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IL BUFFONE DEI KHAZARI

Il presidente dell’Ucraina è un comico, un nuovo beniamino dei media occidentali. In foto lo potete vedere in mezzo ai suoi due padroni.

Zelensky è giovane, è del 1978, e di origini ebraiche. Tuttavia la sua prima lingua non è l’ucraino, ma il russo, come è per il 90 percento dei nati in Ucraina. Il giovane Beppe Grillo ucraino arriva alla politica senza studiare bensì facendo ridere, come protagonista della serie “Servitore del Popolo”.
Si presenta al suo pubblico come l’uomo qualunque stanco della corruzione politica che imperversa ed è così, poco dopo il colpo di stato e i massacri di piazza per cacciare il presidente Yanucovich, rifugiatosi in Russia nel 2015, che il buffone viene eletto presidente con l’appoggio dell’Amministrazione Obama il cui Vicepresidente, Joe Biden, era praticamente diventato di casa dopo il colpo di stato del 2015.
In foto c’è il khazaro George Soros, e tutti sappiamo che razza di signore è, mentre a destra c’è Igor Kolomoyskyi, il padrone di Zelenskyy. Si tratta di un potente uomo d’affari khazaro dal triplo passaporto ucraino, cipriota e israeliano, fiduciario degli USA e oligarca numero 1 in Ucraina.
Qualcuno dirà che in Ucraina c’è la Democrazia? Balle! L’uomo che si è collegato al Parlamento italiano per toglierci soldi dando ordini ai nostri parlamentari di inviare armi per fare altri massacri comandati, è il popolare comico di una fiction che ha trasformato l’assurdo in realtà.
Zelensky è il capo di un partito osceno il cui nome è quello di una telenovela: “Servitore del popolo” e, all’apice della sua popolarità televisiva, ha sbaragliato tutti i politici. Come ha fatto?
La società produttrice dello show, la Kvartal 95, ha registrato un flusso di finanziamenti, gestiti attraverso società off-shore con sedi in paradisi fiscali, per 40 milioni di dollari, ed è solo a suon di dollaroni che il buffone ha potuto affermarsi.
Il principale sponsor della campagna di Zelenskyy è il barbuto Koloymoysky, banchiere proprietario della Privat bank ucraina i cui flussi nel 2014 hanno sortito il colpo di stato che ha rovesciato il legittimo governo del Presidente Yanukovich, innescando anni di instabilità e guerre che hanno ucciso migliaia di russi nel DonBass.
Zelenskyy appena eletto Presidente nel 2018 si mise subito a distribuire incarichi governativi ai soci della sua società, la Kvartal 95, ad esempio mettendo Bakanov, Amministratore Delegato di una società di spettacolo, a capo dei Servizi Segreti, mentre Serhiy Shefir, ex direttore artistico, portavoce della Presidenza dello stato ucraino.
Ma tutto questo ridicolo sarebbe nulla, perché il loro padrone, Igor Kolomoysky, ha forti interessi economici nel Donbass e per tutelarli non ha finanziato solo Kvartal 95 e lo show televisivo, ma anche milizie neonaziste, in larga parte oggi inquadrate nell’esercito ucraino da Zelenskyy bisognoso dei nostri soldi per altri massacri nazisti.
Lo scandalo Pandora Papers (1)rivelato dal Guardian britannico il 10/10/2021, ci ha detto che Zelensky detiene azioni di tre società off-shore congiuntamente ad altri ras della Globalizzazione da cui si sono diramati finanziamenti illeciti volti a creare giri di soldi in favore dei neonazisti ucraini.
Se avete capito tutto quanto c’è dietro capite il motivo per cui il buffone dei Khazari alle trattative di pace ha sempre rifiutato le richieste russe di riconoscimento delle Repubbliche del Donbass, ed è disposto a continuare la guerra provando ad allargarla con ogni mezzo, pe un semplice motivo: è mr. Soros che lo vuole! Tutti capiamo che aver vessato e massacrato per anni alcuni milioni di cittadini russi in Ucraina e voler piazzare le basi missilistiche Nato ai confini russi, non poteva non suscitare una reazione di Putin.
Il buffone ucraino non è l’eroe che i i media stanno rappresentando, ma il servo dei signori delle pandemie, dei colpi di stato e delle guerre che ammazzano i bambini.

Dio stramaledica tutti i khazari, tutti i loro servi e tutti i cretini occidentali che non vogliono ammettere le ragioni evidenti dell’Altro per proteggere l’Impero della Menzogna che è sempre più diventato un certo modo di mal-essere occidentali.

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Gianmarco Landi

Gianmarco è un uomo della generazione X che oggi è alle soglie dei 49 anni e non ha ancora capito cosa quella X debba significare. E' nato a Brindisi ma vive da 29 anni a Bologna, dove si è laureato in economia, inizialmente specializzandosi in Contabilità Nazionale. Attualmente si occupa di consulenze nel settore finanziario a banchieri e manager finanziari internazionali, e in passato ha fatto il consulente in finanza aziendale alle PMI, l'assistente parlamentare, il consulente in marketing politico, il dirigente in una ONLUS, il funzionario in una holding finanziaria, il giornalista indipendente, e altre cose di apparente minore valenza in giovane età, come l'agente immobiliare, il venditore di tappeti e porcellane cinesi e il facchino sui Tir, esperienze egualmente significative per cercare di descriverlo. I suoi hobby sono innanzitutto il basket, che pratica tuttora nelle minors e sui playgrounds bolognesi (è tifoso della New Basket Brindisi e della Fortitudo Bologna), lo studio della Storia (ha fatto alcuni significativi esami universitari ma non è laureato anche in Storia) e il gioco degli scacchi, che pratica a livello dilettantesco. Per una decina d'anni a cavallo dei trenta anni ha tenuto le fila organizzative di una importante rete di associazioni culturali di area Centrodestra, attiva in tutta la regione Emilia Romagna, un'esperienza che lo ha formato nel senso di tentare di approcciare la realtà con ricerca multidisciplinare e devozione alla cultura umanistica tipicamente italiana. Da sempre è un cattolico molto disorientato, evidentemente precorrendo i tempi attuali, così come da sempre non è considerato di sinistra, anche se sotto molti versi, potrebbe esserlo senza mai averlo saputo. Questa 'limite' o 'merito' gli fu anche rivolto nel 2013 alla fine di un dibattito elettorale a TeleBari, dall'attuale sindaco di Bari De Caro, e dal segretario della Sinistra italiana, Fratoianni, entrambi infastiditi dal doversi confrontare dialetticamente senza chiari steccati ideologici con un liberale di centrodestra esperto di finanza pubblica e privata. Sin dall'inverno 2016 è un sostenitore di Donald Trump, ed è stato tra i primi a sostenere il Presidente del Make America Great Again qui in Italia, con innumerevoli e coraggiosi pezzi editi da Imola Oggi già alle primarie presidenziali del 2016.

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