Coronavirus

Dott. Paolo Bellavite: “Si sfrutta la paura da Covid19 per introdurre un nuovo obbligo vaccinale”.

BASTA OBBLIGHI VACCINALI, BASTA!

Riportiamo un post dal profilo Facebook del Dott. Paolo Bellavite. Professore di Patologia generale presso l’Universitá di Verona. Laureato in chirurgia con diverse specializzazioni, in ematologia, epidemiologia, etc. (In fondo all’articolo le fonti).

Giovedì 14 maggio 2020, Mariastella Gelmini e Andrea Mandelli (FI) hanno presentato una mozione parlamentare (n. 1-00349) che chiede al Governo di adottare iniziative per introdurre l’obbligo di vaccinazione antiinfluenzale per tutte le categorie cui oggi il vaccino è solo raccomandato. Ad esempio, sarebbero obbligati all’inoculo tutti gli ultrasessantacinquenni, i bambini da 6 mesi in su che abbiano malattie respiratorie croniche, diabete o cardiopatie, le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in stato di gravidanza, gli individui ricoverati presso strutture per lungodegenti, gli addetti a servizi pubblici di interesse collettivo, tutti gli operatori sanitari indipendentemente dall’età.

La principale motivazione del provvedimento, espressa dai presentatori, è che la vaccinazione per l’influenza, diminuendo i casi di questa malattia, faciliterebbe la diagnosi del Covid-19 nel caso si presentassero le due diverse epidemie contemporaneamente. Curiosamente, ma non troppo, nella proposta è inserito un articoletto che impegna il Governo ad utilizzare per le vaccinazioni anche le farmacie. Guarda caso, il secondo firmatario della proposta è Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani.

Si sfrutta l’onda della paura del Covid-19 per introdurre l’obbligo per l’antiinfluenzale. Tale proposta è incostituzionale e scientificamente insostenibile, per tante ragioni tecniche che ho illustrato nei dettagli in un “preprint” che, continua il Dottore, ho inserito sul sito “Research Gate”: https://www.researchgate.net/publication/341525685_Obbligo_di_vaccino_antiinfluenzale_contro_il_coronavirus_No_grazie

Un articolo dovrebbe uscire anche su La Nuova Bussola Quotidiana. Non se ne può più di tale deriva liberticida e anti-scientifica della medicina.

La vaccinazione è un intervento invasivo sia per l’individuo sia per tutto l’ecosistema microbico dell’intera società (è noto che i ceppi resistenti emergono anche dal largo uso dei farmaci e vaccini). In base a due studi scientifici su bambini e uno su adulti, esiste il fondato sospetto che la vaccinazione antiinfluenzale possa incrementare il rischio di contrarre infezioni respiratorie da altri virus. Nello studio effettuato su bambini sani, i bambini che hanno ricevuto il vaccino contro l’influenza hanno riportato 4 volte più infezioni respiratorie non influenzali nei successivi 9 mesi. Nel caso degli adulti, l’incremento di rischio del 36% riguardò specificamente infezioni dai comuni coronavirus.

Credere che un aumento forzato di vaccinazione antiinfluenzale, scarsamente efficace e coprente piccola parte delle malattie respiratorie, aiuti a fare diagnosi di Covid-19 è segno di non avere idea di cosa sia una diagnosi medica. Proposto per motivi poco chiari sulle ali del terrore diffuso dal continuo bombardamento massmediatico, tale obbligo vaccinale per ampie categorie di cittadini sarebbe inutile e pericoloso, un tradimento della medicina basata sulle prove di efficacia.

Fonti:

Davide Donateo

Fondatore e Direttore Responsabile di Database Italia.

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Rita Bizzanelli

Mariastella Gelmini, nata a Leno, in provincia di Brescia, il 1° luglio del 1973. Avvocato, è specializzata in diritto amministrativo. Come può un avvocato chiedere al Governo di adottare iniziative per introdurre l’obbligo di vaccinazione antiinfluenzale ? che ne capisce di medicina ?

Drommi Vincenzo

ho 72 anni, non mi sono mai vaccinato e l’ultima, che mi ricordo ho contratto l’influnza parecchi anni fa. Mi ricordo che era in estate, ero sudato ho preso correnti d’aria e me la sono beccata. La Gelmini non è quella persona che è andata in calabria dare la tesi di laurea? sappiamo bene come l’aggiù danno la promozione, uno demotivi che l’Italia è in queste condizioni è questo; l’ignoranza

Andrea Sellitti

Mi auguro che la scienza prevalga sulla scienza ideologica perché le conseguenze la storia insegna sono drammatiche se la scienza ideologica (in questo caso parliamo per scienza ideologica di quel filone che piuttosto dell’oggettività appoggia indicazioni puramente commerciali anche se a volte possono essere significative tipo il vaccino contro il tetano ma non diventare norma scientifica come invece accade spesso). mi permetto di aggiungere un ulteriore riflessione che già ho commentato in altri siti:Quando la scienza si scontra con la scienza il problema diventa grande. Oggi in Italia abbiamo grandi menti come professor Bacco e il professor Tardo entrambi con idee pratiche ma offuscate da una scienza Alter. Mi viene in mente quando i nazisti scienziati genetisti avevano dichiarato gli ebrei geneticamente diversi degli altri nessuno scienziato pratico fu ascoltato la conseguenza fu danni irreparabili alla società. Adesso noi troviamo un problema ma questo problema viene quando la scienza si mescola con interessi. Molte volte la conoscenza non rimane ancorata alla stessa, ma gli studiosi usano lo strumento del titolo non per il titolo stesso ma per rafforzare le ideologie che hanno coltivato nella loro vita. Quando l’ideologia è l’effetto il titolo di studio è il rafforzativo Allora la scienza cade e perde la sua oggettività per definizione. Purtroppo quando accade questo segue dal punto di vista scientifico l’errore di attribuzione causale e dal punto di vista sociale il disastro. La follia inizia li è la conseguenza è una follia irreversibile senza un fattore esogeno forte che la interrompe.
Andrea Sellitti
3208983445

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