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“FALSI VACCINI AI VIP”. Meluzzi denuncia Uso di Placebo: come in 16 Casi Sospetti in Trentino e Toscana

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Fonte originale: articolo di Gospa News

La bomba mediatica è esplosa ma il mainstream è subito corso ai ripari per cercare di nasconderne le enormi conseguenze. L’ex parlamentare Alessandro Meluzzi ha lanciato un’accusa pesantissima contro l’élite finanziaria e politica italiana. Ma è stato preso sul serio solo dalla TV Dentro La Notizia che non a caso può vantare 110mila iscritti al canale YouTube essendosi distinta per molteplici inchieste di contro-informazione sulla pandemia e sul piano di immunizzazione globale.

 Il video-denuncia di Alessandro Meluzzi pubblicato sul canale Telegram di Dentro La Notizia – clicca sull’immagine per il video

«Buona parte di quelli che si sono vaccinati da una certa sfera in avanti, hanno fatto falsi vaccini – ha detto Meluzzi alla platea durante un incontro organizzato da Salute Attiva a San Marino – Ve lo certifico perché lo hanno proposto anche a me. Sapete qual è stata la mia risposta che mi ha fatto passare definitivamente per pazzo? Perché non voglio sporcare il mio karma. Ed è l’unica cosa che oggi mi dà il coraggio di essere ancora qui a lottare e non di essere nascosto in una cantina come un sorcio».

«Ve lo giuro su mia figlia, che è la persona più cara che ho insieme a mia moglie» ha aggiunto psichiatra, leader di riferimento della campagna “Liberi di Scegliere” in relazione al diritto costituzionale di accettare o rifiutare i vaccini antiCovid rivendicato pure dalla Federazione Lavoratori Militari dell’Esercito Italiano,

La sua denuncia, che in un paese normale sarebbe già stato oggetto di un’indagine della magistratura, dà forma ad un sospetto che da mesi serpeggia nell’ambito degli opinionisti di contro-informazione e sul quale Gospa News aveva raccolto notizie interessanti che ora è opportuno divulgare. Esse riguardano due casi, avvenuti in Trentino e in Toscana, di somministrazione di soluzioni fisiologiche al posto dei vaccini, già sospettati di esporre i vaccinati a rischi più gravi dei non vaccinati, come emerso da uno studio inglese.

Grazie alle parole di Meluzzi non solo si è infatti rafforzato il sospetto che le alte sfere non si siano fatte inoculare veri vaccini, alla luce di 2milioni di reazioni avverse segnalate alla piattaforma di farmacovigilanza dell’Ema (European Medicines Agency) tra cui la metà sono state gravi e almeno 20mila letali, ma che l’utilizzo di sieri antiCovid “placebo” possa essere stata una strategia callidamente pianificata e finalizzata a contenere proprio il numero degli effetti indesiderati onde evitare una reazione di panico ben più grave tra la popolazione.

Nei giorni scorsi il direttore della divisione di Patologia di Heilderberg, in Germania, ha lanciato l’allarme per le molteplici correlazioni tra vaccini e decessi emerse dopo l’avvio di alcune autopsie, concertato con la mgistratura: in due settimane di perizie necroscopiche su 40 persone il nesso di causalità tra l’inoculazione del siero e la morte è stato confermato nel 40 % dei casi. Ma il primario tedesco ha anche denunciato il fatto che molti decessi vengono occultati dalle autorità sanitarie, in quanto omettono di segnalare che i decorsi fatali per alcune patologie sono avvenuti dopo la vaccinazione.

Al di là delle accuse di Meluzzi, al momento, non ci sono prove che davvero la campagna di immunizzazione stia procedendo anche con l’utilizzo di placebo, ovvero semplici soluzioni fisiologiche come quelle adoperate durante i trials di sperimentazione dei vaccini, dalla prima alla terza fase, che ovviamente non dovrebbero essere più utilizzati nell’attuale quarta fase della vaccinazione massiva, quando la verifica dell’efficacia e pericolosità dei sieri è affidata solo alla farmacovigilanza che monitora gli effetti indesiderati.

Ma ci sono indizi sconcertanti in relazione alla somministrazione di soluzioni fisiologiche a due gruppi di persone da vaccinare avvenuta a gennaio in TrentinoAltoAdige e a giugno in Toscana. In entrambi i casi le autorità sanitarie hanno motivato gli incidenti come errori umani, che certamente non dovrebbero mai avvenire durante una pratica delicata come l’inoculazione di un vaccino.

ACQUA E SALE A 12 OPERATORI SANITARI IN TRENTINO

«Si tratta di una unica seduta vaccinale che ha coinvolto 47 persone di cui presumibilmente 12 hanno ricevuto una iniezione di soluzione fisiologica. Questo a fronte di oltre 12.000 vaccinazioni già somministrate. La percentuale di errore è inferiore all’1 per 1000 e – rassicura Apss in una nota – non c’è nessun problema sanitario».

La notizia sull’incidente avvenuto in Trentino, presso l’ospedale di Rovereto, il 22 gennaio 2021 fu riportata così dall’Ansa che è ormai divenuta il principale avvocato difensore mediatico del Governo fin dallo scoppio della pandemia, diventata ancor più confusa dopo l’insorgenza delle varianti che autorevoli medici ritengono causate proprio dalla vaccinazione di massa.

“L’Azienda sanitaria precisa che il caso è stato prontamente individuato grazie al protocollo e alle checklist utilizzate che prevedono, tra l’altro, una comparazione tra dosi preparate e somministrate e flaconi residui ancora integri. Si è provveduto immediatamente ad informare gli operatori interessati predisponendo un controllo anticorpale con test sierologico in ventesima giornata prima della somministrazione della seconda dose – aggiunge l’Ansa – La somministrazione di soluzione fisiologica, va sottolineato, non comporta nessun rischio per la salute dei soggetti coinvolti, trattandosi di acqua distillata e sale. Sembra che l’errore sia avvenuto al momento della somministrazione: normalmente il vaccino viene diluito con della fisiologica. Da quanto verificato c’è stato uno scambio dei flaconcini”.

Secondo le prescrizioni AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) nel caso della terapia genica a base di RNA messaggero del Comirnaty (il siero di Pfizer-Biontech), ad esempio, “Il vaccino scongelato deve essere diluito all’interno del flaconcino originale con 1,8 mL di soluzione iniettabile di sodio cloruro da 9 mg/mL (0,9%), utilizzando un ago calibro 21 (o più sottile) e adottando tecniche asettiche”.

“Quando un flaconcino viene utilizzato normalmente viene messo da parte. In questo caso specifico non è stato messo da parte, l’ipotesi più plausibile è che sia stato riempito nuovamente con soluzione fisiologica e poi da lì sono state aspirate le sei dosi che sono poi state somministrate. Quindi probabilmente c’erano anche tracce di vaccino all’interno” aggiungeva l’Ansa.

Lo dichiarò all’ANSA il direttore del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria di Trento, Antonio Ferro, in merito all’errore che ha portato alla somministrazione di soluzione fisiologica, anziché del vaccino Pfizer, a 12 operatori sanitari del Trentino.

Sul caso dellospedale di Rovereto l’assessore Stefania Segnana ha dovuto rispondere ad un’interrogazione della consigliera provinciale Lucia Coppolache chiedeva chiarezza su quanto successo a gennaio.

“L’interrogazione – spiega Stefania Segnana – si riferisce ad un episodio occorso in occasione di una seduta vaccinale anti-Covid del giorno venerdì 15 gennaio: l’operatrice sanitaria impegnata nella diluizione aveva diluito due flaconcini di vaccino privo di vaccino. In altre parole per due volte è stato diluito un flaconcino già precedentemente diluito ed aspirato, che non era stato prontamente eliminato dal banco di lavoro con il risultato che 12 siringhe contenevano solo soluzione fisiologica sterile, adatta alla diluizione ma nessun principio attivo”.

E ancora “Non si è riusciti a individuare con certezza quando si siano verificati i passaggi fallaci, e quindi quali siano state le persone che hanno ricevuto il vaccino e quali la soluzione fisiologica. L’errata diluizione poteva essere avvenuta durante la seduta o alla fine della stessa”.

Errori umani accadono – prosegue l’assessora – sono, in parte, inevitabili. Elementi di contesto come l’elevato stress a cui da molti mesi sono esposti gli operatori sanitari e l’elevato carico di lavoro per vincere la sfida di raggiungere il prima possibile elevate coperture vaccinali sono fattori di rischio aggiuntivi. Essenziale il continuo e scrupoloso monitoraggio delle attività che ha portato all’individuazione dell’errore e al pronto rimedio dello stesso. Nessuna persona è stata danneggiata, fatta eccezione per una puntura superflua. Tutte le 48 persone vaccinate nella seduta sono state informate del fatto il lunedì 18 e sono state successivamente contattate per eseguire la ricerca sierologica degli anticorpi per determinare lo stato vaccinale. In tale maniera è stato possibile individuare le 12 persone a cui era stato somministrato la sola soluzione fisiologica e ai quali è stato quindi somministrato di nuova una prima dose di vaccino. All’Ufficio comunicazione dell’Apss non risultano richieste di verifica della notizia”.

SOLUZIONE FISIOLOGICA A 6 VACCINATI IN TOSCANA

“Nel corso della seduta vaccinale pomeridiana dell’11 giugno presso il centro San Biagio di Pistoia si è verificato un evento di somministrazione di soluzione fisiologica in luogo di vaccino Pfizer per sei persone. Il team vaccinale si è accorto di avere utilizzato una fiala in meno rispetto a quelle che sarebbero state necessarie per vaccinare le persone fino a quel momento registrate nel box, effettuando un periodico controllo di congruenza tra dosi somministrate e farmaci prelevati da frigorifero. Le persone vaccinate nel turno pomeridiano fino al momento in cui l’evento è stato riscontrato sono 36, 30 delle quali sono state correttamente vaccinate” comunicò con un comunicato l’Ausl competente, Toscana centro. (continua a leggere) L’ARTICOLO PROSEGUE SU GOSPA NEWS



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