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Do the right thing

Nel 1989 Spike Lee, geniale regista afroamericano, scrisse diresse e interpretò un bellissimo film sulle esplosioni delle tensioni razziali in un quartiere di Brooklyn. Il titolo: Do the right thing, rimanda al fatto che nel bene e nel male, siamo tutti chiamati prima o poi a fare delle scelte.

Quando decidiamo di mettere su famiglia, di avere figli, di scegliere gli studi o quale lavoro fare etc. etc. Prima o poi tutti siamo chiamati a riflettere e scegliere.

Dolorose o meno che siano, ci auspichiamo di fare sempre e comunque “le scelte giuste”.

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Da qualche settimana il governo, presieduto dall’illuminato e democratico Mario Draghi, ha cambiato i suoi metodi. Visto che non si riesce a fermare le migliaia di persone che in moltissime città del nostro ex bel paese manifestano pacificamente, ha scelto di reprimere con molta più durezza il popolo. Il popolo, che secondo la nostra Costituzione (Art.1) resta sovrano e, che lui e il suo governo dovrebbero difendere, sostenere e aiutare, da qualche giorno viene invece manganellato, preso a calci, pugni, trascinato via di peso dalle piazze e, ultima novità, viene bloccato in una delle sue manifestazioni più naturali: il diritto a protestare.

Ora, tutto questo è indice di qualche scossone all’interno delle stanze governative. Qualche cosa non è andato per il giusto verso e, l’irritazione del lungimirante Draghi, ha preso il sopravvento nelle riunioni delle stanze di Montecitorio. Tutta questa libertà chiesta e gridata a gran voce da moltissimi rappresentanti del popolo, tutta questa avversità verso il piano di riconversione dittatoriale del nostro stato, non è vista di buon occhio in parlamento. Soprattutto dal devoto Mario Draghi, che ha sicuramente promesso risultati concreti ai potenti che lo comandano e che invece, non sono per ora stati raggiunti.

Di certo i numeri che per mesi su morti vaccini etc. ci hanno sciorinato, sono evidentemente non veri. Malgrado la grande cabina di regia governativa controlli tutto e tutti, spesso per errori interni o anche per qualche “talpa” che lascia trapelare le notizie, i dati si sconfessano a vicenda, vengono ritrattati, corretti, smascherati. Accerchiato e abiurato da più parti, la stessa Europa ha ammonito diverse volte il nostro governo richiamandolo alle più normali regole di libertà, Draghi e il suo manipolo di complici, non sono interessati a tutto questo. Il loro pensiero fisso, resta l’opera di trasformazione della società italiana da libera democrazia a dittatura entro breve tempo. Probabilmente il saggio Draghi, aveva ammonito i grandi potentati che non sarebbe stato facile, ma aveva anche assicurato che entro l’estate appena andata, avrebbero sottomesso il paese.

Non è andata così e il numero di dissidenti, cresce giorno dopo giorno. Difatti la repressione aumenta. Le scomposte reazioni del nostro fantomatico governo si fanno più feroci. Gli organi di propaganda asserviti, si affrettano ad alzare il livello di paura e terrore, nella speranza di ridurre al silenzio un intero paese. Sulla base di un inesistente “emergenza sanitaria”, tutti i media si accaniscono sempre di più verso coloro che non hanno mai creduto, o stanno piano piano prendendo coscienza del grande bluff. Riempiono giornali, Tg e Internet di notizie false che riguardano altri paesi lontani, non pensando che ormai nel nuovo millennio, molti di noi hanno amici, parenti o famiglie in quei posti, in quei paesi, che vengono presi ad esempio per le misure eccezionali e rigorose, contro una pandemia che sta decimando la popolazione mondiale. Non si curano del fatto che questi familiari o amici, si possono interrogare, si possono sondare per avere informazioni vere direttamente dal campo. Così molti di noi, oltre agli irriducibili che da tempo riempiono le piazze, hanno cominciato a pensare, a interrogarsi su quello che realmente sta succedendo. Molti di noi sono assaliti dal dubbio.

Nel futuro di questo paese, c’è ormai una precisa e inequivocabile deriva dittatoriale e repressiva, che solo pochi possono ostinarsi a non vedere. Il Greepass, “nazista” lasciapassare che a tutti coloro che ne usufruiscono sembra un normale tesserino che permette nuovamente una socialità, diventerà presto un obbligo alla sopravvivenza e, un subdolo strumento di controllo delle nostre vite. Agganciato come detto più volte al ministero delle finanze, servirà per monitorare e reprimere qualunque passo falso della popolazione. Servirà per fare benzina, ammesso che tu non abbia commesso qualche infrazione, per comprare nei supermercati che resteranno gli unici luoghi dove potersi approvvigionarsi di cibo, per salire su mezzi di trasporto, comprare farmaci, presentarsi sul posto di lavoro, ricevere la pensione e così via.

C’è una parte di popolazione che per i più svariati motivi ha scelto di assecondare questa deriva. Non voglio giudicare nessuno, perché le scelte di ognuno di noi sono sempre difficili e a volte, agli occhi dell’altro, incomprensibili. Ognuno di noi ha i suoi buoni motivi per fare le scelte che gravano sulla sua esistenza. A volte si sceglie per paura dell’ignoto, per paura di perdere qualche cosa che abbiamo, per proteggere noi stessi, la nostra famiglia o i nostri figli. A volte solo per tornaconto personale, per ignoranza, cattiva informazione e così via.

Oggi però la parte di popolo che si è schierata a favore del vaccino, è di fronte ad una scelta molto difficile e complicata. Oggi deve scegliere se fare un’altra dose di vaccino, per continuare ad avere il Greenpass che scade ogni 12 mesi e di conseguenza, dopo la terza, dovrà fare la quarta, poi la quinta e via di seguito. Non c’è nessuna evidenza scientifica che promuova la terza dose, come la via “definitiva” per sconfiggere questo virus, se c’è mai stato un virus come ci hanno raccontato. Non ci sono studi sulle garanzie che questi vaccini funzionino o almeno, non è possibile averne accesso. Tutto è stato occultato e manipolato a dovere.

Qualche giorno fa ho letto una lettera aperta di un padre che ha perso la figlia giovanissima dopo la seconda dose di vaccino. Un padre disperato che sta combattendo per far fare un’autopsia che le autorità giudiziarie gli negano. Un’autopsia che le autorità sanitarie non vogliono fare. Un padre che si batte per far luce su uno straziante episodio, per ridare dignità e giustizia alla morte della figlia e, per consegnare nelle mani della scienza e di tutti, dati certi, prove inconfutabili, che ci liberino dalla domanda fatidica: ma i vaccini, sono sicuri?

La mia mamma ha 93 anni. Da qualche tempo è ospite di una RSA. A marzo dello scorso ha fatto il Covid. Per fortuna invece delle linee guida dell’illuminato Speranza, il medico in servizio nella struttura, ha curato mia mamma con antibiotici e aspirina. Mia mamma ha superato e sconfitto in una settimana il “terribile virus mortale”. Senza avvisare nessuno, grazie sempre agli ordini dell’acuto Speranza, qualche mese dopo le sono state fatte le due dosi di vaccino. A breve, le verrà fatta la terza dose. Ho chiesto a lungo all’ASL di riferimento, che le venisse fatto un sierologico per attestare il livello degli anticorpi presenti nel sangue della mia mamma. Ma come spiegato dal vigile Burioni, i sierologici non servono a niente e, in ogni caso le ASL non li riconoscono. Ovvero a nessuno facente parte di questo maleodorante governo, sia esso un membro attivo o uno spalleggiatore o un “piccolo Balilla” del nuovo millennio, importa qualche cosa della salute dei suoi cittadini. Importa solo fare milioni di dosi di vaccino, che dovranno essere ripetute anno dopo anno, per completare il programma di sottomissione del popolo e l’instaurazione di uno stato dittatoriale.

Immagino che le stesse domande che si pongono coloro che dall’inizio hanno combattuto questa irreale narrazione di una non pandemia, se le stiano facendo molti di quelli che a breve dovranno affrontare terza e quarta dose. Tutte persone, che saranno quindi chiamati a breve, ad una scelta difficile. Dovranno scegliere se dare nuovamente fiducia a questo deforme obbrobrio che chiamiamo ancora governo, se credere ancora che con le prossime dosi si salveranno e riavranno le loro libertà e, scelta ancora più difficile, se farsi nuovamente iniettare un vaccino che comincia a mostrare il fianco ad una nuova narrazione ancora più terribile e pericolosa. Una narrazione piena di gravi effetti collaterali e di morti improvvise, di dati imbarazzanti rilasciati dalle stesse autorità e, da numerosi studi medici di alto profilo in tutto il mondo. Dovranno scegliere se dare retta alla nostra disonesta compagine governativa e ai nostri sgangherati pseudo virologi, oppure unirsi a medici, università, laboratori e scienziati, che in tutto il mondo sollevano dubbi sull’efficacia di questi vaccini.

Sarà una scelta davvero ingrata ed epocale, perché pur se la maggior parte del danno è stato fatto, di certo avvallare la teoria della “Terza dose” spianerà la strada ad una dittatura che a quel punto, sarà legittimata a tutto. La domanda quindi è: Sono disposto ad ammettere che ho fatto in passato una scelta sbagliata e, che ho sostenuto la deriva dittatoriale di questo paese e di conseguenza mi fermo qui e mi schiero con coloro che combattono questa nuova dittatura, oppure sono fermamente convinto che vaccinarsi a vita e, sottoporsi a rigorosi controlli e schedatura tramite Greenpass sia l’unica soluzione per poter lavorare e vivere?

Non facile lo ammetto, ma qualunque cosa sceglierete di fare, da qualunque parte vorrete schierarvi, auguro a tutti di “fare la scelta giusta”.

Bruno Marro

Bruno Marro nasce il 5 Marzo, 1956 a Torino. Musicista - Compositore - Scrittore. Nella sua carriera come compositore, ha scritto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni televisive (Rai - La7 - LaEffe - RepubblicaTv). Negli anni ha collaborato con molti registi e artisti, organizzato corsi di cinema di animazione e fatto regia teatrale.

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