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BIOLOGO TRINCA UCCISO DA COVID ASSAI LETALE E SOSPETTO! Mentre era in Contatto coi PM su Denunce per Cure Ignorate

“Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere metterete fuoco a tutta l’Italia!”
Santa Caterina da Siena – Patrona d’Italia

Oggi poco dopo le 15 è mancato all’ospedale di Perugia il dottor Franco Trinca Biologo Nutrizionista, specializzato in Scienza dell’Alimentazione. I funerali si terranno martedì 8 febbraio alle ore 14 presso il Cimitero Comunale di Perugia.  

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

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Addio carissimo Franco. Spero che le lacrime non mi impediscano di scrivere la scaturigine di belle parole con cui vorrei ricordare nel modo migliore la memoria della tua corrusca anima. Chi fa il giornalista come me e sa che un uomo famoso come te, ospite di TG La7 e TG4, è ricoverato in gravi condizioni di solito prepara il “coccodrillo”.

Non ho voluto farlo pregando sino all’ultimo di non dover scrivere questo lancinante, dolorosissimo e tragico ricordo come un’accorata lettera. E’ stato un calvario ricevere ogni giorno dal tuo amato figlio Alessandro i referti quotidiani sui valori oscillanti della tua ossigenazione via WhatsApp.

Fino al tremendo messaggio delle 15,31 di oggi: «Questo è il messaggio che non avrei mai voluto scrivere. Purtroppo mio padre è deceduto pochi minuti fa. Ho bisogno un po’ di tempo per me. Un abbraccio forte a tutti e grazie di cuore per tutto il sostegno che ci avete dato»

Non trovo parole migliori di quelle della Patrona d’Italia per sintetizzare quello che hai dato ad una Patria che certamente non ti ha meritato. Seguendo i tuoi profondi valori spirituali hai davvero saputo mettere fuoco in questa Italia di mafia, massoneria ed oggi dominata dalle Big Pharma.

Sei stato testimone pugnace della battaglia più fiera per i diritti della salute che cominciavano dalle cure domiciliari efficaci ignorate dai protocolli del Ministero della Salute fino alla libertà di non essere sottoposto ad un obbligo vaccinale. Una lotta intrapresa non solo dopo la pandemia da quel Covid-19 che ti ha strappato all’affetto dei tuoi cari in un modo fin troppo sospetto…

Una guerra legale cominciata dal 2017 contro il Decreto Lorenzin che impose 10 vaccini obbligatori ai bambini. Ma soffocata dai media di mainstream fin da allora divenuti servili complici del governo PD che sta portando avanti il piano d’immunizzazione globale voluto da Bill Gates e Barack Obama in accordo con Matteo Renzi.

E’ questa l’unica ragione per cui so dare una spiegazione al motivo per cui il buon Dio ti abbia strappato da questo folle pianeta.

Per fare di te non solo il leader naturale e carismatico che già eri, non solo un eroe della lotta contro le imposture di Stato ma addirittura un martire affinché sulla tua storia qualcuno più degno di me scriva anche un libro, faccia anche dei film.

Ma soprattutto serva a spronare quei pochi magistrati con cui eri in contatto anche mentre ti trovavi all’ospedale e consenta all’avvocato Alessandro Fusillo che ti ha scritto un bellissimo ricordo (in calce) di terminare questa battaglia per la verità, unico strumento capace di dare vera giustizia e vera libertà.

Già qualcuno aveva scritto sul tuo ricovero all’ospedale di Perugia per quella polmonite bilaterale rimarcando le tue posizioni contro i sieri genici sperimentali antiCovid. Ora molti speculeranno proprio sul tuo rifiuto della vaccinazione quale inevitabile causa della tua scomparsa dopo essere risultato positivo al Covid-19.

Ma ciò, come un boomerang, si ritorcerò contro loro stessi perché accresceranno la tua fama di ottimo scienziato (il curriculum in calce) e porteranno ancora più persone a leggere la tua storia e le tue interviste doviziose di dettagli di illuminata biologia. Come quella che diventò l’articolo più letto nella storia di Gospa News: “Vaccinare durante una pandemia è un’arma di distruzione di massa”.

QUEL VIRUS COSI’ LETALE DOPO I CONTATTI COI PM

In essa hai forse scritto il tuo destino profetizzando varianti più contagiose ed infettive come affermava da tempo il tuo adulato professor Geert Vanden Bossche.

Anche se entrambi eravamo perfettamente convinti dell’origine artificiale del SARS-Cov-2, costruito in laboratorio da maledette manine un po’ cinesi e un po’ americane. Non posso fare a meno di ricordare quanto spiegò in merito il professor Pierre Bricage, ex direttore del Dipartimento di Ingegneria Biologica dell’Università di Pau (Pirenei, Francia) e consulente Nato.

Lui attribuiva alle sequenze di HIV individuate in quattro aminoacidi modificati del virus del Covid-19 una differente carica virale: perfettamente compatibile con la tecnica del Guadagno di Funzione utilizzata negli esprimenti sui virus chimerici SARS al Wuhan Institute of Virology e alla North Carolina University sotto la supervisione di Anthony Fauci.

Bricage, esperto anche di genetica molecolare, con la teoria della differente virulenza di differenti genotipi da laboratorio spiegava la bassa, media o ALTA letalità del SARS-Cov-2, capace di fare una strage in Italia ma di non mietere altrettante  vittime in Corea del Sud.

So l’attenzione con cui ti tenevi in forma, con cui prendevi integratori preventivi ed hai preso tempestivamente idonee terapie domiciliari. Ma soprattutto ho percepito, dai nostri scambi di msg, la tempra vigorosa con cui da metà gennaio (fino a una settimana fa) hai affrontato questo virus sotto il casco per l’ossigenazione. Ecco perché sono portato a farmi domande.

Anzi devo, come giornalista, davvero interrogarmi sull’accaduto dopo ciò che mi hai confidato.

I MESSAGGI COI MAGISTRATI ANCHE DALL’OSPEDALE

Soprattutto dopo quel messaggio in cui hai posto tutta la tua speranza di una vittoria nella denuncia per le cure domiciliari efficaci ignorate dalle autorità sanitarie. Spero di non fare torto alla tua memoria nel pubblicarlo ma tutti devono sapere cosa stavi facendo!!! E con ogni probabilità anche ottenendo grazie all’attenzione di alcuni magistrati! (continua a leggere)

L’ARTICOLO PROSEGUE SU GOSPA NEWS

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Fabio G. C. Carisio

Fabio Giuseppe Carlo Carisio, classe 1967, è giornalista pubblicista dal 1991. Ha diretto vari giornali locali piemontesi ed è stato corrispondente per i quotidiani Il Giornale e Libero. Nel 2018 ha fondato il webmedia di informazione giornalistica cristiana Gospa News. Dal 2019 è autore sul sito americano di gepolitica ed intelligence militare Veterans Today. Le sue investigazioni internazionali sono state pubblicate su Reseau International, Sputnik Italia, Maurizio Blondet e altri portali di contro-informazione. Alcune inchieste sono state tradotte in varie lingue e pubblicate su siti cinesi, russi, bulgari, mediorientali e latino americani. https://gospanews.net

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lisa

”Un paziente COVID considerato in punto di morte, si riprende dopo che il tribunale ha costretto l’ospedale a consentire il trattamento con l’ivermectina
Nel fine settimana del Ringraziamento, Sun Ng, un uomo di 71 anni che ha trascorso 22 giorni su un ventilatore con COVID-19, è stato dimesso a seguito di un ciclo di trattamento di ivermectina ordinato dal tribunale.
NAPERVILLE, Illinois ( LifeSiteNews ) – Un paziente anziano gravemente malato di COVID a cui è stata ripetutamente negata l’ivermectina si è completamente ripreso dopo che un tribunale ha ordinato all’ospedale di trattarlo con il farmaco potenzialmente salvavita.

Nel fine settimana del Ringraziamento, Sun Ng, un uomo di 71 anni che ha trascorso 22 giorni su un ventilatore con COVID-19, è stato dimesso dall’Edward Hospital di Naperville, nell’Illinois, a seguito di un ciclo di trattamento con ivermectina riuscito. Nonostante l’efficacia del farmaco, l’ospedale aveva acconsentito all’uso del farmaco solo dopo che la figlia di Ng, il dottor Man Kwan Ng, aveva ottenuto un’ordinanza del tribunale che imponeva la loro conformità.
Secondo un comunicato stampa distribuito per conto dello studio legale Mauck & Baker di Chicago, il trattamento con ivermectina ordinato dal tribunale è stato somministrato a Ng per cinque giorni, dall’8 novembre al 12 novembre, ed è stato dimesso il 27 novembre, essendosi completamente ripreso.

“La guarigione di mio padre è sorprendente”, ha condiviso il dottor Man Kwan Ng nel comunicato. “Mio padre è un uomo duro. Stava lavorando così duramente per sopravvivere e, naturalmente, con le mani di Dio che si tenevano. Ha svezzato l’ossigeno circa tre giorni dopo aver lasciato la terapia intensiva. Ha iniziato l’alimentazione orale prima della dimissione dall’ospedale. Tornò a casa senza portare una bombola di ossigeno e un sondino installato nello stomaco. Ora può stare con un deambulatore al capezzale e fare pratica con il passo. Dopo essere stato sedato per un mese su un ventilatore in terapia intensiva, le sue prestazioni sono oltre le nostre aspettative. Prega il Signore.”

Come precedentemente riportato da LifeSiteNews, il processo per ottenere Ng ivermectin non è stato semplice, anche con un’ingiunzione del tribunale. Venerdì 5 novembre, il giudice Paul Fullerton della Eighteenth Judicial Circuit Court nella contea di DuPage, Illinois, aveva concesso al dottor Alan Bain l’accesso all’ospedale allo scopo di somministrare il farmaco a Ng. Nonostante la decisione del tribunale, l’ospedale ha rifiutato l’ingresso a Bain perché non era stato vaccinato contro il COVID-19.

A seguito di ciò, “Un rapporto di emergenza è stato presentato alla corte per prima cosa lunedì mattina, 8 novembre, raccontando gli eventi del fine settimana. Dopo una breve discussione da entrambe le parti, il giudice Fullerton ha ammonito i rappresentanti dell’Edward Hospital e ha ribadito che aveva ordinato loro di far entrare il dottor Bain venerdì e che l’ospedale doveva farlo entrare».
Alla fine, l’ospedale ha ottemperato alla richiesta del giudice ea Bain è stato concesso l’accesso alla struttura.

In uno spirito di ringraziamento, la figlia di Ng ha dichiarato degli eventi: “La nostra famiglia ringrazia in particolare il giudice Paul Fullerton. Senza di lui, non potremmo portare mio padre a casa e non potremmo vederlo sorridere di nuovo. Ringraziamo inoltre con gratitudine i nostri avvocati, Ralph C. Lorigo e Mauck & Baker, LLC, per l’intero processo legale e la lotta per i diritti di mio padre. Ringraziamo anche sinceramente il dottor Alan Bain per aver camminato con noi e per aver somministrato Ivermectin a mio padre. Vogliamo anche ringraziare i medici e gli infermieri dell’ospedale. Ho visto la cura delle infermiere quando sono rimasta al capezzale con mio padre”.

Nonostante i media tradizionali e altre entità pro-vaccino etichettano in modo fuorviante l’ ivermectina “sverminatore per cavalli”, diversi studi hanno dimostrato che il farmaco generico ampiamente utilizzato non ha praticamente alcun rischio di gravi effetti collaterali e può essere efficace contro COVID-19.

Mentre i regolatori federali e i produttori di farmaci hanno comunque soppresso in modo aggressivo il farmaco, vari esperti di spicco come il dott. Peter McCollough , il dott. Vladimir Zelenko , il dott. Robert Malone e i 12.700 medici e scienziati che hanno firmato la Dichiarazione di Roma lo hanno approvato come trattamento COVID.
https://www.lifesitenews.com/news/covid-patient-left-for-dead-recovers-after-court-forces-hospital-to-allow-ivermectin-treatment/?fbclid=IwAR3prkaZFLwrkvVofO_Sk0WvM9wSXOxJfZiwzvnpjl07TKVgopRtLEwJ3G8

lisa

Il giudice “eroe” mette sotto accusa l’ospedale: o date l’ivermectina a una donna morente o pagherete una multa di $ 10.000 al giorno.
Un ospedale fuori Washington, DC, non voleva dare a una donna di 63 anni il farmaco sicuro e approvato dalla FDA che si è dimostrato altamente efficace contro il covid anche dopo che nient’altro ha funzionato e la sua morte era quasi certa.
Mary Beth Pfeiffer, una donna di sessantatré anni è in bilico tra la vita e la morte in un ospedale della Virginia che è stato costretto, dopo una brutale lite in tribunale, a darle un farmaco sicuro e approvato dalla FDA che il suo medico le aveva prescritto: l’ivermectina.

Se sia troppo tardi è la domanda. La prima dose è stata somministrata a Kathleen Davies, al Fauquier Hospital di Warrenton, in Virginia, a circa ottanta miglia a ovest di Washington, DC, la sera di lunedì 13 dicembre. Erano passati sessantacinque giorni dal ricovero; quarantuno giorni dopo essere stata messa su un ventilatore; sei giorni dopo l’ordine di un giudice di somministrargliela, e quindici minuti prima del limite entro il quale sarebbe scattata una multa di 10.000 dollari al giorno per aver sfidato l’ordine del giudice.
.L’impasse si è rotto lunedì, quando il giudice della Corte di Circoscrizione James P. Fisher ha stabilito la legge dopo un’udienza stizzosa. In una decisione scritta mentre gli avvocati aspettavano online, Fisher ha stabilito che l’ospedale stava commettendo un oltraggio alla corte “per aver interposto inutilmente dei requisiti che ostacolavano” l’ivermectina e per aver violato gli statuti ai sensi delle leggi federali e statali della Virginia sul diritto di sperimentare una cura.
L'”incapacità dell’ospedale di soddisfare i desideri di assistenza sanitaria di questo paziente critico” – come aveva ordinato il giudice il 7 dicembre – è “particolarmente eclatante”, ha scritto.

Il giorno dopo l’esperienza da brivido, l’avvocato di Davies, Ralph Lorigo, ha dichiarato: “Questo giudice è un eroe. Ha avuto coraggio. Ha affrontato una resistenza. Ha avuto la volontà di far rispettare ciò che ha detto”.

Lorigo, un avvocato di Buffalo, New York, da quattro decenni, ha aperto la strada a una pratica legale completamente nuova dedicata a garantire l’ivermectina ai pazienti per i quali altri trattamenti covid hanno fallito. Il mese scorso, un uomo di settantuno anni, con una probabilità di sopravvivenza del 10-15 per cento, ha ricevuto cinque giorni di ivermectina ordinata dal tribunale. Ha tirato fuori il tubo endotracheale dopo cinque giorni e ha lasciato l’ospedale due settimane dopo.
Mentre molti, non tutti, i clienti di Lorigo si sono radunati, il futuro della signora Davies è incerto. Riceverà 24 mg al giorno per dieci giorni di ivermectina, che ha salvato molte persone che erano vicine alla morte sui ventilatori. Ma Davies sta affrontando una sfida difficile. “Questa donna è stata da quarantadue giorni su un ventilatore”, ha detto. “Ha bisogno delle preghiere di tutti.”
Si potrebbe essere tentati di incolpare l’ospedale per l’insensibile indifferenza verso una terapia che la ricerca mostra potrebbe salvare vite umane. Ma l’esperienza della famiglia Davies è dolorosamente illustrativa dei più ampi fallimenti della cura del covid americana.
Settimane prima che l’intera famiglia Davies contraesse il covid—Mrs. Il marito di Davies, Donald, sessantasei anni; la figlia Grace, ventun anni; e il figlio Christopher, trentanove anni, la famiglia ha intrapreso uno sforzo per assicurarsi l’ivermectina. L’intenzione, mi ha detto Christopher Davies, era di prenderla “come una sorta di scudo” contro l’infezione.

“Stavamo attivamente cercando di ottenere ivermectina”, ha detto. “Cerca di trovare un dottore. Hai un contraccolpo. Se provi a trovare una farmacia, vieni respinto. È così difficile ottenerla”.

Quando sono arrivati ​​un medico e una farmacia indipendente, l’infezione era entrata in casa e si era diffusa in tutta la famiglia. Il signore e la signora Davies sono stati in grado di terminare solo due giorni di prescrizione di ivermectina prima che le loro condizioni peggiorassero. Per entrambi è stato chiamato il 118.
“È stata una giornata un po’ drammatica”, mi ha detto Christopher Davies. “Quando è arrivata la mattina del 9 ottobre, papà era così malato che non riusciva ad alzarsi dal letto”. Il livello di ossigeno nel sangue di sua madre, che avrebbe dovuto essere negli anni novanta, era abbassato a ottanta.
“Cosa ti dicono? Resta a casa, mettiti in quarantena e lascia che il tuo corpo se ne occupi”, ha detto Davies. “Alcune persone come i miei genitori non possono farlo.”

Donald Davies, un appaltatore della difesa in pensione, ha trascorso sette settimane al Fauquier Hospital, dove Christopher, per inciso, lavora come tecnico dei raggi X. Ora è in congedo medico per prendersi cura di suo padre, che è stato dimesso solo due settimane fa.

Gli ho parlato del mio articolo su una famiglia indiana a cui sono stati dati dei kit di ivermectina, risparmiandoli durante una furiosa epidemia nell’Uttar Pradesh la scorsa primavera. “Non è divertente come un paese meno sviluppato”, ha detto, “sembra avere un ruolo più proattivo nel trattamento di questa pandemia rispetto agli Stati Uniti”.

Nei documenti del tribunale, le condizioni della signora Davies sono descritte come desolate. Mentre le è stato somministrato il protocollo ospedaliero standard, inclusi remdesivir, steroidi e antibiotici, le sue condizioni sono peggiorate dal 9 ottobre al 3 novembre, quando è stata sedata e intubata.

La denuncia iniziale, depositata il 3 dicembre, afferma:
“L’imputato ha esaurito il suo protocollo di trattamento COVID-19 e non ha ulteriori opzioni di trattamento per la signora Davies. La sua situazione è veramente “aspetta e vedrai”. In quanto donna di 63 anni posta su un ventilatore, le possibilità di sopravvivenza della signora Davies sono scese a meno del 30%”.
Con niente di più offerto dall’ospedale, il marito della signora Davies, che è il suo delegato per l’assistenza sanitaria, ha cercato l’ivermectina.

Ha accettato di rinunciare a tutte le responsabilità dell’ospedale nel fornire il farmaco a sua moglie.
Ma in quella che è una risposta familiare a tali casi in tutto il paese, l’ospedale ha reagito, resistendo anche dopo che il giudice ha accolto la richiesta il 7 dicembre. Sono seguite discussioni sul linguaggio dell’ordine, su come sarebbe stato eseguito e su chi avrebbe somministrare il farmaco.

“Hanno trascinato i piedi mentre la vita di mia madre era in bilico”, ha detto Christopher Davies.

Il 13 dicembre, il giudice ha dato poco spazio alla discussione quando ha minacciato di multare l’ospedale di $ 10.000 per ogni giorno in cui si era rifiutato di eseguire il suo dettame.
Ralph Lorigo attribuisce il merito al coraggio del giudice, avendo assistito a molti tentativi da parte dei sistemi ospedalieri di dissuadere i tribunali dall’interferire nella pratica medica.

“In questi casi, intimidiscono questi giudici”, ha detto Lorigo. “Non indossi camici bianchi. Indossi abiti neri. Solo i medici possono prendere le decisioni”.
Il giudice ha ascoltato una versione diversa del caso della signora Davies.

È una donna, affermava la denuncia, «alla soglia della morte; non esiste un ulteriore protocollo di trattamento per il COVID-19”.

[Gli imputati], d’altra parte, ha affermato, “hanno violato il loro obbligo collettivo e giuramento di ‘non nuocere’ per quanto riguarda il loro rifiuto ingiustificato di somministrare cure mediche e farmaceutiche alla signora Davies nel tentativo di salvarle vita…”
Kathleen Davies inizialmente non voleva andare in ospedale, mi ha detto suo figlio. “Non si fidava davvero del sistema sanitario”.

Forse aveva ragione.
https://rescue.substack.com/p/hero-judge-holds-hospital-in-contempt?fbclid=IwAR0g5VNOuMOy4nS5u3dpWz5I3ijcjqVn6dc6AyszBcrH5TGRQCp5hyKMqcA

lisa

La testimonianza di un avvocato americano sulle cure che vengono imposte negli ospedali occidentali in tempo di ”covid”, è così anche da noi, ma nessunpo può o ha il coraggio di denunciare.
“Campi di sterminio ospedalieri”: un avvocato afferma che i pazienti COVID-19 sono intrappolati e ricevono trattamenti dannosi
Un avvocato che ha parlato durante la conferenza “Fired for Freedom” del 7 dicembre ospitata dalla Truth for Health Foundation ha descritto il suo lavoro di cercare di di salvare i pazienti COVID dai “campi di sterminio ospedalieri” dove ha affermato che le persone vengono trattenute contro la loro volontà in unità di terapia intensiva (ICU) che ricevono farmaci inefficaci o addirittura dannosi.
Tenutosi nell’80° anniversario dell’attacco giapponese a Pearl Harbor che ha lanciato gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, la conferenza “Fired for Freedom” ha messo in luce individui coraggiosi che hanno rischiato tutto nell’attuale battaglia per la libertà medica e il diritto di esercitare la propria coscienza.
“Oggi è un giorno davvero importante e un buon giorno per farlo uscire”, ha affermato Todd Callender, avvocato internazionale e membro del Consiglio consultivo legale di Truth for Health.

“[Noi] tendiamo a imbatterci nello stesso scenario più e più volte”, ha detto Callender, spiegando che lavora con persone che sono state ricoverate in ospedale con COVID e che sono poi “bloccate in ospedale in una varietà di circostanze che non lasciali andare, motivo per cui la chiamo la prigione della terapia intensiva”.
L’avvocato ha spiegato che i pazienti COVID ammessi negli ospedali finanziati dal governo federale sono sottoposti a protocolli di trattamento che includono farmaci che, secondo lui, tendono a nuocere piuttosto che ad aiutarli, mentre vengono privati ​​di altri farmaci (come l’ivermectina) che non sono inclusi nei protocolli.

Callender ha detto che a volte anche i pazienti che entrano in ospedale per un motivo non correlato al COVID e in seguito risultano positivi al virus possono essere trascinati nella “segregazione COVID” e infine in terapia intensiva, “dove sono spesso privati ​​della nutrizione [e] dati un cocktail di farmaci, incluso il remdesivir che blocca i loro reni”.

Secondo Callender, i finanziamenti federali per gli ospedali creano una pericolosa struttura di incentivi che porta alla “circostanza orribile che chiamiamo carcere di terapia intensiva” con istituti medici “economicamente incentivati” a mantenere i pazienti ricoverati in ospedale.

Callender ha affermato che il suo lavoro consiste nel cercare di aiutare i pazienti che vogliono lasciare l’ospedale e abbandonare un regime farmacologico dannoso ma si trovano incapaci di farlo.

“In realtà abbiamo avuto casi in cui le persone hanno scollegato le loro flebo e hanno cercato di uscire [e] gli infermieri li hanno riportati indietro”, ha detto, aggiungendo che “una volta entrati in terapia intensiva, è molto difficile farli uscire perché poi si affidano a cure mediche equivalenti”, il che significa che i pazienti in terapia intensiva possono lasciare l’unità solo se vengono trasferiti a una forma di cura identica.

“[I] t è tutto responsabilità e protocolli”, ha detto Callender. “Quindi è molto difficile.”
L’avvocato ha affermato che i diritti cruciali che sta combattendo per proteggere sono il diritto all’autonomia fisica e il diritto degli americani adulti di scegliere di uscire dall’ospedale di propria volontà, se lo desiderano.

“Prima di tutto c’è il diritto all’autonomia corporea”, ha detto. “Stanno infilando tutti i tipi di droghe e cocktail in questi pazienti [e] a volte non lo sanno nemmeno. È una batteria medica per l’ospedale per darti un farmaco che non vuoi. Eppure sta succedendo. In secondo luogo, e altrettanto importante, è il tuo diritto di lasciare l’ospedale”.

Anche con un intervento legale, l’avvocato ha detto che riesce ad aiutare i clienti a lasciare l’ospedale solo la metà delle volte.

“Sto solo prendendo di mira circa il 50 percento di possibilità di far uscire qualcuno dall’ospedale”, ha detto, sottolineando che la situazione che intrappola i pazienti in cure mediche indesiderate “tutta il risultato di finanziamenti federali”.
“Questo è il problema”, ha detto Callender. “[I] t (la terapia intesiva) ha creato, effettivamente, campi di sterminio ospedalieri.”

L’avvocato ha descritto un caso attuale in cui sta tentando di aiutare un cliente a cui è stato vietato di ricevere ivermectina e che non può lasciare un ospedale dell’Illinois dopo essere risultato positivo al COVID-19.

“Ho parlato con il consulente legale dell’ospedale chiedendo se ci permetteranno di portare il nostro medico consulente e di fornire ivermectina in questo caso particolare”, ha detto. “I protocolli ospedalieri non lo consentiranno”.

Callender ha affermato che i protocolli negli ospedali statunitensi prevedono la somministrazione ai pazienti di una serie di farmaci tra cui midazolam e remdesivir, che secondo lui “avvelenano efficacemente” i pazienti.

“Non li aiutano, ma questo è il protocollo”, ha detto.

Secondo Callender, la cosa migliore da fare per gli americani è “restare fuori dall’ospedale”.

“Resta fuori dall’ospedale e, se hai bisogno di aiuto da un medico, chiama un medico privato”, ha detto. “Vai in una clinica che non è finanziata dal governo federale perché non appena sei in quel paradigma di finanziamento federale, l’ospedale dice: ‘Abbiamo le mani legate e dobbiamo seguire il protocollo’, e questo non include medici esterni. Ciò significa che rimarrai lì e spesso morirai.”

Callender ha detto che aiutare i pazienti a districarsi dall’ospedale non è dove il suo lavoro legale si ferma. Aiuta anche i medici che vogliono prescrivere determinati farmaci terapeutici ai pazienti ma non sono autorizzati a farlo perché i farmaci non sono elencati nel protocollo COVID dell’ospedale.

L’avvocato ha affermato di aver “passato una quantità eccessiva del mio tempo ultimamente ad aiutare… i medici che vogliono prescrivere terapie come l’ivermectina [e] l’idrossiclorochina” ma non possono farlo.

Callender ha esortato gli ascoltatori preoccupati a unirsi alla lotta per far luce su ciò che sta accadendo negli ospedali e per proteggersi dall’essere vittime di una pericolosa struttura di incentivi.

Secondo Callender, molti ospedali stanno “violando i diritti costituzionali delle persone, i loro diritti umani, i diritti dei pazienti. E deve finire».
“E finché non avremo un po’ di luce pubblica su questo, fino a quando le persone come te non lo toglieranno alla vista del pubblico, continueranno a farlo perché in realtà vengono ricompensati economicamente per farlo”, ha detto.
https://www.lifesitenews.com/news/hospital-death-camps-attorney-says-covid-patients-are-trapped-and-receiving-harmful-treatments/

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