriti di cui alcuni molto gravi. E’ stato inevitabile l’impatto col centro abitato, nell’esplodere vengono scagliate delle scodelle di acciaio contenenti anch’esse scaglie di acciaio che vanno a frantumare e perforare qualsiasi oggetto si trovi nella traiettoria.



Ieri sera è stato postato un appello in video sul social telegram diretto alle madri dei soldati della DNR impegnati al fronte da parte di una ragazza, di cui non si conosce l’identità, che invitava tutte le mamme interessate ad avere notizie dei loro figli di recarsi presso la sede del ministero della difesa proprio accanto al luogo dove il missile è precipitato nel tentativo di tendere una trappola alle famiglie maggiormente legata ai soldati, Se l’appello fosse stato accolto da più persone,  le vittime sarebbero state centinaia, il centro di Donesk si trova fuori dal teatro di guerra ed è una chiara ennesima rappresaglia verso la popolazione civile da parte delle forze armate ucraine. Sono state colpite diverse auto, un autobus e decine di passanti.

Dal fronte opposto, i mercenari candidati nelle fila dell’esercito ucraino, vengono dotati di fucili a ripetizione molto vecchi di origini sovietiche con un numero irrisorio di proiettili, Alla richiesta di avere in dotazione armi più moderne ed efficienti e soprattutto un numero maggiore di proiettili è stato detto loro che avrebbero dovuto procurarsele prendendole ai soldati russi abbattuti in combattimento. Molti di loro hanno quindi rinunciato e stanno rientrando al loro paese di provenienza postando queste loro lamentele sui social.

La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di poter ispezionare i loro 300 laboratori sparsi in diversi Paesi e poter verificare quali studi vengono effettuati e con quali scopi.

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