Società

ELOGIO DELLA CRISI: QUANDO DALLE PAROLE EMERGE IL PROFONDO

“Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute ne appaiono i difetti”. Nonostante il dolore, le crisi sono importanti. Ci mettono a nudo di fronte a noi stessi per farci capire chi siamo e chi sono gli altri per noi

Qualche giorno fa, dopo aver esaminato alcuni fatti di cronaca su presunti gatekeeper (QUI) e sulla presunta cecità che può avvolgere alcuni maestri spirituali (QUI) – fatti che hanno lasciato perplessi molti lettori attenti e, soprattutto, l’amaro in bocca a chi si crogiolava in granitiche certezze – mi sono ritrovato a leggere un passo del Siracide molto utile per capire chi sia degno di fiducia e chi no.

Stiamo attraversando un periodo di forti sconvolgimenti, dove addirittura molte amicizie salde (o che si ritenevano tali) e relazioni familiari si sono infrante alla prima crisi profonda che l’umanità si sia trovata ad affrontare, mostrando tutta la loro inconsistenza. Grazie a questa crisi prettamente morale è emersa quell’assenza di sostanza che nutriva l’effimero. Ci siamo accorti che ciò che sta sotto (sub stat), spesso era meno di nulla. Ma per scoprire quella che per molti è stata un’amara verità, è stata necessaria la crisi, cioè, una miccia che innescasse lo scisma, la separazione tra il grano e il loglio. Chi, uscendo con degli amici, è rimasto fuori dal ristorante perché non aveva un lasciapassare oppure non è stato/a invitato/a per lo stesso motivo, ha scoperto che quelli non erano i suoi veri amici, poiché non lo/la amavano come farebbe un amico o un’amica. Allo stesso tempo, coloro che si incontravano per la prima volta ai margini della società civile, dopo essere stati banditi per amore alla libertà e al diritto, scoprivano nuove relazioni basate sulla verità e la giustizia, che facevano sbiadire ogni differenza e diffidenza che sarebbero emerse in passato, confermando che non est Iudaeus, neque Graecus: non est servus neque liber

Mesi fa, un’amica mi raccontava di aver ricevuto un invito da parte della sua migliore amica. Quest’ultima, dopo che la mia amica le aveva spiegato gli effetti avversi legati alla vaccinazione (oltre alla questione etica che ne deriva) e la sua volontà di non vaccinarsi, le scriveva un sms con cui confermava l’invito, seguito da un P.S.: «Green pass obbligatorio». Dopo qualche giorno, non avendo ricevuto alcun riscontro, le ha inviato un nuovo sms corredato da un nuovo P.S.: «Green pass sempre valido». Non ricevendo alcuna risposta neanche questa volta, si è decisa a chiamare. La mia amica, dopo averle spiegato di nuovo la sua contrarietà alla vaccinazione (evidenziando ulteriormente sia i motivi di salute che etici), notando il silenzio dell’altra, le ha proposto di cambiare locale ma l’altra ha risposto: «Non possiamo. Ormai abbiamo prenotato lì.» «Allora, chiedi se è possibile mangiare fuori, così risolviamo ogni problema». «Fuori non è possibile. Se poi piove?». La mia amica, allora, volendo capire fin dove si sarebbe spinta l’altra, le propone di chiedere al gestore un tavolo all’esterno solo per lei, mentre il resto della compagnia con lasciapassare avrebbe mangiato all’interno del locale. Al che la sua migliore amica ha risposto: «Va bene. Provo a chiedere se è possibile farti mettere un tavolo fuori e ti faccio sapere». Non so se la migliore “amica” della mia amica abbia mai compreso il valore dell’amicizia.

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Nonostante il dolore, le crisi sono importanti. Ci mettono a nudo di fronte a noi stessi per farci capire chi siamo e chi sono gli altri per noi. L’amore e l’amicizia vanno provati al fuoco per saggiarne l’autenticità. Come scrive il Siracide, le parole e i ragionamenti degli altri sono il banco di prova. Non si tratta delle parole superflue che spesso sovrabbondano sulle nostre bocche ma di quelle parole che esprimono i nostri pensieri più profondi davanti alle circostanze più avverse della vita. Le parole dette con piena coscienza e deliberato consenso (come anche quelle non dette) diventano lo specchio del profondo.

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti. I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo. Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore. Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini. (Siracide 27,4-7)

Armando Savini

Armando Savini è un economista, saggista, cultore di esegesi biblica e mistica ebraica. Dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in HR Management, si è occupato di scienza della complessità e delle sue applicazioni all’economia. Già cultore della materia in Politica economica presso la cattedra del Prof. Giovanni Somogyi alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, è stato docente a contratto di storia economica, economia, HR management e metodi di ricerca per il business. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sovranità, debito e moneta. Quello che dovresti sapere e non ti hanno mai detto (‎2021); Miti, storie e leggende. I misteri della Genesi dal caos a Babele (Diarkos 2020); Le due sindoni (Chirico, 2019); Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e cristiana (Cantagalli-Chirico, 2019); Maria di Nazaret dalla Genesi a Fatima (Fontana di Siloe, 2017); Risurrezione. Un viaggio tra fede e scienza (Paoline, 2016); Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità (Mondadori, 2009).

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