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IL VATICANO IN SOCCORSO AI NAZISTI DI AZOV IN UN’OPERAZIONE NATO?

Dopo essere entrato nell’Alleanza Globale a fianco dei Rothshild, Rockfeller & C. (nel cosiddetto Capitalismo Inclusivo, dove non esiste più la proprietà privata degli altri), il Vaticano di Bergoglio sembra fiancheggiare persino la NATO. Qualche giorno fa, il Messaggero titolava:

Putin per tre volte ha detto “no” al Papa per i corridoi umanitari a Mariupol, sfumata l’idea di una nave con bandiera vaticana.

Il Tempo ha rilanciato oggi la notizia. Secondo il noto quotidiano romano,

A Mariupol sono stati aperti i corridoi umanitari per evacuare i civili dall’acciaieria Azovstal, ma in precedenza Vladimir Putin ha detto tre volte no a Papa Francesco. Domenica 1° maggio è iniziato il lavoro dei caschi blu Onu e della Croce Rossa, in accordo con le forze militari russe, per mettere in salvo le centinaia di persone (soprattutto donne e bambini) rimaste intrappolate, insieme a un battaglione Azov, nel complesso industriale di Mariupol, la città assediata da giorni.

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Sembrerebbe che il Vaticano si sia prestato a portare in salvo i nazisti di Mariupol, gli stessi che, qualche settimana fa, avrebbero invocato l’aiuto del pontefice, dopo che questo sventolò e baciò la bandiera ucraina della Centuria Cosacca di Maidan, l’unità di combattenti che incendiò di violenza piazza Maidan nel 2013-2014!

E la risposta non si è fatta attendere più di tanto. Bergoglio ha provato a riparare ai fallimenti della NATO, inviando una propria nave per riportare a casa i militari NATO insieme al battaglione nazista Azov, circa tremila persone rintanate nelle acciaierie di Azovstal, gli stessi che i russi volevano stanare con le idrovore (QUI). Ma Vladimir Putin ha detto “NIET”. Sembra, infatti, che non ci sarebbero dei civili nelle acciaierie di Azovstal (a meno che non siano ostaggi dei nazisti ucraini) ma molto probabilmente militari travestiti da civili pronti per la grande fuga!

Mentre sale la tensione tra il blocco NATO-UE e la Russia, il Vaticano pensa bene di inserirsi ufficiosamente tra i Paesi aderenti al Patto Atlantico (EAPC? PfP?), quello stesso Patto che, con la caduta del comunismo sovietico avrebbe dovuto sciogliersi e non essere usato per la conquista del mondo da parte degli USA. A dirlo non è il solito complottista, ma l’ex venerabile Maestro Giuliano di Bernardo, che in una recente intervista (QUI) ha dichiarato:

Quando nel 1989 cadde il muro di Berlino e finì la guerra fredda, queste due organizzazioni erano divenute inutili perché l’Unione Sovietica non esisteva più. Sarebbe stato logico e opportuno scioglierle. Così fu per Gladio ma non per la NATO, che fu mantenuta in vita e usata per altri scopi. Quali? Prima di tutti, il sostegno agli Stati Uniti per la conquista del mondo. In conclusione, la NATO e l’Unione Europea diventano strumenti degli Stati Uniti per l’espansione verso oriente e per l’affermazione del dollaro nel commercio internazionale. Possiamo, perciò, individuare un periodo che va dalla fine della guerra fredda allo scoppio della guerra di Ucraina, in cui gli Stati Uniti proseguono con l’espansione verso la Russia, la Cina e l’india. Anche questo periodo, che segue la guerra fredda, è caratterizzata da una relativa pace.

Anche l’analista Alessandro Orsini, anima PD di fede atlantista-europeista ha ammesso candidamente che in questo frangente storico è necessario che l’Italia faccia un passo indietro e si dissoci dalle politiche russofobiche dell’UE e della NATO, dichiarando la neutralità.

Se davvero la Russia dovesse colpire un paese della Nato, l’Italia dovrebbe dichiarare la neutralità e, se le circostanze internazionali costringessero a tanto, dovrebbe avviare il processo di fuoriuscita dalla Nato. (QUI)

L’Italia deve rompere con l’Unione europea, momentaneamente, e dirsi disponibile al riconoscimento a guerra in corso del Donbass e della Crimea. (QUI)

Non siamo ancora nella Terza Guerra Mondiale, ma stiamo andando speditamente in questa direzione. L’ingresso di nuovi paesi nella Nato è un gravissimo pericolo per l’umanità. Sarebbe una grande tragedia per tutti. Il mio auspicio è che escano dalla Nato paesi che confinano con l’Ucraina: la Slovacchia, la Romania, l’Ungheria. L’interesse dell’umanità è contrario a quello della Nato. L’espansione della Nato ci avvicina alla Terza Guerra Mondiale. (QUI)

Il nunzio a Kiev, monsignor Visvaldas Kulbokas ha affermato che avrebbe voluto andare a Mariupol per aiutare (non si sa come) la popolazione a evacuare: «La missione era programmata per la fine del mese di marzo e non l’abbiamo potuta fare. Non si arriva se le autorità militari russe che detengono il controllo del territorio, non danno le garanzie».  Insomma, tutta colpa di Putin, se il nunzio non può prestare il suo aiuto. Ma a chi? Al battaglione Azov rinchiuso nelle acciaierie? Ai militari NATO ingaggiati per armare i nazisti contro la Russia?

Si dice in Vaticano che Bergoglio voglia intraprendere un viaggio apostolico in Ucraina, ma al momento non ci sarebbero le condizioni per andare nel Paese. Nel frattempo, meglio mandare Angelina Jolie in avanscoperta a Leopoli!

Come le élite governano il mondo Savini
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Armando Savini

Armando Savini è un economista, saggista, cultore di esegesi biblica e mistica ebraica. Dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in HR Management, si è occupato di scienza della complessità e delle sue applicazioni all’economia. Già cultore della materia in Politica economica presso la cattedra del Prof. Giovanni Somogyi alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, è stato docente a contratto di storia economica, economia, HR management e metodi di ricerca per il business. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sovranità, debito e moneta. Quello che dovresti sapere e non ti hanno mai detto (‎2021); Miti, storie e leggende. I misteri della Genesi dal caos a Babele (Diarkos 2020); Le due sindoni (Chirico, 2019); Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e cristiana (Cantagalli-Chirico, 2019); Maria di Nazaret dalla Genesi a Fatima (Fontana di Siloe, 2017); Risurrezione. Un viaggio tra fede e scienza (Paoline, 2016); Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità (Mondadori, 2009).

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