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AMERICA LEADER DEL MONDO LIBERO? COME DIMENTICARE LE SUE INTERFERENZE CON LE ELEZIONI DI ALTRI PAESI?


Articolo di Philip Giraldi per The Unz Review – traduzione a cura di Daniel Moscardi

Dopo solo cinque mesi in carica, Joe Biden ha già acquistato notorietà per le sue gaffes e svarioni, al punto tale che c’è chi suggerisce – come un medico del partito repubblicano – che dovrebbe essere testato per le sue capacità cognitive.

Detto questo, un suo tweet del 16 Giugno scorso, pubblicato dopo il summit con il Presidente Vladimir Putin, forse inteso come semplice retorica (per quanto Biden possa comprendere il significato della retorica) batte sicuramente tutti per menzogna allo stato puro: “come sarebbero visti gli Stati Uniti dal resto del mondo se interferissero con le elezioni di altri paesi e tutti ne fossero a conoscenza? Come potremmo fare le cose che lui (Putin n.d.t.) fa? Questo abbassa la reputazione di una nazione”.

 Le stime del numero di paesi con le relative elezioni nelle quali gli USA hanno interferito dal dopoguerra ad oggi varia dagli 80 ai 100, senza prendere in considerazione gli interventi di tutti i tipi occorsi in America Latina dalla guerra Ispano Americana  (del 1898 n.d.t.) al 1946. Come non ricordare il generale Smedley Butler, uno dei Marines più decorati della storia del Corpo, quando confessa nel suo libro del 1935 “War is a racket”: “…ho agito in modo che il Messico, specialmente Tampico, fossero sicuri per gli interessi delle compagnie petrolifere americane nel 1914. Ho fatto la mia parte per rendere sicuri Haiti e Cuba per i ragazzi della National City Bank che dovevano riscuotere le tasse. Ho fatto la mia parte nello stupro di almeno una mezza dozzina di repubbliche dell’America Centrale per gli interessi di Wall Street. L’elenco delle estorsioni è lungo. Ho fatto la mia parte per ripulire il Nicaragua in nome degli interessi della banca internazionale dei fratelli Brown tra il 1909 e il 1912. Ho fatto conoscere la Repubblica Dominicana per gli interessi degli zuccherifici americani nel 1916. In Cina ho fatto sì che nessuno disturbasse la Standard Oil.”

 Senza contare – dal 1900 ad oggi – tutti i cambi di regime e gli interventi nei confronti di altri paesi, sia con la forza delle armi, sia corrompendo politici locali, sia usando altri metodi. Senza dimenticare gli squadroni della morte attivi nell’America Latina. Si potrebbero aggiungere alla lista almeno altre 50 tra Operazioni CIA e assassini politici (Special Ops) anche se effettivamente difficilmente documentabili.

 Si rimane semplicemente stupefatti di fronte alla supposta ignoranza di Biden, che da oltre 40 anni fa parte del governo federale ad alti livelli, come Vice Presidente per 8 anni e Presidente adesso, su ciò che il governo degli Stati Uniti ha fatto e continua a fare. Dopotutto Biden era VP di Obama quando Victoria Nuland lavorava a pieno ritmo nel 2013- 2014 per destabilizzare il governo del Presidente Ucraino Viktor Yanukovych. 

 Anche se notoriamente corrotto, Yanukovych fu comunque eletto Primo Ministro con libere elezioni. Victoria Nuland, ora sottosegretario di stato per gli affari europei ed euroasiatici, fornì apertamente aiuto agli oppositori del Presidente Yanukovytch schierati in piazza Maidan, fino ad arrivare a farsi riprendere nel distribuire dolci per incoraggiare i dimostranti in compagnia del senatore John Mc Cain.

 Allieva di Dick Cheney e Hillary Clinton e moglie del falco neocon Robert Kagan, Victoria Nuland si adoperò apertamente per un cambio di regime sostenendo sfacciatamente gli oppositori di Yanukovych nonostante Washington e Kiev avessero relazioni amichevoli. Il tweet di Biden in fondo riconosce ambiguamente che è difficile immaginare qualsiasi amministrazione USA che possa tollerare ingerenze simili negli affari interni americani da parte di un altro paese, soprattutto se sostenute da un budget di 5 miliardi di dollari (come nel caso dell’Ucraina n.d.t.), ma Washington ha sempre avuto uno standard ambivalente nel giudicare il proprio comportamento. Chiaramente Biden rientra in questo standard o non sa di cosa parla o cosa stia facendo.

 Victoria Nuland è rimasta famosa per il suo linguaggio volgare quando fu sorpresa a parlare del ruolo che l’UE avrebbe potuto avere nel gestire i disordini che lei e il cosiddetto National Endowment for Democracy crearono. 

Il cambio di regime in Ucraina voluto dall’amministrazione Obama -Biden fu solo il preludio al crescente conflitto con Mosca che voleva ovviamente proteggere i propri interessi in Ucraina, particolarmente in Crimea. Questo conflitto continua ai giorni nostri, con navi della US Navy impegnate in manovre assieme alla marina Ucraina nel Mar Nero.

 E Biden era certamente con Obama quando fu scelto di destabilizzare la Libia.

La Russia stessa non può essere dimenticata. Boris Yeltsin fu rieletto Presidente nel 1996 grazie ai miliardi di dollari pompati nella sua campagna elettorale dall’amministrazione Clinton che gli consentì una vittoria di margine favorita dagli oligarchi, finanziata e diretta da Washington. Biden all’epoca era senatore.

 E poi l’Iran. Mohammed Mossadeq fu democraticamente eletto e poi rimosso attraverso un colpo di stato organizzato dalla CIA nel 1953, sostituito dallo Shah, che a sua volta fu deposto dalla Repubblica Islamica nel 1979, e da allora Iran e Stati Uniti vivono in uno stato di quasi guerra con relative ritorsioni fatte di assassini e sabotaggi.

 E come dimenticare il Cile, quando nel 1973 Salvador Allende fu rimosso dalla CIA e rimpiazzato dal generale Augusto Pinochet? O Cuba e lo sbarco della Baia dei Porci nel 1961, che doveva portare a rovesciare il regime cubano? 

Può essere che Biden non ricordi più queste cose, che furono peraltro ampiamente documentate dai mezzi di informazione dell’epoca?

 E visto che ci siamo, Joe potrebbe almeno citare i casi di vere e proprie ingerenze in elezioni di altri paesi, che è appunto ciò di cui parlava nel suo tweet. Come ex agente CIA di stanza in Europa e medio Oriente tra gli anni 70 e i primi anni 90, gli potrei confermare di essere personalmente a conoscenza di continue ingerenze in paesi come Francia, Spagna, Portogallo e Italia, che avevano in comune la presenza di forti partiti comunisti, in alcuni di questi paesi vicini ad andare al potere. Valigie piene di soldi furono consegnate a partiti oppositori, politici furono corrotti, giornalisti comprati. Posso tranquillamente affermare che praticamente in questi paesi non vi furono elezioni senza ingerenza da parte degli Stati Uniti.

 Andiamo avanti? Gli USA hanno cercato un cambio di regime in Siria almeno dal 2004, e stanno militarmente occupando una parte di quel paese. E naturalmente la Russia è tuttora pienamente inclusa in un processo di delegittimazione che ha come scopo la rimozione di Putin attraverso il controllo dei media occidentali e di una opposizione finanziata e controllata dalla CIA e dai servizi occidentali. La Cina non avendo né una opposizione degna di tale nome, né libere elezioni, rimane oggettivamente un ostacolo difficile da rimuovere ciò nonostante viene costantemente sfidata e comunque citata in modo negativo.

 Joe Biden dovrebbe rileggersi la storia delle ingerenze e degli interventi americani, militari e politici, nel mondo. Forse imparerebbe qualcosa. 

Rimane il fatto che la lezione più importante da imparare gli rimarrebbe estranea, ovvero che tutta questa storia di ingerenze in altri paesi, e relativi morti, hanno fatto del male sia agli USA che ai paesi interessati. Biden ha preso una grossa decisione nel ritirare le truppe USA dall’Afghanistan, anche se ora sembra che tale decisione possa essere in parte revocata. E allora completi il processo e faccia la stessa cosa con l’Iraq, la Somalia, la Siria. Sarebbe un mondo migliore se lo facesse.

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