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LA DERIVA TRANSUMANA. L’Amazon re:MARS

Non è un caso che proprio a Las Vegas, dal 21 al 24 giugno scorso, si sia tenuto l’Amazon re:MARS, ovvero l’evento globale che ha visto riuniti leader ed esperti che stanno costruendo il futuro dell’IA Artificial Intelligenze/e della MLMachine Learning. MARS è infatti l’acronimo di Machine learning; Automation; Robotics; Space. Una riunione tenutasi nella città simbolo del divertimento mordi e fuggi, della finzione, dello shopping sfrenato e del gioco d’azzardo. Un luogo ‘non luogo’ la cui identità costitutiva è specchio del nostro tempo effimero. Città perfetta quindi per il meeting dei grandi pensatori che con sorriso e ottima capacità comunicativa ci stanno vendendo prodotti atti – questa è l’apparenza – a migliorare la vita dell’uomo grazie alla grande alleata: la tecnologia futuristica. Sul palco dell’avveniristico incontro, si sono quindi succeduti i guru delle principali aziende di commercio hi tech e non solo, per esporre le ultime strabilianti trovate. Nella seconda giornata dell’evento, Rohit Prasad il vicepresidente senior e responsabile scientifico di Alexa e Amazon, ha annunciato una nuova funzione legata all’assistente personale intelligente Alexa. Con fare accattivante e ottima padronanza della comunicazione corporeo-visiva – i padroni del discorso sono esperti in comunicazione efficace – Prasad ha prima incensato il progetto Alexa usato parole come rendere l’IA a servizio dei clienti, disponibilità ovunque, vi assiste quando avete bisogno e anticipa persino le vostre esigenze, ma si perde nello sfondo quando non ne avete bisogno, per poi rendere il tutto – agli occhi degli spettatori e degli acquirenti – essenziale affermando: «Alexa è un assistente personale, consulente e compagno ed è disponibile su ogni vostra apparecchiatura». Il vicepresidente ha usato anche il termine intuizione facendo presagire che l’IA percepirà i nostri pensieri-desideri senza aver bisogno che noi li esplicitiamo. Lo desiderano i nostri clienti… asserisce tra le fila del discorso con queste parole: «Crediamo che l’unico modo per soddisfare la domanda dei clienti, sia attraverso l’intelligenza generalizzabile o generale da non confondere con l’Uber intelligenza artificiale che conosce tutto ed è capace di qualsiasi cosa o con ciò che è colloquialmente noto come AGI. Invece per intelligenza generalizzabile, intendiamo che l’IA ha tre attributi chiave. Primo, l’IA generalizza il suo apprendimento in molte attività, proprio come facciamo noi esseri umani. In secondo luogo si adatta di continuo all’ambiente dell’utente. Terzo, impara anche nuovi concetti grazie all’auto-supervisione, o almeno ad un input esterno minimo proprio come facciamo noi umani. Nella nostra ricerca di intelligenza ambientale o generalizzabile, in ultimo aspiriamo a combinare il meglio dell’intelligenza umana con il meglio degli attributi simili a macchine. Sebbene noi umani siamo anche molto specializzati, abbiamo fissato un livello molto alto per la generalizzazione. Sebbene l’IA sia ancora molto lontana dal raggiungere tale generalizzazione di livello umano, il campo dell’apprendimento approfondito e l’uso di grandi modelli basati su trasformatori per generalizzare molto meglio di quanto non sia mai stato fatto (…) In Amazon, stiamo migliorando questi modelli basati su trasformatori in tre aree fondamentali: intelligenza multi-task, intelligenza multi- lingue, intelligenza multi-modale (…) Nel 2019 abbiamo portato su questo palco Alexa Conversations. Quest’anno abbiamo portato Alexa Conversations ad un nuovo livello, lanciando ciò che chiamiamo modalità di conversazione su Echo Show 10, un dispositivo che ha un motore e che fa muovere la fotocamera e lo schermo con voi. La modalità Conversazione elimina la necessità di pronunciare la parola-sveglia ogni volta. Per farlo, l’input audio-visivo è elaborato in locale sul dispositivo e combinato per determinare se il cliente sta parlando con Alexa o con qualcun altro nella stanza. Poi, il testo generato attraverso il riconoscimento vocale, viene elaborato nel cloud per generare la migliore risposta a ogni dialogo, rendendo la conversazione molto più naturale di prima. Oggi sono felice di condividere una nuova funzionalità, senza dover usare il telefono o il pc (…) Una delle caratteristiche chiave dell’intelligenza generale che oggi è meglio mostrata dagli esseri umani è la capacità di ragionare. Oggi Alexa mostra ragionamento quando elabora le richieste che si riferiscono ad un contesto di mondo condiviso (…) se Alexa nota che un cliente spegne la luce sempre alla stessa ora, lo memorizza e può elaborare una routine che può automatizzare tutto e far risparmiare tempo e fatica». Dopo questa esposizione, il vicepresidente senior responsabile scientifico di Alexa e Amazon, afferma che l’azienda ha mosso i primi passi verso un apprendimento più umano con Astro, il robot domestico, dichiarando che il dispositivo, come gli esseri viventi, può interagire completamente con l’ambiente e assistere i clienti più di quanto fanno i dispositivi statici affermando come «una delle caratteristiche di Astro che preferisco è che si muove in giro per casa proprio come i nostri animali domestici». Ricorderei a tal proposito che questa ultima frase detta sul palco da Rohit Prasad, apre scenari inquietanti che portano il peso di un bagaglio futuro già narrato da Philip Dick ne Il cacciatore di androidi o Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Nulla è un caso e la realtà si dipana e va letta al di là del velo illusorio che ci impongono e agguanta le coscienze. Nel famoso libro, poi divenuto successo cinematografico con l’ormai iconico titolo Blade Runner, si narra di una umanità scampata alla guerra nucleare e costretta ad abbandonare la terra per rifugiarsi nelle colonie extramondo. I pochi rimasti sul pianeta sognano di possedere un animale domestico vivente. Le varie compagnie producono copie robotiche incredibilmente realistiche. Lo stesso Deckard possiede una pecora robotica malfunzionante… Nel testo ci sono ben più rilevanti aspetti profetici ma la questione dell’animale vivente è presente e fortemente simbolica fino alla conclusione della storia. Sostituiranno prima loro, e poi termineranno per robotomizzare l’essere umano, potremmo ipotizzare. Prima di renderci completamente soli e tristi, ci priveranno anche dell’aspetto affettivo legato al rapporto uomo-animale. Connessione che si consolida dalla notte dei tempi. Ogni segno del presente va quindi attentamente analizzato come la recente e ridicola notizia del documentato primo caso di trasmissione da gatto a uomo del virus SarsCoV2. Notizia ridicola?

Il diavolo si nasconde nei dettagli e questi comunicati giornalistici non vanno trascurati poiché sono rivelatori del futuro progetto di disumanizzazione che hanno in agenda. I segni sono evidenti ed i guru del progetto transumano, ben in vista sul palco luccicante dell’Amazon re:MARS 2022 , indorano la pillola velenosa offrendola rivestita di comodità, evoluzione, facilitazione del vivere quotidiano. Lupi travestiti da agnelli. Quest’anno sono andati oltre l’immaginabile. A facilitargli il compito, guarda il caso, la presunta pandemia globale. Ecco che Rohit Prasad, dopo le ultime parole entusiaste sul robot Astro, cambia tono vocale – tecnica raffinatissima di comunicazione ipnotico-efficace – ed inizia ad elogiare il rapporto di familiarità che si istaura con Alexa – un vero e proprio rapporto di amicizia – enunciando come gli attributi umani di empatia e affetto siano fondamentali per creare fiducia con il dispositivo. «Questi attributi sono diventati ancor più importanti in questi tempi di pandemia in cui molti di noi hanno perso qualcuno di amato. Anche se l’IA non può eliminare il dolore di una perdita, può sicuramente far durare i ricordi». Manipolazione raffinata che gioca toccando corde emotive. Chi non è in allerta rischia di cadere nel suono artefatto di queste parole che inevitabilmente aprono porte dolenti. Il mondo che ci presentano, proponendolo come un regalo inevitabile che ci donano, condiziona la vita e si impossessa della morte. Ed ecco che sul palco dell’Amazon re:MARS 2022 appare un video. Un bambino chiede alla nonna defunta di continuare a raccontargli la storia del Mago di Oz. Sdraiato sul letto, il giovane, con libro in mano, ascolterà sorridente. Prasad, terminato il filmato annuncia il lavoro fatto grazie al campionamento vocale, non alla generazione vocale. Grazie a questo ulteriore lavoro pensato per migliorare la vita dei clienti, potremmo e possiamo ascoltare la voce dei nostri cari defunti, attraverso il dispositivo Alexa. Il mondo transumano avanza, spazzando via i cardini del vivere umano, rendendo ogni aspetto della vita privo di vere emozioni come quella trasformativa del dolore per la perdita di una persona amata. Si credono Dio e cadranno, verrebbe da dire. Pensano di manipolare la natura – il naturale corso delle cose – e ne saranno inghiottiti. L’ultima frase dello scienziato, dinnanzi ad un pubblico entusiasta, complice della deriva transumana come chiunque per distrazione o comodità cede a queste idiote apparecchiature intelligenti, è un avvertimento: «Viviamo senza dubbio nell’epoca d’oro dell’IA, dove i nostri sogni e la fantascienza diventano realtà. Sono ottimista sul fatto che l’intelligenza ambientale resa possibile dai progressi dell’IA generalizzabile arricchirà la vita quotidiana di tutti, ovunque»

Solitudine, alienazione, annichilimento corporeo, confusione tra realtà e finzione, dissonanze cognitive… questo il sottotitolo del messaggio di Prasad. Stiamo approdando in un Luna Park da cui non si potrà più uscire. Stiamo entrando nel labirinto degli specchi dove ogni immagine della realtà viene alterata. Una distorsione che ci invita tutti ad una ribellione resistente e non resiliente.

Valentina Ferranti

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Valentina Ferranti

Antropologa, saggista, insegnante, vive e lavora a Roma. Si occupa di mitologia e simboli legati alle antiche civiltà, religioni. Collabora con diverse riviste tra cui fenix, IdeAzione, il Pensiero Forte, Wall Street International Magazine, Oz Orizzonte Zero.

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