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La notte dei lunghi coltelli… spuntati

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Così anche queste elezioni se ne sono andate. La maggior parte di noi non ricorda neanche più se ha votato e cosa ha votato. Ci sono questioni più incombenti come il caro bollette, l’aumento del pane, la Champions League, Putin e così via. D’altra parte la vita… va avanti.

Io invece non ho scordato in special modo i personaggi degli schieramenti “antisistema”, che hanno cercato di scardinare il sistema, facendosi eleggere nel sistema, con i metodi del sistema ma i voti dell’antisistema, per poi combattere all’interno del sistema, lo stesso sistema che li avrebbe legittimati con un voto voluto dal sistema ma espresso dall’antisistema e quindi diretto a sostenere l’antisistema. Insomma un rebus complicatissimo che non sono riuscito a decifrare. D’altra parte ho una mente semplice e ci sono logiche che ancora oggi, malgrado gli anni, mi restano oscure.

In ogni caso, dopo la sconfitta elettorale del fronte antisistema contro il sistema che si è nel frattempo rieletto da solo fregandosene dell’antisistema, la cosa che ho trovato interessante, e che vale la pena analizzare, sono le reazioni dei personaggi antisistema, che si sono presentati per combattere il sistema. Non abbiatene a male, ma se ti presenti come mio rappresentante in parlamento e chiedi la mia legittimazione con un voto, mi aspetto, essendo tu dalla mia parte o comunque vicino ai miei principi, una qualche autocritica o una qualche mossa di chiarimento sul perché e percome sei rimasto al palo. Facile direte voi. Tu stai dietro una scrivania a criticare, loro ci mettono la faccia. Vero, chiedo venia, ma se hai la pretesa di entrare in parlamento e mi chiedi il voto, si presume che tu voglia cambiare, rivoluzionare, contrastare e/o fermare, una certa politica, un certo malaffare, un certo modo di “governare” il paese con quel mio voto. Quindi se ti voto, se credo in te e se poi al parlamento manco ti fanno avvicinare, a me elettore “perdente” piacerebbe avere qualche spiegazione.

Gli errori si commettono siamo umani e fallaci. Per esempio, senza andare nel personale intimo, io non rifarei più le corse in moto MI/VE con gli amici, per vedere chi arriva prima. O più semplicemente, non investirei quei quattro soldi che avevo nella borsa Argentina perdendoli tutti. Quindi, come dicevano i beneamati latini: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Comunque tra tutte le reazioni dei candidati antisistema “trombati”, ce ne sono due che mi hanno molto sorpreso. La prima è di Giorgio Bianchi: “Sono felice di averci provato e, come sempre, di averci messo la faccia .. Rifarei tutto, esattamente nel modo in cui l’ho fatto”. La seconda di Luca Teodori: “.. purtroppo oggi VITA non è un esempio di una politica a servizio della concreta realizzazione del bene comune e Sara Cunial non si è dimostrata all’altezza, non è stata la leader che tutti aspettavamo”.

Ora, premetto che stimo sia Bianchi che Teodori, e che li ho visti portare avanti battaglie difficili, complicate anche a rischio della propria persona. Ma proprio perché ho sempre pensato fossero “meglio” di molti altri, da loro mi sarei aspettato una reazione diversa.

Caro Giorgio Bianchi, sono felice che tu sia felice di averci provato. Noi in fondo siamo un po’ meno felici. Intanto hai perso e abbiamo perso insieme, perché a ragion veduta sono stati fatti molti errori di conduzione e comunicazione, da coloro che hanno proposto il progetto politico. Cioè da te e gli altri della coalizione. Ora, se tu ci riprovassi con le stesse modalità, perderesti di nuovo. Questo mi sembra chiaro e non credo neanche di dovertelo spiegare. Da un leader, oppure da uno che aspira ad entrare in parlamento e misurarsi con la politica quella vera, giusta o sbagliata che sia, mi aspetto sia in grado di riconoscere gli errori (li facciamo tutti), correggerli e cambiare i propri piani in modo da non ripeterli. Prendere una percentuale dell’1,24% cioè all’incirca 350 mila voti, vuol dire aver fallito. Magari è sfuggito sia a te che ai tuoi compagni di viaggio. Personalmente mi aspetto da elettore che crede nel tuo progetto, un cambiamento di rotta, un cambiamento di modi e metodi di proporre il progetto politico. Se c’è una cosa che da sempre mi da molto fastidio, è il non ammettere mai di aver fallito. La responsabilità di chiedere il voto a delle persone è enorme. Questo dovrebbe esservi chiaro. Chiaro però dovrebbe anche essere poi, ammettere gli errori, correggerli e, se proprio ci tenete a combattere il sistema stando nel sistema con metodi antisistema chiedendo voti per un soggetto politico antisistema che però si presenta e candida nel sistema… (sono senza fiato…) riproporre un percorso diverso per non gettare al vento quello che avete seminato.

Caro Luca Teodori mi sono molto stupito nel leggere che: “..oggi VITA non è un esempio di una politica a servizio della concreta realizzazione del bene comune”. Se prima lo era e “oggi” non lo è più, vuol dire che anche tu ci hai messo del tuo. Oppure se invece non lo era neanche prima, per quale motivo ti sei candidato con loro? La povera Cunial che sbraita e urla in un parlamento semideserto, avrebbe già dovuto mettere tutti sull’allerta. Tanto clamore per nulla. Ora scaricare tutto su di lei, mi sembra un atto poco gentile. Che Sara Cunial non fosse un “politico di razza” lo sapevamo tutti, e da qui a darle l’imprimatur di leader di una coalizione è stato francamente un passo azzardato. Insomma caro Teodori, anche qui bisognerebbe fare una bella riflessione e pensare che se vuoi essere antisistema, non puoi confrontarti con il sistema, perché le regole del sistema non sono quelle dell’antisistema e di conseguenza, se pretendi di portare la tua voce antisistema nel sistema, a parte già il paradosso iniziale, il rischio è di restare fuori dal sistema (mi è venuto mal di testa..).

Per tornare a tutte le coalizioni antisistema, bisogna dire che nessuna di queste, ha preso in analisi seriamente l’astensionismo. Non lo hanno fatto neanche i partiti del “sistema”, che gongolano cambiando le poltrone, ma non gli armadietti nei quali da anni, sono riposti i loro beni personali.

Della Corte Pierangelo, un “comunista” della Sez. G.Vittorio di Noci ha detto:” Proprio la vittoria del partito degli astenuti dovrebbe far suscitare quantomeno perplessità nei maggiori partiti dell’arco parlamentare, ma questi sembrano essere ormai totalmente estranei dai fatti oggettivi del reale e rinchiusi in una narrativa che ormai mostra le sue crepe. Sì, perché l’astensionismo non è la voce del qualunquismo, ma è la voce del dissenso, di chi ormai ha compreso il lugubre teatrino dei partiti che si azzuffano sui diritti civili, ma che in politica estera e politica economica, i due elementi che realmente caratterizzano gli orizzonti politici, sono totalmente speculari.”

Direi che un’analisi migliore e più chiara non si poteva fare.

Giacché siamo antisistema, mi sarebbe piaciuto sentire dagli attori dell’antisistema, una disamina, un confronto, una discussione sul fatto che l’astensionismo, sia salito circa al 36%. Vuol dire che sugli aventi voto, oltre 16,5 milioni di italiani non si è presentato ai seggi. Nel 1946 anno delle prime elezioni politiche del nostro paese, l’astensionismo è stato del 10,9%. Insomma una bella corsa verso l’alto. Se teniamo per buoni i dati dell’ISS pubblicati poche settimane fa, che attestavano la quota dei “non vaccinati” intorno ai 15 milioni di italiani, c’è da dire che se da Bianchi a Teodori, da Toscano a Rizzo ci si fosse uniti e si fosse riusciti a parlare, spiegare e far sentire partecipe questa enorme folla di persone incazzate, vituperate, umiliate e bastonate dal sistema, forse, dico forse, si sarebbe ottenuto un risultato migliore.

O forse questa enorme folla di persone, ha deciso di non entrare nel sistema da antisistema. Ha scelto di non far parte del sistema per scardinarlo dall’interno con forze antisistema. Forse questi 15 milioni di italiani, non vogliono più stare nel sistema, non si sentono antisistema e non sono attratti da programmi pro Europa o Contro Europa. Forse sono solo 15 milioni di persone, che hanno capito che questo mondo non funziona più così, non funziona più con questo tipo di sistema, con questo parlamento, con questa logica capitalistica. Non è più funzionale alle loro aspettative, al loro modo di vita alla loro idea di futuro. Forse non sono più disposti a prestare il fianco a questo “lugubre teatrino dei partiti” come non hanno prestato il fianco alla falsa narrazione pandemica e al falso virus. Forse sono solo 15 milioni di italiani, umani, padri, madri, ragazzi, anziani, uomini e donne, che hanno scelto di lasciarvi tutti nel vostro brodo, a continuare a credere alle vostre ideologie, ai vostri criteri politici, alle vostre logiche narrative, alla vostra cultura alla vostra visione di futuro. Perché la sola idea di stare nel “sistema” combattendolo da “antisistema”, è un po’ come farsi il “tampone” e sperare di risultare positivi, per poi fregare il “sistema” scaricando il green pass, non sapendo che così stai alimentando il “sistema” e non facendo una battaglia “antisistema”.

Non abbiatene a male ma forse, ci sono 15 milioni di persone che non vi stanno neanche guardando, che non sono interessati a voi, ai vostri movimenti alle vostre parole, e vi lasciano consumare da soli questa “notte dei lunghi coltelli..spuntati”

Bruno Marro

http://brunomarro.it/

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Bruno Marro nasce il 5 Marzo, 1956 a Torino. Musicista - Compositore - Scrittore. Nella sua carriera come compositore, ha scritto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni televisive (Rai - La7 - LaEffe - RepubblicaTv). Negli anni ha collaborato con molti registi e artisti, organizzato corsi di cinema di animazione e fatto regia teatrale.