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IN ATTESA DI UN MINISTERO MONDIALE DI SALUTE PUBBLICA

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IN ATTESA DI UN MINISTERO MONDIALE DI SALUTE PUBBLICA. Che il Presidente del Consiglio europeo Jean Michel insieme al Direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus vogliano predisporre un sistema di gestione mondiale e sovranazionale delle pandemie non è un mistero (QUI).

UN PRETESTO PER IL GOVERNO MONDIALE?

L’istituzione di un trattato internazionale sulla prevenzione e preparazione in materia di pandemie vorrebbe essere la risposta alla grande crisi sanitaria Covid-19, anche se molto più verosimilmente sembrerebbe solo il pretesto per istituire quel famoso governo mondiale di massonica memoria, attraverso la centralizzazione della salute pubblica mondiale in un unico Ministero della Salute, sotto l’incontrastata direzione dell’ OMS (Organizzazione mondiale della sanità), nota agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

IN ATTESA DI UN MINISTERO MONDIALE DI SALUTE PUBBLICA
trattato internazionale sulla prevenzione e preparazione in materia di pandemie

È noto che l’OMS sia partecipata non solo da Stati sovrani ma anche da gruppi privati, come la Fondazione Bill & Melinda Gates, che rappresenta una della maggiori fonti di finanziamento volontario ai programmi dell’OMS (QUI) e che è, allo stesso tempo, la più grande lobby vaccinista del mondo. Ciò costituisce, come è facile intuire, un conflitto di interessi grande come una casa (e.g. QUI, QUI, QUI).

Si continua a non voler vedere l’elefante nella stanza. Mentre le élite agiscono con la massima nonchalance, le masse narcotizzate, assoggettate per anni ad un rigoroso processo di lavaggio del cervello, credono ancora che l’elefante sia un trompe-l’oeil o al più un ologramma, per la serie “non è possibile che ci sia, altrimenti lo avremmo visto”.

Perché il progetto di centralizzazione della salute pubblica mondiale abbia successo, è necessario, però, che qualcuno, scaltramente, apra le porte al Ministero globale della Salute dall’interno. Ed ecco la notizia, appena trapelata, ma che non tutti conoscono quanto l’altra. Il cavallo di Troia è in attesa di entrare nella cittadella.

IL CAVALLO DI TROIA PER APRIRE AL CRIPTOFASCISMO

Una proposta di legge costituzionale presentata il 13 gennaio 2022 dai parlamentari della LEGA (Tomasi, Molinari, Bazzaro, Bianchi, Cantalamessa, Cestari, Comencini, Covolo, Andrea Crippa, De Martini, Golinelli, Grimoldi, Loss, Lucchini, Micheli, Paolin, Piccolo, Pretto, Tateo, Tonelli, Zennaro) prevede di inserire in Costituzione ciò che i padri costituenti mai avrebbero voluto vedere. Si tratta della Modifica all’articolo 78 della Costituzione e altre disposizioni in materia di dichiarazione e disciplina dello stato di emergenza nazionale (3444).

Attraverso questa modifica dell’art. 78 della Costituzione, non bisognerà più ricorrere ai goffi sotterfugi di Conte e Draghi per innescare regimi totalitari criptofascisti (come il ricorso abusivo all’art. 24 del Codice della protezione civile, ai DPCM o al decreto d’urgenza per violare ripetutamente il testo Costituzionale e i diritti fondamentali, con lo spudorato appoggio di spietati costituzionalisti corrotti), ma sarà sufficiente che il Governo dichiari «lo stato di emergenza nazionalecon decreto adottato ai sensi dell’articolo 77, secondo comma» e che il Parlamento, con maggioranza di due terzi, si limiti a confermarlo entro cinque giorni.

In altre parole, il Governo, quando lo riterrà opportuno, potrà dichiarare per decreto-legge lo stato di emergenza nazionale alla stessa stregua dello stato di guerra. Nessuno potrà più contrastare lo stato di emergenza continuo. Se, come scriveva Schmitt, «sovrano è chi decide sullo stato di eccezione», qualora passasse questa modifica all’art 78, la sovranità non apparterrebbe più al popolo, neanche formalmente, ma solo al Consiglio dei Ministri, che la eserciterebbe in nome dell’OMS.

 «Il Consiglio dei Ministri è sempre sovrano

Non è un caso che il min. Speranza nel settembre del 2021 abbia proclamato solennemente che «Il Consiglio dei Ministri è sempre sovrano» (QUI). Se lo è già stato di fatto, presto potrebbe esserlo anche de jure.

Siccome il diavolo si nasconde nei dettagli, nelle piccole cose apparentemente insignificanti, è logico che il cavallo di Troia non poteva che essere piazzato dagli “amici” del popolo, dai falsi populisti ingaggiati dai soliti noti, gli stessi che dopo aver gridato “fuori dall’euro”, “sovranità, sovranità, sovranità”, e dopo aver fatto de “Il tramonto dell’euro” il manifesto economico del partito, si sono ritrovati tutti uniti intorno all’uomo di Goldman Sachsalias il «vile affarista» – per organizzare la più grande truffa ai danni del popolo italiano e attuare, così, il più grande repulisti della storia della Repubblica.

BABILONIA E LA REGOLA DEL SOSPETTO

Fin dall’antichità, ogni volta che una parte dell’umanità ha tentato di innalzare una torre fino al cielo, questa è crollata miseramente. Lungo il fiume di Babilonia, dunque, attendiamo con biblica pazienza la caduta dell’ultima torre. Come accadde per il Comité de salut public istituito dai rivoluzionari francesi, così avverrà per il direttorio italico. Si tratta, infatti, in entrambe i casi di nominati, che hanno deliberato in segreto e decretato in stato di emergenza, prorogando spesso i termini di decadenza delle restrizioni.

Come sappiamo, i dissensi emersi all’interno del Comitato e la Legge dei Sospetti portarono all’epurazione fisica di alcuni suoi membri, tra cui lo stesso Maximilien de Robespierre, già presidente del Club dei giacobini, e capo del medesimo governo terrorista.

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