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CAOS IN ITALIA PER DIKTAT GREEN PASS DI DRAGHI. Treni e Bus Soppressi. Rivolta di Portuali e Autotrasportatori

Il Prefetto di Trieste avverte i portuali:
“Lo sciopero non autorizzato è reato”
Il portavoce replica: “Siamo in Dittatura
Sciopereremo e vedremo chi vincerà”

Fonte originale: articolo di Gospa News

Dopo lo sciopero dell’11 ottobre che ha coinvolto treni, aerei, navi e mezzi pubblici e che ha causato vari disagi alla popolazione, dal 15 ottobre e per 5 giorni è previsto un nuovo sciopero. La data scelta non è caso, visto che da venerdì debutterà il Green Pass per andare a lavoro. La protesta dei lavoratori, indetta da FISI e CONF.S.A.F.I e altre sigle sindacali, si è svolta a macchia di leopardo in varie zone d’Italia nonostante la Commissione di Garanzia avesse bloccato lo sciopero per vari motivi di illegittimità. Circa 4mila persone hanno manifestato nel porto di Trieste, divenuto simbolo della rivolta, ma altri portuali hanno bloccato il transito delle merci anche nello scalo internazionale di Genova.

Prima di tutto non rispetta la norma che impone la distanza di almeno 10 giorni da un altro sciopero generale, quindi da quello di lunedì, senza contare la durata che andrebbe a superare le disposizioni in materia. Nella nota diramata si legge che: “La Commissione di Garanzia ha indicato in via d’urgenza il “mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, della legge n. 146 del 1990 e successive Modificazioni”. 

 La nota della Commissione di Garanzia – clicca sull’immagine per leggere nel dettaglio i motivi di illegittimità dello sciopero

Mentre hanno richiamato l’attenzione dei media le gravi conseguenze che potrebbe avere il blocco del porto di Trieste (e di alcuni altri dove molti lavoratori sono senza Green Pass) in queste ore stanno crescendo le preoccupazioni per mancanza di autisti e altro personale su treni e bus, come segnalato da un comunicato allarmante della Regione Piemonte.

Saranno infatti  ben 27 i treni di Trenitalia ad essere soppressi in una delle più importanti aree del Nord Italia e al momento è difficile reperire la situazione nazionale in quanto l’azienda ferroviaria partecipata dallo Stato non ha pubblicato alcuna nota per gli utenti ma ha diramato comunicazioni alle varie regioni.

Ma è facile desumere che il rischio di caos nei trasporti sia speculare a quello del Piemonte. In calce il comunicato regionale integrale con tutti le corse di treni e bus già soppresse.

Anche l’azienda di trasporto pubblico Tpl Fvg, insieme con Trieste Trasporti, APT Gorizia, ATAP Pordenone e Arriva Udine, informano che da venerdì 15 ottobre – in conseguenza dell’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per tutti i lavoratori – non sarà possibile garantire la regolarità del servizio di trasporto pubblico locale. E’ una nota delle aziende di trasporto pubblico di varie città Fvg. In regione “potranno verificarsi interruzioni, sospensioni, ritardi e mancate coincidenze. Non è altresì possibile, a fronte di manifestazioni e stati di agitazione nazionali, assicurare il rispetto di fasce di garanzia o servizi minimi”.

 La mappa del Green Pass nell’Unione Europea

Un grave disagio che contrasta con l’emergenza pandemica piemontese: «Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 198 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 75 dopo test antigenico), pari allo 0,6%di 32.996 tamponi eseguiti, di cui 27.727 antigenici. Dei 198 nuovi casi, gli asintomatici sono 97 (49%)».

Similare anche la situazione nazionale. Sono 2.668 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore (pari allo 0,8 %, a fronte di 324.614 tamponi processati I decessi sono 40 (contro i 37 di mercoledì). Il tasso di positività si attesta allo 0,8%, in lieve calo rispetto a mercoledì quando era stato dell’1%. I guariti sono 3.709. Diminuiscono i ricoveri (-73) e le terapie intensive (-8).

In compenso dai dati governativi c’è stato un incremento del 46 % delle vaccinazioni, unico vero obbiettivo dei vari medici finanziati dalle multinazionali farmaceutiche e alcuni politici, tra cui l’ex segretario nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi e il ministro leghista Giancarlo Giorgetti, interessati a sostenere il progetto d’immunizzazione globale di Bill Gates, che controlla tutte le Big Pharma dei vaccini, anche a discapito di gravi conseguenze che si stanno registrando o potrebbero verificarsi tra i vaccinati.

Ciò rischia di far apparire l’obbligo del Green Pass come un atto d’imperio politico del Governo di Mario Draghi visto che l’Italia sarà l’unica nell’Unione Europea ad adottare il certificato verde in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, mentre in altri paesi è obbligatorio solo per alcune categorie e i tamponi di monitoraggio per gli addetti che hanno contatti con il pubblico sono gratuiti.

Questa imposizione ha suscitato anche la suscitato la vibrante protesta dei sindacati COSAP Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia, Federazione Sindacale Co.S.P. Coordinamento Sindacale Penitenziaria, Sindacato dei Militari, Federazione Lavoratori Militari, Sindacato Finanzieri Democratici che in un comunicato congiunto hanno definito il certificato verde «una misura abietta, mortificante e discriminante» e «surrettizia che si prepone come obiettivo dichiarato quello di forzare l’adesione vaccinale facendo leva sul diritto al lavoro e sulle libertà inviolabili dell’uomo». Negli Usa persino l’Arcivescovo per i Servi Militari è sceso in campo in difesa del diritto dei soldati a non vaccinarsi. 

Anche alla luce che i vaccini non sono affatto sicuri soprattutto nei giovani, una grande fascia delle truppe, come invece millantato da Draghi al recente summit G2′ con i presidenti dei Parlamenti dell’Unione Europea.

LA PROTESTA DI PORTUALI E AUTOSTRAPORTATORI

Per domani, venerdì 15 ottobre, quando scattare l’obbligo di Green Pass i timori giungono soprattutto per una possibile paralisi di alcuni comparti con conseguente caos per il trasporto delle merci. Il green pass riverserà sulla testa delle imprese di autotrasporto più di 70 milioni al giorno.

E’ il calcolo di Trasportounito secondo cui i maggiori costi deriveranno dalla mancata produttività degli autisti che non saranno più impiegabili (e non sostituibili per carenza di personale). Secondo il segretario generale Maurizio Longo, “mancheranno all’appello circa 80.000 conducenti distribuiti su 98.000 imprese iscritte all’albo; ciò determinerà ritardi delle consegne, circa 320.000 ore/giorno in più rispetto allo standard giornaliero”.

I lavoratori portuali di Trieste hanno fatto sapere che incroceranno le braccia. Il Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste ha infatti aderito allo sciopero dal 15 al 20 ottobre dei sindacati Fisi e Confsafi. Questa astensione dal lavoro, però, secondo lo stesso Clpt, non rientrerebbe tra gli scioperi dichiarati illegittimi dalla Commissione di garanzia sullo sciopero. “L’eventuale violazione della legge per l’osservazione dei servizi pubblici essenziali riguarda alcuni settori ma non quello dei portuali e non tutti dell’industria“, ha fatto sapere Alessandro Volk, componente del direttivo del Clpt, aggiungendo di aver “aderito anche allo sciopero di Al Cobas”. (continua a leggere)

IL PREFETTO: “BLOCCO PORTO REATO”. I PORTUALI: “SIAMO IN DITTATURA, SCIOPEREREMO”

Fabio G. C. Carisio

Fabio Giuseppe Carlo Carisio, classe 1967, è giornalista pubblicista dal 1991. Ha diretto vari giornali locali piemontesi ed è stato corrispondente per i quotidiani Il Giornale e Libero. Nel 2018 ha fondato il webmedia di informazione giornalistica cristiana Gospa News. Dal 2019 è autore sul sito americano di gepolitica ed intelligence militare Veterans Today. Le sue investigazioni internazionali sono state pubblicate su Reseau International, Sputnik Italia, Maurizio Blondet e altri portali di contro-informazione. Alcune inchieste sono state tradotte in varie lingue e pubblicate su siti cinesi, russi, bulgari, mediorientali e latino americani. https://gospanews.net

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