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Ecco oltre 120.000 e-mail di Hunter Biden che non vogliono che tu legga

Garrett Ziegler ex advisor politico del Presidente Trump, un caro amico con cui Database Italia scambia di tanto in tanto informazioni e opinioni, ha lavorato presso l’Office of Trade and Manufacturing Policy dell’amministrazione Trump ed è fondatore dell’organizzazione Marco Polo (https://www.marcopolo.guru/ ), da tempo impegnato a contrastare il silenzio dietro la corruzione nei più alti livelli dell’establishment americano, dopo il rapporto pubblicato sull’Italy Gate (CINA + ITALIA = RAPPORTO SUL RE DEI RATTI – Database Italia ), che ha visto la complicità di apparati istituzionali italiani nella frode elettorale di Novembre 2020 negli USA, continua la sua opera di divulgazione sulle sconcertanti prove raccolte dall’analisi del Computer di Hunter Biden.

Garret Ziegler ha creato un sito Web in cui le e-mail sono accessibili al pubblico. Sono raccolte oltre 120.000 e-mail di Hunter Biden che non vogliono che tu legga.

Questa settimana, l’ex dipendente della Casa Bianca di Trump ha pubblicato più di 120.000 e-mail scoperte sul laptop abbandonato di Hunter Biden su un database accessibile, che può essere visualizzato su BidenLaptopEmails.com (caricamento lento). I visitatori possono anche scaricare le e-mail oltre alla navigazione.

Le e-mail sono state rivelate da Garrett Ziegler, e includono successi famigerati come “10 for the big guy”, in cui il socio dell’azienda di Hunter Biden, James Gillar, gli ha raccomandato di mantenere il 10% di un accordo multimilionario con i cinesi. Le email sono state pubblicate dal gruppo di Ziegler, Marco Polo.

Un’altra e-mail nel database, precedentemente pubblicata da DailyMail.com, mostra Hunter che descrive uno straordinario apparente quid pro quo con il figlio di un miliardario messicano, delineando come lo ha portato alla Casa Bianca e all’inaugurazione e ringraziandolo per le visite alla sua villa.

Alcuni messaggi non sembrano essere inclusi nel database. Un’e-mail pubblicata da DailyMail.com mostra Hunter che invita i suoi soci in affari esteri e soci a una cena del 2015 al ristorante Café Milano di Washington DC.

Nell’e-mail rivela che suo padre si unirà segretamente e dice che la cena è “apparentemente per discutere della sicurezza alimentare”. La Casa Bianca in un primo momento ha negato la presenza dell’allora vicepresidente, ma alla fine lo ha ammesso quando sono emerse fotografie dall’evento.

Daily Mail

L’e-mail di cui sopra, tuttavia, non è inclusa nel database di Ziegler, che ha 14.603 e-mail in meno rispetto a un lotto di 142.838 esaminati dalla società di cyber forensi Maryman & Associates per il Mail l’anno scorso.

Approfondimenti:
RILASCIATE ALTRE 253 E-MAIL (Link) | Hunter Biden ha contribuito a garantire milioni di finanziamenti per il programma di ricerca biotecnologica militare in Ucraina.
Sanzioni della Russia a Joe e Hunter Biden. Le dichiarazioni di Donald Trump
CINA + ITALIA = RAPPORTO SUL RE DEI RATTI

“Ecco le 128.000 e-mail dal laptop Biden”, secondo il sito Web, “che è una moderna Rosetta Stone di criminalità dei colletti bianchi e blu sotto la patina di” Delaware Way “”, una parola spesso usata da Joe Biden.

“Prima della scoperta della stele di Rosetta, un certo numero di lingue antiche erano semplici parole senza senso e hash. Allo stesso modo, le e-mail sul laptop Biden hanno illuminato le reti precedentemente contorte delle persone che vedi guidare la carica per la governance globale; davvero, le e-mail possono essere considerate uno strumento di traduzione per la raccolta di Open-Source Intelligence (OSINT)”.

La sezione “legale” in fondo al sito recita: “Visto fino a che punto l’FBI e altre entità dell’apparato sono abituate a molestare i cittadini che denunciano la corruzione, e ai sensi del 18 USC § 119, Marco Polo dichiara che i contenuti del laptop di Biden sono disponibili e fruibili perchè contenuti in un dispositivo abbandonato.

Il motivo di Marco Polo è vedere consegnati alla giustizia – tutti i criminali – da coloro che hanno la responsabilità di svolgere quel dovere”.

Davide Donateo

Fondatore e Direttore Responsabile di Database Italia.

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