Home Cultura IL FILOPUTINIANO È IL NUOVO NOVAX! Una critica costruttiva alla libertà d’espressione

IL FILOPUTINIANO È IL NUOVO NOVAX! Una critica costruttiva alla libertà d’espressione

0

In Italia, come in occidente, il lavaggio del cervello non ha limiti. Si parla di libertà di stampa, di libertà d’espressione, di vera democrazia quando invece gli stessi media e i governi spiano, mandando messagi intimidatori e censurano giornalisti che non la pensano come il “mainstream”, semplicemente perché cercando di fare chiarezza o smentendo le fake news che molti dei giornali considerati “fondati e che danno un’informazione di qualità” spargono ogni giorno.

In altre parole, si è riusciti attraverso un lavaggio del cervello ben strutturato e durato anni con l’educazione (a partire dalle scuole elementari), a rendere il concetto di libertà d’espressione e democrazia uno strumento della propaganda.

Libertà d’espressione significa che un giusto contrasto, uno scambio di idee dovrebbe essere promosso in giusta misura e accettato con rispetto da tutte le parti. Chi la pensa diversamente, non deve essere censurato o insultato bensì deve essere rispettato. Possiamo citare Voltaire in tutte le salse, anche se ormai è diventato anche lui uno strumento hollywoodiano per far ridere le masse e nessuno crede davvero in ciò che disse.

In realtà, quello che succede è proprio il contrario: la libertà d’espressione millantanata da governi, media, politici, il suo concetto, non è altro che pura ideologia. Se questa dovrebbe essere “superpartes”, esiste solamente quando si appoggia una parte, un’ideologia, una data causa. Insomma, il suo principio viene a cadere immediatamente. Perché in realtà, in occidente viene inculcata nella testa della gente un’idea propagandistica della libertà, ovvero viene detto alla gente cosa è e cosa non è. Ha dei paletti, ha una struttura, una forma e un’ideologia ben struttrate. E quindi, che razza di libertà è questa se uno pensa che secondo i suoi canoni, non gli si addice? Per il mainstream e la narrativa ufficiale, è un matto, perché non si attiene ai canoni della libertà. Ma che libertà è se ha dei limiti? Libertà non significa proprio il contrario? È ridicolo!

Nell’ambito della libertà di stampa e d’espressione alla “western”, Covid e Ucraina ne sono i più grandi esempi. Fintanto che si difende la posizione del governo o quella di sedicenti esperti che si barricano dietro l’ideologia mainstream e politica per fomentare il priprio ego e persona e per non incappare in insulti e incontri spiacevoli. Questi sono i limiti della libertà.

Ma non appena si osa cercare di mettere in causa la vera libertà d’espressione, difendendo un’idea opposta o semplicemente mettendo in causa l’idea inquisitoria del centro del potere, si viene attaccati come dei veri e propri eretici. Non è perversione questa? È la più grande delle perversioni. Talmente pazza, che la gente non se ne rende nemmeno conto.

Ed ecco che continuo a sentire, sempre di più, giornalisti attacccati per offrire puti di vista importantissimi, differenti, che cercano di mantenere in vita quella libertà d’opinione che, se mai c’è stata, ora sembra prorprio essere ai minimi storici.

Sul portale di un gironalista italiano, Cesare Sacchetti, è apparso un suo articolo che cita il corsera, non plus ultra del giornalismo italiano, nel quale si citano nomi, cognomi e fotografie di giornalisti bollati di “filoputiniani” come fossero spazzatura. E non solo, secondo il grande quotidiano nazionale, questi sarebbero stati schedati dal COPASIR, il comitato parlamentare per il controllo dei servizi segtreti italiani. In realtà, l’organo non solo ha smentito, ma ha anche fatto fare una figuraccia al Corriere. Ovvero, giornalisti che attaccano giornalisti idrettamente. È gravissimo. Significa che sono attacati al potere e ne sono manipolati.

Ma ancora pensate di vivere in libertà? È ridicolo! Lo stesso succede in Spagna e in altri paesi, dove gioranlisti della controinformazione hanno subito attacchi deplorevoli, sono stati censurati. Ma mai sono stati accusati dal mainstream di essere schedati dai servizi di intelligence.

Denigrare colleghi solo perché non la pensano come te, è una vergogna. Dare in pasto ai servizi seggreti, ai dittatori, lo è ancora di più. Ma ormai i giornali sono venduti ai click, fregandosene dell’incolumiità dei colleghi. Nemici da eliminare. Modus operandi di veri stati “democratici”!

Riflettiamo.

Previous articleCodice Ratzinger: il “circo” degli argomenti pro-Bergoglio di fronte alla perfezione logica di Benedetto XVI
Next articleRICERCATORI CANADESI ESAMINANO FIALE VACCINO PFIZER E MODERNA NON REFRIGERATE. NESSUNA TRACCIA DI mRNA O DNA
Filippo Rossi è un giornalista-reporter italo svizzero. Da 7 anni ha collaborato per varie testate coprendo soprattutto conflitti e crisi in Africa, Medio Oriente e Afghanistan. Filippo ha viaggiato, ha vissuto le zone di guerra e visto con i suoi occhi il dramma e la tragedia che ogni conflitto porta con sè. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro sulla migrazione, “Il gioco impossibile” (Dadò Editore, Locarno).