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DELLA LIBERTÀ

Con quale arroganza una società trova il coraggio di imporsi su un’altra o un intero sistema crede  di essere il migliore? Nel mondo occidentale, corrotto, manipolato, avvelenato, si parla spesso di  uguaglianza e di parità. Ma in realtà, i primi a farlo sono coloro che non ci credono nemmeno e  usano queste scuse per imporre la propria visione agli altri. Persone considerate “sottosviluppate”,  “arretrate”, “che devono essere aiutate perché semplici, ignoranti”. Non illuminate come chi ha  studiato, come chi riesce a strutturare una società considerata perfetta. Chi millanta libertà,  parole insensate del tipo “potere del popolo” oppure “costituzioni e democrazia”, rifacendosi a delle leggi per sostenere il proprio punto di vista, non si rende conto che annulla ogni segno del vero concetto di sentirsi capaci di agire come meglio si crede. Perché è vero, la libertà, dalla quale  derivano tutte le situazioni per le quali un uomo si sente incondizionato nell’agire e nel pensare, è uno stato d’animo. Una sensazione che viene dal profondo della propria coscienza spirituale. È un  modo di vivere e vedere le cose, ma soprattutto non è uno schema da affiliare a un partito  politico, a un’ideologia e soprattutto a una legge.  

Chi definisce il concetto di libertà come un oggetto, è condizionato e non sa cosa sia davvero. La  usa per i suoi scopi, indotti da una manipolazione mentale profonda che gli ha fatto credere per  tutta la sua vita che i valori con i quali è cresciuto sono quelli che devono essere abbinati alla  libertà. Non ci potrebbe essere errore più grande, perché dal momento che lo stesso concetto  viene abbinato a un dogma, è avvelenato, perde di significato, è corrotto nel suo stato più  profondo. E viene storpiato. E quante cose sono state distorte nella storia e nella società  occidentale. Tutto è stato storpiato con lo scopo ben preciso di creare confusione e far perdere la  retta via alle anime che compongono la società. Solo poche anime – e per fortuna che esistono – non sono state corrotte dal sistema imposto sin dall’infanzia. E meno male che loro possono  spiegare e far capire a chi ha subito questo male, quale sia la via giusta per capire se stessi e  ritrovare la vera via per la libertà: l’ascolto delle proprie sensazioni, della natura, dell’universo.  Tutte cose che sono state bollate come “alternative”, “astratte” perché non visibili all’occhio umano della terza dimensione.  

L’essere umano tende sempre a definire tutto. Bisogna definire tutti i concetti, gli stati, altrimenti non si è capaci di spiegarli. Perché non si ascoltano le proprie sensazioni e il proprio corpo, che in  realtà dà già tutte le risposte attraverso il suo stato, le reazioni, le emozioni, gli stati d’animo. Ma  l’umano non si sente sicuro perché è tenuto nella paura e nell’insicurezza totale. E questo lo porta  

a cercare rifugio in dogmi inutili che lui pensa lo aiutino a sentirsi meglio. E questi dogmi sono  creati apposta per depistare e per far sì che tutti diventino schiavi. Chi si ribella, è il nemico da  abbattere e da mandare al rogo.  

Di conseguenza, ritornando al concetto di libertà, se un gruppo di persone pensa che il suo modo  di concettualizzarla– ribadisco in modo artificiale e falso- sia il migliore, proverà sicuramente a  farlo prevalere sugli altri con la forza. È forse questo quello che vuole la libertà? Non è forse la più  grande contraddizione allo stesso concetto? Se uno fosse davvero libero, se una persona si  sentisse libera, vivesse come libera, perché dovrebbe sentire il bisogno di fare del male agli altri  imponendo qualcosa? Chi vuole imporre la libertà con ideologia, regole e forza, sta usando la  libertà per i suoi scopi personali e non è davvero libero, ma è lui stesso schiavo di dogmi. 

È questa l’essenza di tutti i mali del mondo: la manipolazione di una persona e l’effetto domino  che ne consegue con il secondo e via dicendo. Si impone così una visione a un gruppo di persone  che sono educati a difenderla. Pronti a morire per difenderla. Perché le guerre se non il volere 

imporre il proprio pensiero e il proprio arbitrio che si crede essere il migliore? Perché difendere massacri e guerre? Per litigare con qualcuno e dirgli che lui è meno libero? Quindi chi si crede più  libera schiaccia chi reputa meno libero. È una cosa talmente ridicola e controversa che diventa  pure difficile crederci. Ma è così che succede: “Quelle persone devono comportarsi così, quelle  sbagliano, quelli sono arretrati e bisogna aiutarli con le nostre conoscenze supreme”. È la più  grande barbarie che esista e la più grande violenza all’essenza della libertà stessa, che non si  espone e non si manifesta nel mondo materiale in questo modo. 

E questa manipolazione la troviamo soprattutto in quel sistema politico tanto caro all’occidente,  ma storpiato fino al midollo, e chiamato “democrazia”, grande manipolazione dittatoriale studiata  nei secoli addietro per tenere il popolo sotto controllo. Mi diranno in occidente: “Intanto hai la  fortuna di aver studiato, di poter viaggiare, di poter fare quello che vuoi”. Ma è davvero così?  Forse posso decidere di andare dove voglio e guadagnare bene. Sì. Rispetto a una persona che  proviene da un paese sottosviluppato sicuramente posso trovarmi in situazioni di agio. Ma  davvero posso fare quello che voglio? Se sbagli, o esci dai limiti prestabiliti dalla legge, diventi un  criminale. E non parlo di rubare, uno dei crimini più bassi (dovuto anch’esso all’abbassamento  frequenziale). Ma solamente di uscire dal recinto con ideologia, modo di vivere. Chi è diverso  fatica a sopravvivere, non trova lavoro, non è sostenuto, è emarginato. È tacciato. Possiamo  definirlo quindi un regno della libertà? Si, della libertà definita da leggi che limitano l’espressione  dell’animo umano. 

Quanto detto sopra va assimilato per capire questo pensiero. Chi mi dice che la democrazia concede delle libertà, ancora una volta si sbaglia. Sono libertà condizionate, sono libertà limitate,  sono libertà che abbagliano e fanno vivere sensazioni false. È come rimanere in uno stato di ipnosi.  Perché è un concetto falso di libertà, ma che viene insegnato e impregnato nei cervelli delle  persone sin da piccoli con un sistema scolastico volto a manipolare. Il voto di criminali, la libertà di  scegliere dove vivere e come vivere (ma senza uscire dagli schemi perché altrimenti sei multato). È  tutto uno strumento di controllo nei minimi dettagli. Infiltrare la società, così è più facile,  manipolare dicendo che si educa è una strategia imbattibile. Solo la parola “educare” è una forma  di violenza contro l’animo e l’essenza umana. Educare come? Perché vuoi educare una persona?  Non sto dicendo che uno non debba saper scrivere, leggere o parlare. Ma deve imparare a sentire  le sue sensazioni. Siamo resettati da quando siamo piccoli, creano degli stampini con volti  differenti. Noi perdiamo le nostre sensazioni perché le eliminano.  

Ora se questa è la base del “potere del popolo”, come si può ancora pensare che esista uno stato  d’animo libero? Non esiste tutto ciò. E non c’è posto nella società occidentale per chi vuole viverlo  per davvero. È un cancro da eliminare. Sei un pericolo. Chi sente il corpo è un pazzo alternativo da  distruggere. E quindi si è creato la tipologia “Liberal” alternativa (un concetto creato ad hoc per  depistare). Una sorta di infiltrati falsi che pensano di essere contro il sistema ma non fanno altro  che radicarlo e renderlo più radicale con la loro mentalità gretta. Fatti con lo stampino per creare una sorta di opposizione, che non fa altro che rafforzare il sistema di base. Sono infiltrati falsi  perché si oppongono alle misure imposte con false intenzioni. È tutto costruito per creare false  illusioni. 

Cancellando totalmente le sensazioni corporee, energetiche, il collegamento naturale all’universo e facendo credere sempre al “caso” o al “miracolo” religioso, si è riusciti a manipolare la vera  essenza umana. Buona, amorevole, piena di compassione e di bellezza perché parte dell’universo  e creazione incredibile. Hanno pure preso come punti di riferimento storici filosofi, economisti e  teorici che descrivono l’animo umano cattivo e guerrafondaio, prevaricatore, egoista e avaro. 

Abbassando le frequenze e opprimendo l’animo delle persone manipolandolo, è stato un gioco da  ragazzi. “Ci sono le guerre? Eh certo l’umano deve estinguersi, fa schifo”. E via dicendo. Un circolo  vizioso che si ripete in continuazione. Tutti i movimenti politici che si oppongono di base  all’oppressione sono stati infiltrati, manipolati. 

Ci dicono, attraverso la filosofia politica, alla Thomas Hobbes, considerato uno dei padri del  pensiero politico realista, che “homo homini lupus”, che l’essere umano deve essere controllato  da un leviatano, da uno stato perché altrimenti è la fine. Tutti i teorici studiati e presi come base  del pensiero politico occidentale, si basano su queste teorie false, così materialistiche che però  sono diventati indispensabili per capire la vita (falsa). 

L’occidente è stato avvelenato con questa ipocrisia e arroganza. È entrato nelle viscere delle  persone al punto che la popolazione, per gran parte incosciente di essere usata e schiavizzata con  strategie studiate nei minimi termini, vive l’apogeo dell’arroganza seguendo ideologie criminali. Si  permette di dire agli altri cosa sia giusto e cosa sia sbagliato fare.  

La gente ha perso le sensazioni, hanno insegnato che è il materiale e non le sensazioni, a fare la  differenza. Hanno manipolato anche la lingua parlata per usare questi termini in connotazione  negativa, facendo diventare tutto ciò che caratterizza la bellezza dell’universo e dell’animo umano,  una cosa astratta, un’utopia, un “miracolo”. Hanno detto che il corpo è una macchina meccanica.  Non un insieme di energia collegato all’universo. Hanno detto che il la mente è uno strumento di pensiero per ripetere e studiare teorie manipolate invece che uno strumento potente per  collegarsi ad altre dimensioni, per capire come stare meglio, per permettere all’anima di entrare in contatto con ciò che sta intorno. Hanno cancellato tutto. O ci hanno provato almeno, perché non  ci sono riusciti e oggi ne abbiamo la prova. Ma hanno offuscato talmente tanto le menti di così  tante persone che ora, per far eliminare il torpore, ci vorranno anni.  

E così usano le persone, i loro “soldatini” che addirittura muoiono per difendere i misfatti  commessi dalle autorità, gli abusi, le guerre (pensate solo a quanto uno deve essere manipolato  per voler morire per una bandiera di una nazione). Il pensiero unico è nato e vive come non mai al  giorno d’oggi. Se prima c’era una falsa tolleranza, oggi si deve aggredire chi dice che con questo  gioco non ci sta più. Deve essere sottomesso con le armi e con le istituzioni, dove le persone  lavorano come schiavi e si sentono pure fieri di farlo. Ed ecco che tutto è facile. Chi combatte  contro è il nemico. Lo si schiaccia con tutti i mezzi possibili. Chi è contro il grande sistema demo fascista va raddrizzato, va emarginato e castigato. A volte, se scava troppo, pure eliminato. 

La democrazia è un sistema fallito e marcio nel midollo. È come se si desse il “contentino” al  popolo, per farlo divertire con votazioni truccate, così da continuare a fare i propri comodi. La  dittatura è semplicemente una democrazia rinforzata. Quindi non la prediamo in considerazione. Anzi, direi che la dittatura prende meno in giro le persone che una democrazia. 

E la soluzione esiste: l’anarchia. Ma non secondo le teorie improponibili portate avanti finora.  Teorie che si basano sempre su questo schema “materialistico” e che quindi non trovano soluzione  decente e definitiva al problema dell’animo corrotto dell’umano. Perché se l’umano è davvero  l’“homo homini lupus” hobbesiano, allora chiaramente non potrà vivere senza l’oppressore perché  prevaricherà diventando lui stesso l’oppressore di altri, millantando una libertà che serve solo i  suoi interessi. C’è un solo metodo per permettere all’anarchia di funzionare. Che la gente smetta 

di predicare una libertà politica falsa. Perché finché lo farà, continuerà a non vedere realizzato il  proprio sogno. E ora spiegherò il perché. 

L’anarchismo descritto dai grandi filosofi della storia, da Malatesta, a Bakunin per arrivare anche a  Necaeev, non è la vera essenza. Manca sempre un tassello. Proprio perché manca la soluzione  finale al convivere senza leggi che dicano chi è, chi non è libero (e che annullano di conseguenza tutta l’essenza della libertà). L’anarchico convinto pensa di poter vivere senza leggi, senza  governo, senza organizzazione. Pensa di essere virtuoso. Ma si scontra con la manipolazione  umana, che non glielo permette. Pensando di essere virtuoso pecca in partenza, perché non si  rende conto che sarà il primo a usare metodi oppressivi non appena verrà attaccato oppure vedrà  un’opportunità di guadagnare. Perché la prevaricazione e la violenza sono il cancro imposto  all’umano dall’abbassamento frequenziale e da quell’offuscamento descritto sopra, che ha fatto  diventare persone semplici macchine schiave e inconsapevoli. Vittime che si comportano  esattamente come sono state manipolate e educate secondo etichette ben precise.  

Ora, il concetto di vita senza governi, stati, leggi è possibile. E sono certo che nel futuro si arriverà  a tutto ciò. Ma non a queste condizioni. È chiaro che le persone ricreerebbero situazioni negative,  ritornando al punto zero. Non è forse logico? Imporre il sistema anarchico, è nel senso stesso privo  di ogni forma di logica. Imporre la libertà significa riportare una forma di oppressione, come fa l’impero occidentale con tutti gli stati del mondo al giorno d’oggi. Quando il russo Necaeev diceva  che voleva imporre l’anarchia con la violenza sbagliava. Ecco l’infiltrazione da dove proviene.  Questi non sono veri anarchici. Sono infiltrati pericolosi che distruggono l’essenza della libertà e il  concetto intrinseco di anarchia. Perché la storpiano con progetti e visioni politiche e sociali che  portano odio e servono i loro interessi materiali. 

L’anarchia non potrà esistere fintanto che l’umano non capirà la vera essenza della libertà. Che  vivrà la libertà nel fondo, senza porsi domande sulla sua forma. Perché verrà in automatico e verrà  dal cuore, dalle sensazioni, dall’anima. Quando la si vuole categorizzare, la libertà, ha già perso l’essenza. L’anarchia non è quindi altro che il risveglio finale delle persone. Quell’elevazione frequenziale a una dimensione dove l’amore prevale su tutto, dove non ci si pongono domande  retoriche che mettano in dubbio l’indole del prossimo. L’acronimo di anarchia dovrebbe essere  “amore puro e vero”. Non politica, leggi, abolizione di manovre e governi. Chi non ha capito  questo concetto, non è anarchico nel cuore. Sfrutta una legge universale manipolandola  politicamente.  

E se l’anarchia è amore, allora l’essenza della libertà è l’animo puro e nobile guidato da intenzioni  stupende. E tutto questo è possibile da raggiungere. Ma come? Dopo un discorso del genere è  difficile trovare una soluzione a una manipolazione secolare, fondata e radicata nell’animo. Ma è  una questione di evoluzione spirituale. Siamo sempre in una dimensione materiale. Ma gli indizi ci  sono dati, soprattutto da quelle persone che, non corrotte, riescono oggi a indicarci la via. 

Perché alcuni sentono di più e altri meno? Perché piano piano le persone nascono proteggendosi  dalle manipolazioni e così insegnano ad altri a svegliarsi, a sentire a togliere la ruggine dal proprio  animo. E così si arriverà a un risveglio che porterà al sentire la coscienza propria e a vivere davvero  liberi. 

Combattere, resistere è importante oggi. Ma gli strumenti non devono essere violenti. Devono  rispecchiare la vera essenza della libertà. Una persona un giorno mi ha detto: “Le guerre sono 

necessarie”. Si, ma dipende quali. Quelle che distruggono l’equilibrio universale versando sangue  innocente, affondano ancora di più l’animo umano nella spirale negative, ne abbassano le  frequenze. Una guerra positiva è la ricerca della propria essenza. Forse la battaglia più difficile. 

Vivere consapevole della manipolazione è difficile. Nascere con l’essenza della libertà nel cuore e essere consapevole di dover nasconderla per non essere ferito, lo è ancora di più. Sopportare  l’offuscamento, accettare le misure, comportarsi in maniera sbagliata perché indotti dal sistema  per sopravvivere ed esserne consapevole, è una violenza. Io vivo così. Non sono virtuoso come  dovrei esserlo e lo so. Ma perché sono costretto, a volte spinto e tentato. Ma consapevole del  torpore, posso provare a migliorare. Ed è così che bisogna fare. Questa è la via da seguire per  cambiare tutto e vivere nell’amore. Per riuscire ad arrivare ad essere anarchici d’amore”!

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Filippo Rossi

Filippo Rossi è un giornalista-reporter italo svizzero. Da 7 anni ha collaborato per varie testate coprendo soprattutto conflitti e crisi in Africa, Medio Oriente e Afghanistan. Filippo ha viaggiato, ha vissuto le zone di guerra e visto con i suoi occhi il dramma e la tragedia che ogni conflitto porta con sè. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro sulla migrazione, “Il gioco impossibile” (Dadò Editore, Locarno).

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