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FAMIGLIA RENZI: I VIP PIU’ INDAGATI! Dopo i cognati per lo Scandalo Unicef chiesto Giudizio per Genitori e Sorella dell’ex premier


Nelle immagini di copertina: in alto Matteo Renzi, sotto da sinistra, Laura Bovoli, Tiziano Renzi, Matilde Renzi con il marito Andrea Conticini, tutti indagati per reati penali in ambito finanziario

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Fonte originale: articolo di Gospa News

Un ginepraio di inchieste, indagini, rinvii a giudizio e condanne. Ormai per un sito d’informazione che non possieda una redazione da quotidiano diventa impossibile riuscire a tenere il passo con le vicende della famiglia e dei collaboratori dell’ex premier Matteo Renzi, a sua volta sotto inchiesta per i fondi Open della sua campagna elettorale, ma nonostante ciò sfacciato protagonista della politica nazionale quale leader dei senatori di Italia Viva e pure di quella internazionale, come vedremo in una prossima inchiesta in fase di ultimazione sull’Arabia Saudita.

«Dichiarazione fraudolenta al fine di evadere le imposte avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione infedele dei redditi: con queste accuse, la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio dei genitori del leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Ad essere indagati sono Tiziano Renzi e Laura Bovoli, nelle vesti di amministratore di fatto e di legale rappresentante della società di famiglia “Eventi 6”. Per gli stessi reati è stato chiesto il rinvio anche della sorella dell’ex presidente del consiglio, Matilde Renzi, legale rappresentante della “Eventi 6” nell’anno 2018. L’udienza preliminare davanti al giudice si terrà il 20 maggio».

Lo scrive il quotidiano Il Giornale in un ultimo aggiornamento delle vicende giudiziarie, omettendo di ricordare, però, che la Event srl è la società in cui sono transitati, tramite un aumento di capitale, i dollari provenienti dagli Usa dell’Unicef di New York, allora diretta da un uomo di fiducia di Barack Obama, e dalla Operation Usa (di cui è testimonial la famosa Julie Andrews) che ha proposto querela contro la presunta appropriazione indebita e l’autoriciclaggio per cui, a vario titolo, sono stati rinviati a giudizio (prima udienza l’8 giugno) entrambi i fratelli Alessandro e Luca Conticini.

Andrea Conticini: secondo la gli inquirenti, in qualità di procuratore speciale del fratello Alessandro (procura speciale datata 30 dicembre 2010), nel 2011 avrebbe utilizzato parte del denaro destinato all’Africa per l’acquisto di partecipazioni societarie della Eventi 6 srl di Rignano sull’Arno – società riconducibile a familiari dell’ex premier Matteo Renzi (di cui è cognato, ha sposato Matilde, la sorella dell’attuale leader di Italia Viva) – per un totale di 187.900 euro.

Nessun addebito, in relazione a quel sospetto aumento di capitale, per Matilde Renzi che invece si trova implicata nell’ultima inchiesta sulla dichiarazione fraudolenta.

«Dalle indagini della Guardia di Finanza condotte anche per precedenti inchieste, tra il 2016 e il 2018, la “Eventi 6” avrebbe indicato nella dichiarazione dei redditi passivi fittizi per un totale di oltre 5,5 milioni di euro, evadendo imposte per circa 1,2 milioni. Secondo l’accusa, la società con sede a Rignano sull’Arno (Firenze), amministrata dalla famiglia Renzi, si sarebbe avvalsa solo pro forma dei servizi della cooperativa “Marmodiv”. Anche la cooperativa, secondo i pubblici ministeri, sarebbe stata amministrata di fatto dai coniugi Renzi, usandone la manodopera per conto della “Eventi 6” e si sarebbe accollata gli oneri previdenziali, contributivi e fiscali. Lo scorso 10 marzo i coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono stati rinviati a giudizio per i reati di bancarotta fraudolenta per il crac di tre cooperative a loro riconducibili ed emissione di fatture false».

La prima udienza è fissata per il primo giugno. Nello stesso procedimento sono imputate altre sedici persone, tutte rinviate a giudizio, accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta ed emissione di false fatture. Come i più attenti lettori di Gospa News ricorderanno lo scandalo Marmodiv, da cui derivò l’arresto dei genitori di Renzi, fu sollevato in anteprima da questo webmedia grazie all’inquietante esposto-dossier preparato dall’attivista toscano Alessandro Maiorano attraverso i documenti a lui consegnati da una “talpa” della cooperativa, allarmata per la situazione finanziaria.

Ma i genitori dell’ex premier, arrestati proprio in relazione all’inchiesta Marmodiv, sono già stati condannati per un’altra vicenda di false fatturazioni, nello specifico assai controversa e persino un po’ banale, ma inquietante se analizzata in relazione al loro complice, il re degli outlet Luigi D’Agostino, condannato per corruzione in altro processo, che con le sue dichiarazioni fece arrestare e condannare due magistrati di Trani, uno dei quali sospettato di aver avuto imbarazzanti colloqui proprio con Tiziano Renzi, nonché l’ex vicepresidente del CSM Giovanni Legnini e l’ex ministro Luca Lotti, braccio destro del premier Renzi, nei guai con suo padre per il traffico di influenze con lo scandalo Consip.

I nomi di Renzi padre, Lotti e Legnini emersero proprio negli interrogatori del pm Antonio Savasta, miracolosamente promosso giudice a Roma quando fu arrestato. Pur non essendo mai state addebitate a loro contestazioni o ipotesi di qualsivoglia natura penale, il coinvolgimento di Legnini, ex deputato PD, fece scalpore per le sue intense relazioni e chat con l’ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura, Luca Palamara, estromesso dalla magistratura e sotto inchiesta per corruzione in atti giudiziari come Savasta.

Se a queste vicende fosse stata applicato dalle autorità giudiziarie il teorema del “non poteva non sapere” sovente adoperato nei procedimenti giudiziari contro l’ex leader del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi e l’ex premier italiano Silvio Berlusconi nelle inchieste su Mediaset, probabilmente il senatore Matteo Renzi si troverebbe oggi in una situazione ben più ambigua di quella che lo vede indagato per alcuni finanziamenti illeciti in una tregenda di reati della famiglia che spazia dalla bancarotta fraudolenta, alle dichiarazioni fraudolente in ambito fiscale fino all’autoriciclaggio, per il cognato, di milioni di dollari improvvisamente piovuti dagli Usa proprio in coincidenza con la sua ascesa politica favorita dai leader Dem americani Hillary Clinton e Barack Obama.

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