Home Deep State BERGOGLIO: USARE FATIMA PER LEGITTIMARE IL NUOVO ORDINE MONDIALE?

BERGOGLIO: USARE FATIMA PER LEGITTIMARE IL NUOVO ORDINE MONDIALE?

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Desta una certa sorpresa la notizia per cui Bergoglio si sia deciso, su richiesta dei vescovi ucraini, a “consacrare” la Russia e l’Ucraina al Cuore immacolato di Maria, come richiesto nel secolo scorso a Fatima. Sappiamo che Suor Lucia fece presente la richiesta dal Cielo di consacrare la Russia – allora comunista – al Cuore immacolato per evitare che spargesse i suoi errori nel mondo. Non solo l’ateismo, ma tutte quelle politiche che oggi vediamo riproporre nell’UE e nei progetti di Davos (depopolamento, soppressione dei diritti fondamentali, sperimentazioni senza consenso, controllo totale).

L’URSS è stata la fucina del totalitarismo e del controllo delle élite sulle masse. Affinati questi strumenti e potenziati con l’impiego della tecnologia, oggi le stesse élite che finanziarono sia l’Unione sovietica sia il terzo Reich, cercano di perseguire un nuovo totalitarismo. Non potendo più controllare la realtà, a causa dei cambiamenti geopolitici ancora in atto, cercano di spingere i popoli in un mondo virtuale su cui ancora hanno un certo potere (Great Reset) e che i fratelli Wachowski nel 1999 chiamarono The Matrix.

L’AGENDA DI BERGOGLIO

Contro il progetto globalista, volto alla dissoluzione dell’essere umano tel quel, si è posta la Russia post-comunista, la cui azione politica si incentra sull’idea di nazione e sull’identità cristiana. Una Russia che combatte contro il totalitarismo di Davos, che ha visto in Europa la sua massima espressione. A questo punto, ci si chiede quale possa essere la vera intenzione di Bergoglio, soprattutto se consideriamo un episodio molto importante, riportato da Maurizio Blondet (QUI). Quando Putin, in visita in Vaticano, chiese a Bergoglio di poter far volare la statua della Madonna di Fatima a Mosca per la consacrazione della Russia, il vescovo di Roma rispose che ciò non rientrava nella sua agenda. Bergoglio non si è mai mostrato molto “mariano” (ricordiamo che definì la Vergine «la Madonna postina» e, ultimamente, «donna di strada»), per cui domandarsi quali obiettivi egli intenda perseguire con questo atto di “dedicazione” – e non “consacrazione”, parola questa che spaventa molti “teologi” – è assai lecito.

Gli errori della Russia riguardano il suo passato totalitario comunista e non il suo presente di baluardo dell’idea di nazione e di identità cristiana. E poi, quando mai la Vergine ha chiesto di consacrare esplicitamente l’Ucraina?

SUOR LUCIA DI FATIMA

Stando alle richieste presentate da suor Lucia, perché la consacrazione della Russia fosse valida, non solo si sarebbe dovuto consacrare – non dedicare – la Russia in modo esplicito, ma tale consacrazione doveva essere fatta dal papa in comunione con tutti i vescovi del mondo e non solo con il proprio elemosiniere. Un evento di tale portata va organizzato per tempo e, per la sua riuscita, non può essere improvvisato.

Un ulteriore elemento che desta perplessità riguarda la mancata tempestività della “consacrazione”. Nella splendida biografia di suor Lucia Un cammino sotto lo sguardo di Maria si legge:

Maria confidò al cuore della sua giovane messaggera ciò che temeva per il mondo: «Più tardi, per mezzo di una comunicazione intima, la Madonna mi disse lamentandosi: “Non hanno voluto soddisfare la mia richiesta! … Come il re di Francia, si pentiranno e la faranno, ma sarà tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori per il mondo, provocando guerre, persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre avrà molto da soffrire”».[1]

Che senso avrebbe fare oggi una consacrazione alla Russia post-comunista che ha già preso le distanze dal suo passato? Non vediamo, forse, ripetersi gli errori della Russia sovietica nell’Unione Europea? Il riferimento al re di Francia Luigi XIV dice tutto. Nel 1689, santa Margherita Maria Alacoque inviò al re Luigi XIV una lettera in cui, su richiesta di Cristo, esortava il sovrano a consacrare la Francia al Sacro Cuore. Il re non lo fece e nel 1789 la Francia capitolò sotto i colpi della Rivoluzione.

Suor Lucia nel suo diario parla chiaramente di una guerra distruttrice innescata dall’odio e dall’ambizione di molti:

Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii – la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’asse terrestre e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso. L’odio e l’ambizione provocano la guerra distruttrice! Nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva: «Nei secoli, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’eternità, il Cielo!». La parola Cielo riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo: «Il Cielo! Il Cielo!». Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo.[2]

LA MAFIA DI SAN GALLO

Come qualcuno ha già sottolineato, andrebbe inoltre chiarito chi sia il papa e, soprattutto, il fatto che Bergoglio non abbia mai confutato le rivelazioni del suo grande elettore il card. Godfried Danneels, secondo cui Bergoglio sarebbe stato scelto dalla Mafia di San Gallo, il famoso gruppo eversivo di cardinali che tramavano contro Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ecco alcune testimonianze significative tratte dall’autobiografia del celebre cardinale belga:

Bisogna attendere poi marzo 2013 e l’elezione di Jorge Mario Bergoglio come pontefice perché il cielo di Godfried Danneels si schiarisca di nuovo.

Questo confratello gesuita di Martini e cardinale arcivescovo di Buenos Aires si chiama Jorge Mario Bergoglio. Prenderà l’incarico insieme al cardinale di New York, Edward Egan, di stilare un rapporto finale, intitolato Il vescovo, servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo. Bergoglio, per il suo atteggiamento e per mezzo di questo, guadagna la fiducia di un gran numero di partecipanti al gruppo di San Gallo, compreso Danneels. La riconoscenza è reciproca, dato che al sinodo il cardinale belga sostiene apertamente una gestione più collegiale e sussidiaria della Chiesa e si mostra molto critico sulla direzione presa con Apostolos suos: Danneels rivendica per le conferenze episcopali una maggiore forza d’urto, in primo luogo in ambito pastorale.

Il pre conclave dà già un’idea della direzione che prenderà l’elezione. Anche se i cardinali del gruppo di San Gallo presenti a Roma inviano a Ivo Fürer una lettera con il messaggio: «Siamo qui insieme nello spirito di San Gallo», sarà il card. Ratzinger che il conclave sceglierà come successore quasi ovvio del papa polacco, sebbene, durante il conclave, il cardinale gesuita Jorge Mario Bergoglio abbia rappresentato un’alternativa realistica.[3]

I passaggi sopra riportati rivestono una grande importanza, soprattutto alla luce dei parr. 78-83 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, ai sensi dei quali è comminata la scomunica latae sententiae a quei cardinali che stringono patti, alleanze per l’elezione pontificia e/o si obbligano ad attuare gli impegni presi una volta elevati al Pontificato, pongono il veto su richiesta di autorità civili, commettono il crimine di simonia, o contrattano «mentre il Pontefice è in vita e senza averlo consultato, circa l’elezione del suo Successore, o promettono voti, o prendono decisioni a questo riguardo in conventicole private».[4] È chiaro che sugli elettori ed eletti che rientrino in tali fattispecie di reato incomberebbe la scomunica e, dunque, non sarebbero validi gli atti da questi posti in essere né tanto meno un’elezione.

IL PATRIARCA KIRILL E L’OCCIDENTE RUSSOFOBO

Un’ultima considerazione riguarda le esternazioni del patriarca di Mosca Kirill, che ha indicato quali responsabili del conflitto in Ucraina proprio l’Occidente scristianizzato e russofobo, in particolare la politica espansionistica della NATO.

Le accuse non sono mancate neanche per il patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, che, riconoscendo la Chiesa autocefala ucraina, avrebbe posto in essere le condizioni per l’ostilità. Da Roma, non è arrivata nessuna conferma ma solo silenzio, il silenzio di chi, forse, ha già scelto chiaramente da che parte stare.

Come sapete, questo conflitto non è iniziato oggi. Sono fermamente convinto che i suoi iniziatori non siano i popoli di Russia e Ucraina, che provengono dal fonte battesimale di Kiev, sono uniti dalla fede comune, hanno santi e preghiere comuni e condividono un destino storico comune.

Le origini del confronto risiedono nei rapporti tra Occidente e Russia. Negli anni Novanta alla Russia era stato promesso che la sua sicurezza e dignità sarebbero state rispettate. Tuttavia, col passare del tempo, le forze che consideravano apertamente la Russia come loro nemica si avvicinarono ai suoi confini. Anno dopo anno, mese dopo mese, gli Stati membri della Nato hanno rafforzato la loro presenza militare, ignorando le preoccupazioni della Russia secondo cui le armi avrebbero potuto un giorno essere usate contro di essa. […]

Questo tragico conflitto è diventato parte della strategia geopolitica su larga scala volta, in primo luogo, a indebolire la Russia.

E ora i leader occidentali stanno imponendo alla Russia sanzioni economiche che saranno dannose per tutti. Palesemente ovvie le loro intenzioni: portare sofferenze non solo ai leader politici o militari russi, ma in particolare al popolo russo. La russofobia si sta diffondendo nel mondo occidentale a un ritmo senza precedenti.[5]

LEGITTIMARE IL NUOVO ORDINE MONDIALE?

A questo punto, è lecito domandarsi se ci sia qualcuno che possa voler strumentalizzare le richieste di Fatima per fini puramente politici (cioè, colpire moralmente la Russia), cavalcando l’enfasi mediatica e la pietas fidelium per legittimare e/o di salvare in extremis dalle ferite mortali inferte dall’orso russo quel Nuovo Ordine Mondiale, cui molti in Vaticano sembrano già aver prestato il fianco più volte.

Che dire dell’obbligo morale di vaccinazione sperimentale di massa imposto a milioni di cattolici e foriero di numerosi effetti avversi gravi, spesso perfino mortali? O dell’obbligo (vero) vaccinale imposto ai cittadini del Vaticano, pena il licenziamento e l’espatrio in netto contrasto con il codice di Norimberga? O del silenzio assordante del vescovo argentino davanti al rigetto esplicito dell’insegnamento cristiano da parte di alcuni cardinali (e.g. Jean-Claude Hollerich) o innanzi alle proposte sconvenienti del sinodo tedesco (cfr. QUI)? O, ancora, dell’intronizzazione della Pachamama nel Tempio della Chiesa, delle tante “gaffe” sulla natura di Cristo (perlopiù umana, al dire del vescovo) e sulla sua contaminazione con i nostri peccati? E dell’attacco alla Messa tradizionale e agli ordini monastici che celebravano secondo l’antico rito, e tanto altro ancora?

Come possa una persona del genere confidare veramente nell’atto di consacrazione al Cuore immacolato della Vergine resta molto difficile da credere, oltre al fatto che potrebbe non avere neanche l’autorità per farlo.


[1] Un cammino sotto lo sguardo di Maria. Biografia di suor Lucia di Gesù e del Cuore immacolato di Maria, a cura del Carmelo di Coimbra, edizioni OCD, Roma, 2014, (e-book) p. 159.

[2] Idem, p. 210.

[3] Godfried Danneels, Biographie, Tilburg University, 2015, pp. 8, 453, 458.

[4] 78. Se nell’elezione del Romano Pontefice fosse perpetrato – che Dio ce ne scampi – il crimine della simonia, delibero e dichiaro che tutti coloro che se ne rendessero colpevoli incorreranno nella scomunica latae sententiae e che è tuttavia tolta la nullità o la non validità della medesima provvista simoniaca, affinché per tale motivo – come già stabilito dai miei Predecessori – non venga impugnata la validità dell’elezione del Romano Pontefice.

79. Confermando pure le prescrizioni dei Predecessori, proibisco a chiunque, anche se insignito della dignità del Cardinalato, di contrattare, mentre il Pontefice è in vita e senza averlo consultato, circa l’elezione del suo Successore, o promettere voti, o prendere decisioni a questo riguardo in conventicole private.

80. Allo stesso modo, voglio ribadire ciò che fu sancito dai miei Predecessori, allo scopo di escludere ogni intervento esterno nell’elezione del Sommo Pontefice. Perciò nuovamente, in virtù di santa obbedienza e sotto pena di scomunica latae sententiae, proibisco a tutti e singoli i Cardinali elettori, presenti e futuri, come pure al Segretario del Collegio dei Cardinali ed a tutti gli altri aventi parte alla preparazione ed alla attuazione di quanto è necessario per l’elezione, di ricevere, sotto qualunque pretesto, da qualsivoglia autorità civile l’incarico di proporre il veto, o la cosiddetta esclusiva, anche sotto forma di semplice desiderio, oppure di palesarlo sia all’intero Collegio degli elettori riunito insieme, sia ai singoli elettori, per iscritto o a voce, sia direttamente e immediatamente sia indirettamente o a mezzo di altri, sia prima dell’inizio dell’elezione che durante il suo svolgimento. Tale proibizione intendo sia estesa a tutte le possibili interferenze, opposizioni, desideri, con cui autorità secolari di qualsiasi ordine e grado, o qualsiasi gruppo umano o singole persone volessero ingerirsi nell’elezione del Pontefice.

81. I Cardinali elettori si astengano, inoltre, da ogni forma di patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere, che li possano costringere a dare o a negare il voto ad uno o ad alcuni. Se ciò in realtà fosse fatto, sia pure sotto giuramento, decreto che tale impegno sia nullo e invalido e che nessuno sia tenuto ad osservarlo; e fin d’ora commino la scomunica latae sententiae ai trasgressori di tale divieto. Non intendo, tuttavia, proibire che durante la Sede Vacante ci possano essere scambi di idee circa l’elezione.

82. Parimenti, vieto ai Cardinali di fare, prima dell’elezione, capitolazioni, ossia di prendere impegni di comune accordo, obbligandosi ad attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato. Anche queste promesse, qualora in realtà fossero fatte, sia pure sotto giuramento, le dichiaro nulle e invalide.

83. Con la stessa insistenza dei miei Predecessori, esorto vivamente i Cardinali elettori a non lasciarsi guidare, nell’eleggere il Pontefice, da simpatia o avversione, o influenzare dal favore o dai personali rapporti verso qualcuno, o spingere dall’intervento di persone autorevoli o di gruppi di pressione, o dalla suggestione dei mezzi di comunicazione sociale, da violenza, da timore o da ricerca di popolarità. Ma, avendo dinanzi agli occhi unicamente la gloria di Dio ed il bene della Chiesa, dopo aver implorato il divino aiuto, diano il loro voto a colui che anche fuori del Collegio Cardinalizio avranno giudicato idoneo più degli altri a reggere con frutto e utilità la Chiesa universale.

[5] Discorso del Patriarca Kirill, tratto da https://www.aldomariavalli.it/2022/03/11/patriarca-kirill-questo-conflitto-non-e-iniziato-oggi-le-radici-affondano-nella-politica-occidentale-verso-la-russia/amp/

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