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Divina Umanità

“Le sollevazioni appartengono alla storia. Ma in qualche modo le sfuggono. Il movimento per cui un uomo solo, un gruppo, una minoranza o un popolo intero dice: “Non obbedisco più” e, di fronte a un potere che reputa ingiusto, rischia la sua vita, mi sembra irriducibile. Perché nessun potere è capace di renderlo assolutamente impossibile”.                                       

M. Foucault


Questo tempo è un tempo sacro nella sua dolorosa e massima espressione di miseria, violenza, arroganza. Un tempo benedetto. Affermazione difficile e spigolosa, eppure…
Vedere la benedizione in ciò che scoperchia secolari menzogne, le loro menzogne non meno delle nostre menzogne, le menzogne di un mondo che da troppo, troppo tempo va a rovescio, è il primo passo da compiere.
Quest’oscuro magma è al servizio di ogni essere umano che voglia, che scelga, una volta per tutte, la propria divina umanità.
Perché questo attacco sconsiderato all’uomo è, in realtà, un attacco all’uomo moderno, a ciò che l’individuo oggi è diventato, a ciò che è stato spinto a diventare via via, con un lungo, viscido e subdolo avvelenamento di menti e cuori messi all’ingrasso come si ingozzano gli animali in un allevamento intensivo, stipati in gabbie dorate, sempre più strette, spinti a randellate impalpabili a passare dall’ansia della miseria e della fame all’ansia dell’acquisto continuo di beni illusoriamente necessari, dalla fine di una guerra all’inizio di un altra guerra, oscura come tutte le guerre ma forse diabolica come nessuna prima, poiché il campo di battaglia e massacro è stato  la psiche profonda e la coscienza dell’umanità.
Ma ecco che, oggi, al di là di ogni apparenza – che non pare più minimamente essere una preoccupazione da parte di un sistema di potere marcio fin nel midollo – si attacca il “lavoro” la tanto nominata “vita sociale”, le “abitudini”, le “ansie di dover essere e fare” secondo schemi imboccati tanto a lungo con pilloline luccicanti e sorrisi smaglianti e canzonette da varietà, si attacca “la normalità”, a cui tanti ancora anelano a ritornare… ma questa normalità che puntavate a farci mancare tanto, ops, non ci manca affatto…Perché?Perché ciò che attaccate è soltanto il prodotto da voi allevatori creato, è l’ uomo moderno, l’individuo del nostro tempo. 
Ma vi è sfuggito qualcosa, qualcosa di enorme, un enorme per voi insignificante dettaglio che nella vostra assoluta cecità non avevate neppure considerato…
Vi è sfuggito il fatto che l’uomo moderno soggetto a questo attacco non è l’Uomo, vi è sfuggito il fatto che l’individuo del nostro tempo – plasmato tanto a lungo a vostra discrezione e utilità – non è l’Essere Umano, non è la nostra sacra divina umanità. Ecco, c’è molto, molto di più.
Perciò distruggendo il prodotto che avete allevato permettete finalmente, (e benedetto sia questo sfacelo,) l’emersione di un’essenza che pareva quasi dimenticata, un respiro ampio, disteso, vibrante e vivo, che covava sotto secoli di schiene piegate, di caroselli di fumo, di rumori, di bandiere, di premi e punizioni, di rosari di paura da sgranare, di giorni contati di ferie; decenni di cene, cenoni, shopping, aperitivi, grandi eventi, piccoli eventi, ansie sociali, vestiti firmati, colori abbaglianti, falsi miti e falsi eroi, domeniche ai centri commerciali, festini per sentirsi vivi, analgesici per l’anima, settimane bianche, settimane verdi, “ferragosti” al mare…
Un’essenza che covava sepolta e addormentata sotto vite trascorse in continua fuga da se stessi. 
E questa essenza umana che, addormentata al di sotto della linea di veglia, bussava di tanto in tanto tra il cuore e lo stomaco, formicolava fastidiosa e impertinente in un’ostinata inquietudine nel petto, era quell’incalcolabile residuo che disturbava la percezione dell’euforia che i più scambiano per gioia, del cappio invisibile che i più scambiano per “buonsenso”, o di quell’oblio di Sé che molti chiamano tranquillità…
Ecco cosa accade, ecco cosa inesorabilmente accadrà, distruggete ciò che voi stessi avete creato e farete sì che si risveglino, fino in fondo, le energie pure della nostra umanità che scopriamo intatta, al centro dei nostri cuori, energie che vi spazzeranno via. Senza colpo ferire. Non importa quanto tempo ci vorrà…
Il tempo di questo tempo di menzogne è finito.E grazie perché voi stessi lo avete decretato.
Credevate che tutti in massa e ognuno di noi, saremmo rimasti abbagliati dal panico di un vuoto abissale, credevate che questo attacco all’uomo moderno fosse un attacco all’Uomo e invece, oh che stupore, la nostra umanità emerge dalle macerie di menzogne secolari stiracchiandosi all’alba di un Tempo nuovo, gli occhi accecati dalla luce di un sole che aveva dimenticato.
State impazzendo. Lo so. Lo sappiamo. E ad ogni atto di nuova violenza e accanimento sentiamo l’odore del vostro terrore e del vostro sgomento e vi vediamo, si vi vediamo, in trasparenza tra le nubi di nebbia della palude che avete generato, sempre più goffi, nervosi, impacciati, come grassi pagliacci ubriachi con un mitra in mano.
Non riuscite a capire “chi siamo”, non riuscite ad anticiparci, prevederci, comprenderci. Non potete. E il motivo è semplice, non c’è piú niente di umano in voi mentre noi ci riscopriamo umani, ancora umani, sempre più umani ad ogni vostro nuovo sopruso, ad ogni gemma luccicosa che levate via dal mondo che credevate ci fosse indispensabile, ad ogni limite che credete di porci.
Avete perduto ogni conoscenza d’amore, non sapete più cos’è, mentre noi riscopriamo la gioia e l’incanto di mani tese le une verso le altre, di occhi negli occhi, di lacrime vere e volti denudati seppure nella paura, di sorrisi e umana tensione a sostenerci l’un l’altro, a ritrovarci uniti non in nome di un’ideologia, di un partito, di uno schieramento – storia vecchia che non ci serve più – ma in nome soltanto della nostra Umanità risvegliata.
Abbiamo voglia di correre nei prati, danzare sotto le stelle, ridere, sognare, fare l’amore. Ora più che mai.
Ci avete provato, etichetta dopo etichetta, ma non riuscite a catalogarci, a impacchettarci, a definirci, non ci afferrate.
Avete sbagliato.Avete commesso l’errore di pensare che lo Spirito Umano si possa schiacciare come si fa con uno scarafaggio; che si possa spegnere, una volta consumata la cera, come la fiamma di una candela. Lo Spirito Umano non muore, non si schiaccia, non si spegne.
Avete fatto male i vostri conti.Siete stati strateghi maldestri, accecati dall’arrogante idiozia tipica di chi crede il proprio potere ormai tanto assoluto da potersi sostituire a Dio.
Beh, grazie del vostro servizio.
Grazie per averci ricordato con uno scossone senza precedenti che sí, siamo irrecuperabili. Siamo i cattivi. Siamo i sabotatori, i difetti di fabbricazione, gli eretici ostinati e non pentiti, gli irresponsabili, i sognatori, i visionari, i folli, le spine nel fianco di un sistema esasperato che, per non poterci estirpare, morirà dissanguato.
E ai nostri cuori io dico, non sarà semplice, non sarà immediato, ma resistiamo, non importa in quanti intorno batteranno la ritirata. Continuiamo a danzare affinché la musica ancestrale delle nostre anime non possa cessare. 
Ognuno di noi a suo modo, ognuno di noi nella propria arte di vivere. Restiamo ancora e ancora i cattivi di questa storia. Perché siamo Umani.Perché siamo Vivi. Perche siamo Liberi. 
Oltre l’odio, oltre il conformismo, oltre la paura “per consegnare una goccia di splendore, di umanità, di verità. (…) in direzione ostinata e contraria” – come cantava De Andrè – perché di gocce su gocce è fatto l’oceano.


(Valentina Cidda Maldesi/Anabel) PORTO X
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Valentina Cidda

“Mi chiamo Valentina, ribattezzata da una mia nonna con il nome esoterico di Anabel, e sono dalla nascita sensitiva e medium, nata con un dono che fin da bambina ho scelto di ascoltare e nutrire. Attrice, performer, musicista, scrittrice e, prima di ogni altra cosa ricercatrice attenta dei profondi e meravigliosi misteri dell’Essere, per molto tempo ho tenuto separata la mia identità tra i miei mondi, quello dell’arte, pubblico, e quello della magia, segreto. Non ero ancora pronta. Oggi è giunto il momento di unire ogni cosa in un’unica espressione in cui riconosco me stessa: io sono una maga. Definirmi maga è per me un atto di umiltà e coraggio insieme, un atto consapevole di recupero del significato autentico, ancestrale di Magia. E ho creato la mia personale Via di Magia… una via fatta di tutto ciò che ho appreso, praticato, vissuto, sofferto, di ogni guarigione di cui sono stata testimone e guida, a cominciare dalla mia, di ogni sentiero, di ogni insegnamento ricevuto dall’Invisibile e dai maestri incontrati lungo il cammino… La mia costante ricerca e pratica spirituale, così come il mio lavoro d’artista, coincidono da sempre con la mia scelta di essere al servizio di ogni guarigione possibile…” Valentina Cidda Maldesi/Anabel

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Il “puzzle-matrice” di questo Mondo si sta scomponendo, ma la nuova Matrice non c’è ancora. Viviamo un travaglio che non comprendiamo ed è un travaglio doloroso; l’Apocalisse, col IV° Cavaliere della Pestilenza dal cavallo verde, anzi: “green”, cavalca sul Mondo. Ma un altro evento si sta verificando, più importante: il Mondo presente, quello destinato a soccombere, ma ancora pieno di una finta energia (l’energia è messa in dubbio); da una finta potenza (le Potenze sono messe in dubbio) da una finta risolutezza, anch’essa messa in dubbio, è di fronte ad una separazione fisico-ideologica che mina la sua prepotenza; la sua arroganza, il suo impellente desiderio di porsi al di sopra delle Genti, dei popoli, delle Persone, di “infestare” ogni vita, ogni pensiero, ogni posizione. Il Mondo d’oggi è governato dall’infestante Gramiglia ed è Gramiglia chi lo segue facendosi governare fin dentro il proprio corpo; contro questa ingiustizia sembra che nulla si muova, ma chi è contro la Gramiglia, pur non potendola estirpare per non colpire anche il buon grano, ha una posizione differente; questi sono Tempi che decideranno se il Mondo sarà di chi è Gramiglia o di chi è Grano; basta aspettare e resistere.

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