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DISCORSO DI ALEXANDER DUGIN AL XXIV CONSIGLIO DEL POPOLO MONDIALE RUSSO

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di Aleksandr Dugin

Il XXIV Consiglio Mondiale del Popolo Russo sul tema “Ortodossia e pace nel XXI secolo” si è aperto con gli interventi di persone di grande importanza per la Russia: leader spirituali, politici, filosofi e statisti. Tutti hanno sottolineato l’importanza di creare un’ideologia di Stato per la conservazione della statualità russa.

Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutte le Russie ha sottolineato i pericoli del globalismo, che “organizza processi di integrazione e unificazione indebolendo e rompendo i profondi legami spirituali tra le persone e tra Dio e l’uomo”.

“La globalizzazione non rende il mondo più unito. L’unificazione esterna degli stili di vita in diverse parti del globo è accompagnata dall’alienazione delle persone tra loro, dalla disintegrazione delle comunità e delle famiglie e da una pandemia di solitudine”, ha affermato il Primate della Chiesa ortodossa russa nella sua relazione alla sessione plenaria.

Il primo vicecapo dell’amministrazione presidenziale, Sergei Kiriyenko, ha letto il messaggio di Vladimir Putin ai partecipanti al Consiglio. Il Presidente ha invitato a preservare i nostri valori spirituali e ha menzionato anche il consolidamento della società, perché, dopo tutto, è questo che ci aiuterà a raggiungere tutti i nostri obiettivi strategici e a resistere alle pressioni esterne.

Il Ministro dell’Istruzione Sergei Kravtsov ha osservato che stiamo vivendo un momento storico critico e stiamo entrando in una nuova era di risveglio morale.

Di seguito riportiamo il discorso integrale di Aleksandr Dugin, anch’egli intervenuto al Consiglio:

Benedizione, oh mio Signore!

Padri venerabili, fratelli e sorelle,

siamo, ovviamente, in una guerra molto reale. Questa guerra non è solo una guerra di eserciti, di uomini, è anche una guerra dello spirito. Questo è molto importante. Possiamo dire questo: vediamo un confronto orizzontale – il nostro esercito/ i nostri avversari, noi contro la NATO (ovviamente non contro l’Ucraina, inutile dirlo), ma c’è un’altra dimensione in questa guerra: quella verticale. È una guerra del Cielo contro l’Inferno. È una guerra degli eserciti angelici. È una guerra dell’esercito dell’Arcangelo Michele contro il diavolo. Questa dimensione verticale è l’ideologia, il regno delle idee. È il regno dello spirito in cui si svolge questa guerra, la sua sostanza principale. Il discorso del nostro Presidente del 30 settembre ha parlato della natura satanica della civiltà occidentale. Non si tratta di una metafora.

Oggi il Santo Patriarca [il Patriarca Kirill, che ha presieduto il Congresso, N.d.T.], nella sua splendida relazione, ha accennato delicatamente alla figura che sta dall’altra parte, che definisce, ispira, organizza i nostri nemici. Questa figura è molto vicina: non conosciamo i tempi, nessuno li conosce, nemmeno il Figlio dell’uomo conosce i tempi della fine, ma possiamo intuirlo dai segni, possiamo vedere quanto siano vicini.

A questo proposito, è molto importante confrontarsi con un’idea. L’Occidente è un’ideologia. Il liberalismo, il globalismo, il secolarismo e il postumanesimo sono ideologie. Questo è il regno delle idee, non quello della materia, dei corpi e della tecnologia. Soprattutto, è una menzogna assoluta: è il rovesciamento delle vere proporzioni della mente, delle idee, dei fondamenti religiosi. Ecco perché oggi si scontrano due idee, due eserciti (perché gli angeli sono spiriti e menti): angeli e demoni. Il campo di battaglia è proprio l’Ucraina. Da un lato, siamo la Santa Russia, come dice Sua Santità il Patriarca, e ci confrontiamo con le forze del male storico globale assoluto. Per questo motivo, sempre più spesso si parla di Armageddon, di tempi finali e di Apocalisse. Tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi. Stiamo partecipando all’ultima (forse penultima, nessuno lo sa) e importantissima battaglia. Senza una dimensione spirituale, ideologica e intellettuale, non possiamo vincere.

Qui vorrei richiamare l’attenzione su un aspetto molto importante: il secolarismo, di cui ha parlato Sua Santità il Patriarca. Il fatto è che il nemico è venuto da noi prima di rivelarsi nel volto dell’LGBT, il transumanesimo – quella civiltà antiumana apertamente satanica con cui siamo in guerra oggi. Una volta è venuto in modo neutrale. Ha detto: lasciamo il Cielo, lasciamo Dio in nome dell’uomo, in nome della terra. E molti gli credettero.

Averroè aveva l’idea di due verità: la teologia era costruita su una verità, e lo studio del mondo, della società umana, della natura, su un’altra verità autonoma. Poi sono emersi il secolarismo e l’umanesimo e si è detto: “L’eternità è lontana, noi viviamo nel tempo”. E gradualmente, mentre vivevamo nel tempo, solo nelle preoccupazioni materiali umane, cercando di organizzare il mondo secondo principi liberali, comunisti o nazionalisti, ci stavamo allontanando sempre di più da Dio, allontanandoci sempre di più. Non stavamo sprofondando nell’orizzonte: stavamo sprofondando sotto l’orizzonte. Stavamo andando negli abissi dell’inferno. Se non con Dio, con il diavolo. Questo è ciò che dice il Vangelo: il vostro “sì” deve essere “sì”, il vostro “no” deve essere “no”. La chiesa calicese viene rimproverata dal Signore di essere tiepida, né fredda né calda. Questo è il mix con cui l’umanesimo, il secolarismo, la globalizzazione, il progresso economico, il comfort e il capitalismo sono entrati nel nostro mondo. Hanno detto: non ci importa di Dio, basta che ci dedichiamo alle cose terrene, e si è scoperto che quando ci siamo distratti da Dio, non avevamo a che fare con cose terrene, ma con cose sotterranee.

È impossibile stare su questo piano orizzontale, ed è impossibile sconfiggere quello che stiamo combattendo oggi senza l’aiuto di Dio. Dobbiamo affermare questa dimensione verticale, spirituale, celeste, cristiana, profonda, angelica dell’essere, senza questa non possiamo vincere. Ci sembra di contrapporre la normalità alla patologia – ma non vinceremo mai se non ci schieriamo per la Verità, per la pienezza dell’insegnamento cristiano, per gli insegnamenti religiosi delle altre fedi tradizionali, se non ci schieriamo per la verticale divina. Questa è la cosa più importante. Di conseguenza, la scienza, la politica, la Costituzione e l’ideologia devono basarsi su questa verticale. La scienza, se non è basata su Cristo, sulla Verità, sulla morale, è già diabolica. Non esiste nulla di neutrale. C’è una battaglia tra il Paradiso e l’Inferno e noi siamo la Santa Russia, come dice Sua Santità il Patriarca nel suo messaggio, con parole bellissime, nella preghiera che recitiamo. Noi siamo la Santa Russia. Ma siamo così santi? Guardatevi, guardateci. Se non siamo per la Santa Russia e non ci dirigiamo verso la santità, non prevarremo in essa.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

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