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LE FARSE ALL’11 SETTEMBRE 1920 e 2001: QUESTO E’ PER VOI, NICK AND BART

Oggi,  16 settembre 2021, voglio sfidare a viso aperto tutti i benpensanti sull’11 settembre, cioè quelli che senza aprire un libro di storia o filosofia politica, ma semplicemente guardando le fanfaluche in TV, disprezzano chiunque sollevi dubbi sulla reale genesi e l’effettivo svolgimento dell’attentato del 11 settembre 2001 nei termini raccontati ufficialmente.  Tutti loro, perbenisti e benpensanti abituati a recepire la realtà appiccicando le etichette del disdicevole pensiero, come ad esempio ‘complottista’ o ‘No Vax’, non sanno che oggi  ricorre l’anniversario della prima strage di Wall Street, cioè di un modello di farsa politica, mediatica e storica, intriso di sangue e menzogne. Esso fu scatenato tra l’11 e il 16 settembre del 1920, creando un clamore mediatico antitaliano in America, culminato in uno spargimento di sangue intestato a degli italiani, le vittime sacrificali di una sperimentazione politica decisa dai palazzi dell’alta finanza e poi attuata in Italia realizzando il Fascismo. 
E’ mio convincimento,  dimostrabile con una constatazione logica  di per sé stessa evidente, che questo accadimento sia concettualmente equipollente a quello ribadito 81 anni dopo, sempre a New York,  con l’abbattimento delle Torri Gemelle, cioè il secondo grande attentato a New York, la capitale della finanza mondiale. 
Per capire il senso della strage del 16 settembre 1920, bisogna considerare come essa si poggi su una delle pagine più oscure, ma allo stesso tempo più luminose dell’Umanità, cioè l’incredibile storia di Sacco e Vanzetti. Si tratta di una vicenda molto poco conosciuta che coinvolge due martiri definiti dai giornali del periodo ‘anarchici’,  ‘darkness’ e tanti altri epiteti degradanti tutti noi italiani. La cantante Joan Baez e il musicista  Ennio Morricone,  a 50 anni dalla  condanna di Sacco e Vanzetti, portarono un omaggio molto commovente con la canzone “Here’s to you, Nick and Bart” (Questo è per voi, Nick e Bart), e ad ulteriori 50 anni dalla loro ingiustissima morte sulla sedia elettrica avvenuta nel 1927,  il governatore del Massachussets Dukakis, riconobbe pubblicamente la schifezza violenta del potere apolide internazionale, che magari gli sciocchi benpensanti di oggi chiamerebbero un errore giudiziario. 
Nick era Nicola Sacco, foggiano arrivato in America nel 1908 insieme a Bart, cioè Bartolomeo Vanzetti, un cuneese che Nick aveva conosciuto nella battaglia politica per non partecipare alla Prima Guerra Mondiale. Nick era un calzolaio con la pelle più scura rispetto a quella degli americani di origine britannica o tedesca, e come tanti italiani veniva disprezzato con l’epiteto “darkness” (presenza oscura), così come Bart, che era un possidente ma faceva il pescivendolo in giro per New York, con il suo carretto di allegria, buon umore e slancio umanistico tipicamente italiano. Parliamo, quindi,  di due uomini apparentemente comuni ma stretti in un abbraccio ideale di tutti gli italiani compresi tra il Piemonte, la più estrema delle regioni a nord ovest, e la Puglia, la più estrema delle regione a sud est della Nostra Italia. Tuttavia contro questi due idealisti che sognavano la fine delle prevaricazioni dell’uomo su di un altro uomo, si abbatterono le miserie delle confezioni mediatiche che invertendo il senso della realtà, come il giornalismo professionista sa fare,  infamarono i due malcapitati uomini. Si trattava di due immigrati italiani brutti, sporchi e cattivi,  definiti “anarchici”, cioè l’etichetta deplorevole in voga in quel periodo, per volontà dei potenti, riservata a tutti gli uomini che minavano la stabilità insediata al vertice della piramide sociale. Un anarchico in Italia venti anni prima aveva ucciso il Re per vendicare l’efferato massacro di Milano eseguito da Bava Beccaris, di cui il nostalgico trombone televisivo Giuliano Cazzola, ci ha ricordato in TV agognandolo per mettere fine alle pericolose mamme “No Vax” o alle oscure pretese di pensionati  “No Green Pass” non ancora sterminati in una RSA grazie a qualche “sfortuna” circostanza pandemica. Ma Nick e Bart chissà se erano effettivamente anarchici, comunque per certo non erano violenti. Pensate infatti che avevano disertato la chiamata in Guerra perché contrari ad uccidere altri esseri umani. Bart, in particolare, non aveva mai impugnato un’arma in vita sua, e se ne vantava da sempre, così come di andare a vendere il pesce,  pur venendo da una agiatissima famiglia piemontese. Perchè questi due uomini avrebbero deciso di andare in America ad ammazzare un contabile e un guardiano di proprio pugno, e chi aveva interesse ad incastrarli? Nick e Bart furono condannati l’11 settembre del 1920 per due omicidi che non avevano commesso. Le vittime di Sacco e Vanzetti, secondo i media di quel periodo,  furono trucidati per sottrarre loro una borsa con 16 mila dollari, capitali di cui Vanzetti disponeva. Stando alle narrazione ufficiali, a compiere il vile atto sarebbero stati questi due italiani per racimolare soldi a fini politici, e quando fu fatto osservare che il Vanzetti era un obiettore di coscienza, con decine di prove che lo stagliavano del tutto estraneo ai fatti, essendo in altra città il giorno della rapina-omicidio, le osservazioni di provincia americana o provenienti dalla stampa italiana, furono liquidate come ‘Fake News’. La posizione dei nostri due connazionali si aggravò irrimediabilmente 5 giorni dopo la loro condanna, quando la truculenta strage di Wall Street, cioè la versione anni 20 dell’attentato alle Torri Gemelle, secondo indagini condotte in maniera lampo, fu attribuita proprio da italiani collegati a Sacco e Vanzetti dalla etichetta ‘italiani’, ‘anarchici’ e ‘darkness’. Si trattò di uno dei primi casi di correlazione immediata, mentre il fatto che Vanzetti fosse altrove il giorno della rapina, e non sapesse guidare un’auto come aveva asserito chi lo aveva accusato, fu uno dei primi casi di mancata correlazione con l’innocenza di per sé palese.  Ma facciamo un salto ai giorni nostri, per capire cosa sta accadendo e perché questi eventi siano di così pregnante attualità.

Il primo effetto geopolitico dell’attentato alle Torri gemelle nel 2001 innestato da Bush con la guerra in Afghanistan, si è dissolto sotto lo schiaffo rifilato dall’Esercito Americano a Joe Biden, abbandonato a Kabul come fosse uno sfortunato profugo di una guerra immaginaria. Come se non bastasse, il Presidente americano la scorsa settimana ha ordinato la desecretazione del rapporto FBI sui presupposti della strage del 11 settembre 2001. Non sappiamo quanto questa decisione sia stata presa effettivamente da Biden, che appare sempre più come un uomo di paglia, ma la cosa singolare é che questa specie di presidente, potrebbe essere anche molto funzionale a scopi del tutto opposti rispetto a quelli per i quali sembrava concepito in origine. Biden o Trump che sia, non deve sfuggire la portata rivoluzionaria di quanto sta accadendo. Un’indagine sull’11 settembre 2001 espone gli scheletri negli armadi di certi burattini collegati al Mondo dei petrolieri Rockfeller in Arabia Saudita, cioè  George Bush, Hillary Clinton e Barack Obama, e se ciò si deve attribuire proprio a Biden, non possiamo non pensare ad una rivoluzione che sta cambiando tutte le carte sul tavolo e le regole del gioco. A prescindere da quelle che sono le reali intenzioni di Biden quando è effettivamente sveglio, l’uomo su cui le élite di Davos, il Mainstream e  e i Social Media avevano riposto speranze superiori a quelle di Obama, così come promettevano i voti che Biden avrebbe preso, questo bizzarro personaggio si muove senza capire dove sta andando, come l’orbo Mr. Magoo dei fumetti anni 70. Biden sta trasformando il sogno dello Yes We can, in un incubo AMERICA FIRST AGAIN ! Colui che sarebbe dovuto essere il castigatore di Trump,  sta tirando la volata al ritorno del 45° Presidente forse addirittura sin da quest’anno.  Biden, dopo aver pasticciato a Kabul da par suo, ha consegnato tutti vertici del Pentagono all’ala trumpiana repubblicana silurando nei fatti pure il generale iconico del NWO, Mark Milley, sotto una bufera di accuse e chiaramente destinato alla Corte Marziale. Ma vi è di più: Biden ha aperto il Vaso di Pandora dell’11 settembre  con il risultato di mettere nei guai tutto il Nuovo Ordine Mondiale oltre che il suo partito, del quale sembra aspirare a poterne esserne lo storico inesorabile becchino.

Sembra sempre più evidente che il progetto Great Reset e più in generale il Nuovo Ordine Mondiale, usciranno massacrati dal prossimo G20 di Roma previsto alla fine di ottobre. Biden probabilmente sarà al tavolo  sotto la presidenza Draghi, e quantunque il nostro Presidente del Consiglio stia torchiando gli italiani con un trattamento da dittatura sanitaria che possa far sembrare accogliente il contesto alle élite di Davos, questa élite appare destinata ad un’epocale disfatta. Biden in l’Afghanistan ha dato prova a tutto il Mondo della presidenza ombra di Trump e quindi che dietro di sé al tavolo G20 non avrà il Pentagono. Certo, Biden ha un esercito di giornalisti e di fact checker di Facebook e Twitter alle spalle, ma non si possano fronteggiare ‘uccelli’ come Erdogan in Medioriente o peggio ancora Putin in Ucraina, senza il peso delle Forza Armate, e di questo veleno lasciato sulla poltrona della Casa Bianca chissà da chi,  iniziano a rendersene conto anche quelli che gongolavano mentre la censura di Facebook e Twitter impazzava. Quale leader europeo al prossimo G20 si metterebbe in asse contro Putin e il blocco di paesi anti NWO,  per affidarsi a Mr. Magoo,  Joe Biden, quando potrebbe spuntare Trump come il fungo di un’esplosione atomica? Putin è seduto sulla riva del fiume aspettando il cadavere di quel Nuovo Ordine Mondiale che avrebbe voluto siluralo tanto tempo fa, scatenandogli Hillary, Obama, e tutta l’UE contro, senza però abbatterlo, e come sappiamo quello che alla fine non uccide rende molto più forte.  Biden non é solo il personaggio della disfatta Dem, ma soprattutto quello della imminente disfatta della congrega di intelligenze luciferine di Davos, la quale aveva fatto truccare le elezioni USA anche agendo dall’Estero,  convinta di poter scatenare una guerra civile in America intestando violenza, lacrime e sangue a Trump. Ma Trump non si è comportato da Presidente USA tradizionale, ed ha lottato come un leone con un unico dogma: nessuna violenza, nessuna guerra, nessuna assist per scatenare guerre civili e distruggere la Democrazia. Trump è risultato ufficialmente sconfitto dalle elezioni truccate, con tutti i suoi supporter mortificati, e sembra la storia di Sacco e Vanzetti, cioè dei condannati a morte, ma c’è un enorme colpo di scena all’orizzonte. Nulla è come sembra, ed è vero l’esatto contrario. Oggi quelli di Davos sono accerchiati e rinchiusi nel bunker (per la prima volta non si sono visti quest’anno), un po’ come Hitler che mandava i sedicenni contro l’Armata di Stalin. E’ in atto un’azione globale senza armi ma molto più incisiva, scatenatasi grazie alla finta dell’abbandono di Trump della Casa Bianca. Sofisticata e non immediatamente comprensibile la strategia di Trump e Putin, i quali hanno controllato gli step del Great Reset, vanificando i disegni concretamente perseguiti e cercando di contenere le nocive inoculazioni dei sieri genici, in realtà veleno finalizzato al controllo, anche in remoto e digitalizzato, degli esseri umani. Ma la fretta di vaccinare tutti e di sbarazzarsi di Trump, che ha incalzato la Pfizer e ha portato ai vaccini  nel contesto sperimentale, ha fatto fare alla gatta di Davos i gattini ciechi. In America l’opinione pubblica si sta girando sempre più contro i DEM, mentre la Germania si è sfilata prendendo a modello Badoglio 1943. Certo, in Italia e Francia il Deep State agisce a muso duro, ma è troppo duro e frettoloso, e senza quel felpato  ‘tocco magico’ silente, necessario alla realizzazione di un occulto governo, la disfatta del Great Reset sarà comunque inesorabile. 

Il potere delle élite di Davos è la cosa importante di questa  fase storica. Questa élite è costituita dai  banchieri della mafia Khazara (altrimenti detti sionisti), dai vertici dei Gesuiti (adulatori di Bafometto) e dall’Aristocrazia Nera (massoneria aristocratica), e da oltre un secolo ha operato delle trasformazioni della realtà controllando la narrazione, al fine di tenere tutti gli esseri umani in una caverna di schiavitù in senso filosofico neoplatonico,  condizione necessaria ad un unico Governo del Mondo. Un grande impulso ai loro disegni si rintraccia proprio nei fatti storici di 100 anni fa iniziati con le angherie perpetrate a Sacco e Vanzetti.
Oggi, 16 settembre, ricorrono i 101 anni di una giornata molto significativa nel senso di creare le falsi narrazioni, e la riflessione storica su questi fatti ci spiega i modi attraverso i quali queste élite,  profondamente avversarie dell’Umanesimo e degli umanisti, hanno operato con schemi logico strategici  tutto sommato stupidi, una volta che si sono compresi. Dovete sapere che 5 giorni prima del 16 settembre,  l’11/9 del 1920, Sacco e Vanzetti furono condannati a morte,  e questo evento fu il piccolo pezzettino iniziale di una strategia della comunicazione di massa in un Mondo dominato dalla violenza esercitata dall’alto tra mille inganni, per il fine di condurre l’Umanità al susseguirsi di 25 anni di step degradanti, come le dittature, le stragi politiche, la crisi economica del 1929, la II° guerra mondiale, gli stermini di massa e altri tipi di stragi dei valori umanistici di cui erano intrisi Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Ma facciamo un salto di circa 100 anni fa e caliamoci alla fine della Bella Epoca.

Nel 1920 la FED era nata da poco meno di 8 anni ed era presieduta da William Harding, un banchiere controllato dai Rothschild dominatori della finanza in tutto il Mondo, tranne forse che nella sola Russia, la quale non potendo essere dominata fu impoverita dall’avvento di una dittatura comunista isolazionista iniziata a metà della Grande Guerra. Harding era stato amministratore della War Finance Corporation, cioè una società governativa degli Stati Uniti creata per dare sostegno finanziario alle industrie impegnate nella più insulsa delle guerre volute dai Rothschild per infilare meglio le mani sul collo dei popoli degli imperi Austro Ungarico ed Ottomano, imperi spacchettati alla conferenza di Pace di Parigi nel 1919, mentre l’Italia guadagnava la mortificante Vittoria Mutilata. Giova ricordare che in questo periodo eravamo alla drammatica  fine della Bella Epoque (1870-1914), cioè degli anni di liberalismo e avanzamento sociale delle masse in senso economico e culturale, non molto apprezzati dalle élite aristocratiche (meglio definite reazionarie rispetto ai tre ideali della Rivoluzione Francese), cioè 44 anni chiamati dagli economisti la 1° Globalizzazione. Il Mondo alla fine di questa Prima Globalizzazione si trovava in una situazione analoga a quella nostra attuale (fine della Seconda Globalizzazione), cioè ad un crocevia di scelte su come  introdurre moltissime tecnologie dirompenti nel concreto della vita degli esseri umani. Senza far scoppiare la Prima Guerra Mondiale, scatenare l’Influenza Spagnola, far scoppiare la Crisi del 29 etc. cioè senza minare la pace internazionale e dividere gli uomini tra loro, attraverso ideologie sanguinarie e crisi macroeconomiche scatenate scientemente, in Occidente si sarebbe continuato con incremento di prosperità,  benessere ma anche di Libertà e aspirazioni democratiche da parte di masse scolarizzate crescenti di numero, a livelli evidentemente inaccettabili per queste élite. Cento anni fa, evidentemente,  sussistevano le stesse ansie di perdita del controllo dell’Umanità da parte delle élite massonico aristocratiche che vogliono vaccinazioni di massa oggi, le quali illo tempore, constatando una piramide demografica espansiva, cioè con grandi masse di giovani (e non di anziani come invece è adesso) individuavano l’emergere di un serio pericolo per tutti loro introducendo tecnologie introdotte non a caso, soltanto dopo la 2° Guerra Mondiale, e la loro momentanea battuta d’arresto conseguita con la fine di Adolf Hitler.  Il pericolo ravvisato da queste élite scaturiva dal fatto che grandi masse di giovani, anche capaci di leggere e scrivere, potessero  generare  rivendicazioni popolari assolutamente non gradite ai vertice di modelli di Società nostalgici addirittura delle dinamiche sociali feudali, e in questo preciso senso uomini di modeste condizioni ma grande spirito, come Sacco e Vanzetti, non essendo casi isolati in quel periodo, incutevano timore nella considerazione che anche un Re italiano, colpevole di aver ordinato un piccolo massacro di poco meno di cento lavoratori a Milano, potesse essere tolto dal Mondo due anni dopo e per la sola volontà di un singolo italiano capace di cogliere l’Attimo Fuggente. Perciò alla fine della 1° Globalizzazione fu scatenata la Prima Guerra Mondiale, il cui svolgersi in trincea, non soddisfò i suoi artefici dato l’esiguo numero di morti dovuti alla statica modalità di guerra. Il conflitto fu presto supportato dall’avvento ‘provvidenziale’ di una pandemia di Influenza Spagnola, un virus creato dall’Istituto Rockfeller e diffuso nel Mondo da ignari soldati dell’Esercito americano. Al contrario dei nostri tempi, la Spagnola non fu raccontata dai Media (si chiama così perché se ne parlò in Spagna poiché gli iberici non parteciparono alla Grande Guerra avevano la stampa un po’ libera). Le vittime della combinazione guerra-influenza pandemica, furono persone giovani e non anziane, e queste due ‘piaghe’ insieme sortirono il buon risultato di 65 milioni di morti e alcuni svariati milioni di giovani seriamente mutilati, nonché la necessaria retrocessione delle generali condizioni economiche rispetto alla Bella Epoque, per il fine di imprimere un bel arresto al progresso materiale e spirituale delle masse.

Tuttavia queste due piaghe summenzionate non bastarono a rasserenare queste élite esigenti, e furono necessarie altre tecniche di controllo delle narrazioni geopolitiche, proprio usando i media, la finanza e lo spargimento di sangue, allo scopo di creare l’humus necessario al divenire di forme di governo centralizzate e tiranniche, molto gradite alle élite reazionarie, cioè le dittature del 900.  Si iniziò con una dittatura etichettata di sinistra per pregiudicare economicamente un luogo impervio sia ai Rothschild sia ai gesuiti. Essa fu causata nel 1917 finanziando Lenin contro lo Zar, e se ci fate caso,  si parla tuttora bene di Lenin in Occidente a differenza di Stalin,  che invece andò ad accerchiare Hitler nel bunker. Quanto affermo è riscontrabile dalle prove di due colossali bonifici partiti da due banche di mafia ‘khazara’, una americana e una tedesca,  come rivelano i faldoni dei Servizi Segreti desecretati a Londra, la città dove fu peraltro organizzata la Prima Internazionale Comunista per strumentalizzare le idee di Marx contro il Popolo eccitabile. La Russia nel 1917 era interamente agricola, quindi come pensate che possa essere stata possibile una rivoluzione di dialettica di classe marxista, senza operai e capitalismo? Quello che è accaduto è che élite reazionarie (il termine ‘reazionario’ sta per reazione ai tre ideali della Rivoluzione Francese) intesero cancellare il governo dello Zar la cui polizia aveva avversato il sionismo,  e la cui nobiltà intrisa di cristianesimo sino al midollo, aveva perseguitato i gesuiti nei palazzi di potere di tutte le Russie. A Mosca dal 1917 fu creato una sorta di spauracchio per i ceti medi occidentali, grazie al quale si continuò a cascata creando una serie di dittature di destra, iniziando dal laboratorio Italia con Mussolini, poi con Hitler in Germania, Franco in Spagna, Salazar in Portogallo, Vichy in Francia, Vargas in Brasile, Peron in Argentina etc… Questa ‘musica’ iniziò pian piano a suonare  dopo i fatti di sangue nei palazzi della finanza americana all’ombra del sacrificio sull’altare mediatico di due uomini italiani, Nick e Bart, che  qui mi accingo a raccontarvi. Il massacro di Wall Street del 16 settembre 1920, ha dato via ad un alveo di realtà in parallelo a quello dei tempi attuali dopo l’11 settembre 2001.


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Sacco e Vanzetti furono definiti con l’etichetta di ‘anarchici’ senza che nessuno dei due fosse mai stato un lettore di teorie ideologiche in tal specifico senso, anche se alcune fonti dell’epoca riferiscono che Vanzetti era conoscitore delle teorie di Marx, quindi non proprio un anarchico.  Le autorità newyorchesi stabilirono l’attentato del 16 settembre come realizzato da Mario Buda grazie ai proventi della rapina, con duplice omicidio, commesso da Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, e definirono l’accaduto  “an act of war” (un atto di guerra). Dal giorno dopo a New York le autorità armate organizzarono la più grande caccia all’uomo prima di quella tributata a Bin Laden, per acchiappare il pericoloso terrorista Mario Buda, amico degli assassini Sacco e Vanzetti già condannati a morte nel più sereno godimento popolare fomentato dai giornali. Particolare curioso è che Bin Laden non fu mai trovato, quantunque si dica che sia morto perché Obama ci ha fatto vedere delle macchie di sangue su di una parete ad Abbottabad e noi dovremmo fidarci, mentre invece Mario Buda spuntò fuori in Italia all’OVRA, la polizia fascista, il che ci porta oggi a sgranare gli occhi e a non capire il senso di quanto accadde 100 anni fa. Tutto avrebbe senso accettando l’idea che svela come quanto propinato dall’Alto come verità ufficiale, sia grandemente falso. Se la verità ufficiale avesse fondamento e senso, perché  Buda, che era un anarchico di sinistra, spuntò fuori sotto l’ala del Fascismo ai vertici della polizia concepita da un’ideologia di destra incentrata sulla centralità dello Stato?  Sappiamo che fu proprio un membro dell’Alta finanza newyorchese socio dei Morgan, cioè David Rockfeller,  a suggerire al Re italiano Vittorio Emanuele III° di dare l’incarico al Duce dopo la marcia su Roma!  Chi protesse Buda dalla caccia all’uomo, dandogli una posizione di potere sotto il Fascismo, visto che è un anarchico per i giornali e per i libri di storia, e avrebbe dilaniato Wall Street?  Forse chi ha effettivamente messo la bomba del 1920 a casa sua, cioè la stessa  Wall Street! 

Le coincidenze con l’attentato dell’11 settembre all’World Trade Center,  e i complottismi spacciati per fake news oggi, sono impressionanti. Mi soffermo solo su una perché è davvero clamorosa. Ci hanno raccontato che i piloti d’aereo lanciatisi contro le Torri Gemelle, si erano addestrati in America in una scuola vola controllata dal terrorista turco Fetullah Gulen, ma se poco più di 10 anni dall’11 settembre 2001 veniamo a sapere che Fetullah Gulen stava aizzando un colpo di stato in Turchia contro Erdogan, essendo forte dell’appoggio di Hillary e Obama,  che senso ha tutto quello che sarebbe ufficialmente successo in forma intestata a Bin Laden con l’aiuto di Gulen? Il parallelo 1920-2001 e i tanti assurdi che giungono alla fine dei fatti di Kabul dell’agosto appena trascorso, ci inducono alla constatazione logica che tutte le narrazioni su entrambi gli attentati a Wall Street a distanza di 80 anni l’uno dall’altro, sono false.  Pensate alle due susseguenti caccia all’uomo, che evidentemente non sono mai stati cacciati, così come tutte le guerre di Bush e Obama, con le fialette delle armi di Saddam mostrate da Powell alla CNN, o l’assassinio dell’ambasciatore americano in Libia ordinato da Hillary Clinton come Assange ha fatto vedere, per non parlare della crisi economica globale scatenata a tavolino tra il 2007-08 e via discorrendo, rendono drammaticamente parallela le due realtà, con la seconda a noi vicina, che appare un remake ammodernato della prima. Fate attenzione al seguito.
Le Torri Gemelle ospitarono il loro più noto inquilino non appena David Rockfeller Junior (nipote di quel David che disse al Re italiano di dare l’incarico a Mussolini)  le costruì, e  dalla fine degli anni ’70 la banca Morgan & Stanley si insediò al World Trade Center, occupando ben 15 piani della Torre n.2. Così è stato fino alle ore 9 e 03 di martedì 11 settembre 2001. A quell’ora la TV ci ha fatto vedere  un Boeing 767 della United Airlines che si  schiantava contro la Torre, infilandosi come un coltello nel burro proprio dentro agli uffici della Banca Morgan, la stessa della strage del 1920, anche se oggi è chiamata Morgan & Stanley. E’ importante considerare che i quindici piani della Torre erano occupati dalla banca ma ospitavano  dei locali di rappresentanza adibiti a sale conferenza, centri studi o stanze adibite allo svolgimento di corsi di formazione destinati a personale  di medio basso livello, cioè non ai banchieri. I veri e propri locali operativi e direzionali erano stati trasferiti alcuni anni prima del disastro, di cui nel 2000 Trump aveva anticipato il verificarsi in un suo libro. Come sappiamo tutti ora, si trattava del 2° attentato a Wall Street, e la stessa banca era stata la vittime sacrificale del precedente  attacco terrorista nel 1920, in cui anche in questo caso solo alcuni lavoratori di livello medio basso, e nemmeno quelli di livello significativo, furono uccisi o mutilati. La Morgan & Stanley nacque con questa ragione sociale nel 1935 e prima di questa data era conosciuta semplicemente come Banca Morgan, un istituto che aveva accompagnato in tutte le sue fasi della 1° Globalizzazione dal 1861, molti settori strategici del grande capitalismo americano, prima con il fondatore Junius Spencer Morgan e poi,  qualche anno più tardi, con il più famoso ed importante banchiere ‘valvassino’ dei potentissimi Rothschild,  Jonh Pierpont Morgan, figlio del fondatore. A J.P. Morgan si deve la costruzione del Titanic, un colossale affare con la truffa assicurativa che lo rese ancora più ricco e potente dopo l’affondamento del 1912 per un iceberg, attraverso cui il banchiere non solo ci guadagnò più che se la nave non fosse mai stata affondata, ma diventò molto più potente elevandosi a spalla di appoggio dei Rothschild in America, a livello degli Warburg (cartello farmaceutico) e dei Rockfeller (cartello petrolifero), beneficiando della ‘sfortunata’ morte dei tre colleghi loro avversari nel board FED, giustappunto occorsa con il naufragio del Titanic. La famosa U.S. Steel Corporation era di controllo e di proprietà di J.P. Morgan, ed essa fu la prima società al mondo a gestire asset per un miliardo di dollari, a cui facevano capo le principali linee ferroviarie americane, nonché le partecipazioni finanziarie in ambito di settore elettrico, cosa che accadde prima con la stampa che avversava la tecnologia a corrente alternata di Tesla, portata avanti dall’imprenditore Westinghouse, e poi assumendone il controllo. J.P. Morgan provò a far sviluppare una rete elettrica totalmente folle e sconveniente, cioè a  corrente continua, con una centrale a petrolio ogni tre-quattro palazzi (provate a immaginare l’inquinamento urbano che ci sarebbe stato), ma nonostante le fesserie propalate da tutti i giornali americani per bloccare il sistema a corrente alternata inventato da Tesla, sistema che prevedeva una grande centrale per ogni città o gruppi di città,  e quindi riduceva enormemente sia i consumi che l’inquinamento urbano, il sistema di Tesla si impose in America e poi i tutto il Mondo, a beneficio di tutta l’Umanità. Ma tutto ciò arrivò a nostro favore nonostante J.P. Morgan e i Rothschild, non grazie a loro, così come oggi abbiamo internet nonostante il monopolio di Bill Gates negli anni 90, e non grazie a lui, che con grande lungimiranza avversò internet così come oggi vuole vaccinarci tutti. Sempre al primo J.P. Morgan vanno attribuite le colossali speculazioni sull’oro del 1895,  necessarie a creare la FED, quando la banca concesse grossi prestiti al Governo Federale a tassi di interesse usurai. Alla morte di John Pierpont,  alla guida dell’istituto finanziario successe John Pierpont jr (o il Secondo), il quale, in linea con la tradizione familiare, fece affari d’oro nei settori  più disparati, soprattutto intervenendo nel corso della Prima Guerra Mondiale: alla  banca JP Morgan venne affidato il compito di gestire i fondi per l’acquisto delle forniture militari destinate agli inglesi e poi agli americani dopo l’entrata in guerra.Per tutti questi motivi questa banca Morgan nel 1920 era il centro di Wall Street e nel 2001 l’inquilino eccellente delle Twin Tower,  e tutte e due le volte fu scelta come bersaglio da chi? Dagli amici del calzolaio Sacco e del pescivendolo Vanzetti, o da qualche talebano a cavalo di un asino? Fatevi la domanda e sentite il grillo parlante in ognuno di voi cosa vi dirà.

All’epoca l’evento del 16 settembre 1920 venne considerato l’attentato terrorista più devastante degli Stati Uniti d’America. La banca era situata al n°23 di Wall Street, ed era conosciuta come The House of Morgan, rivelando le aspirazioni di questa famiglia di voler scimmiottare i loro beniamini, cioè i Rothschild, le cui sedi sono tuttora conosciute con questa denominazione (Casa dei Rothschild).  J.P. Morgan junior aveva stabilito il suo quartier generale qui, con un ufficio sfarzoso illuminato da candelabri Luigi XIV (il Re Sole e dell’Assolutismo), che avranno dato la luce alle carte per le nascite di colossi quali General Electric, AT&T, Dupont, IT&T, Edison o General Motors. Di fronte alla House of Morgan, dall’altra parte della strada, c’era, e  tuttora c’è, il cuore di Wall Street,  un luogo che tutti noi abbiamo visto nei film con Michael Douglas, Charlie Sheen o Leonardo di Caprio: il famoso Stock Exchange di New York, cioè la borsa più importante al Mondo, che ci instilla il convincimento su un Mondo necessariamente avido, corrotto e malvagio. In questo preciso luogo, secondo le false narrazioni di tutti i giornalisti dell’epoca,  un oscuro anarchico italiano finanziato dalla rapina di Sacco e Vanzetti, di nome Mario Buda, verso le ore 11 e 50 del mattino del 16 settembre del 2020 avrebbe fermato il proprio carretto a cavallo con un  carico di esplosivo,  e si sarebbe allontanato velocemente confondendosi tra la folla. Pochi minuti dopo, precisamente alle ore 12 e 01, l’intera area fu sconvolta da una tremenda deflagrazione e la maggior parte degli edifici antistanti il carretto  presero fuoco, tra cui ovviamente una grossa ala della House of Morgan. Quando il fumo degli incendi e la polvere sollevata dall’esplosione si diradarono, Wall Street sembrava essere in una scena dell’Apocalisse, tra macerie, corpi  dilaniati e carte svolazzanti, tutte coperte da una coltre di polvere grigia, proprio come l’11 settembre 2001, diremmo oggi. L’accaduto era però del 16 settembre 1920 è fu sfortunato come quello di 81 anni dopo, perché non furono certo i ricchi capitalisti proprietari degli immobili, né alcun banchiere, come invece accade nel naufragio del Titanic,  in cui inavvertitamente perirono proprio i tre banchieri avversari nel board della FED dei Rothschild- Warburg-Rochefeller-JP Morgan,  bensì solo delle piccole segretarie, dei fattorini, e passanti che in quel momento si trovano a mangiare un hot dog in pausa pranzo. J.P.Morgan quel giorno si trovava a Londra, e i suoi due soci principali, i grandi banchieri Lamont e Morrow, erano sul retro dell’edificio in una lontana sala riunioni, da cui uscirono totalmente indenni. Il 17 settembre 1920 il New York Times definì, esattamente come fece il 12 settembre 2001, l’attentato alla banca Morgan un “act of war”, chiedendo al governatore dello stato l’impiego di truppe federali in grado di fronteggiare altri possibili attacchi da parte di questi efferati terroristi alla Sacco e Vanzetti. Questi italiani scuri, sporchi e cattivi, evidentemente necessitavano che emergesse qualcuno anche in Patria, che li mettesse ben bene in riga, e ciò sappiamo  avvenne meno di due anni dopo con l’incarico dopo la Marcia di Roma. Il numero delle vittime fu 1/100 di quelle del 2001, ma fu estremamente elevato (33) per il periodo, tuttavia non si riesce a giustificare il clamore giornalistico dipanato per mesi e mesi contro gli italiani,  che si propalò da New York in tutto il Mondo.  Gli Stati Uniti rimasero sconvolti da questo evento, venendo pervasi da fortissimi sentimenti antiitaliani. Tuttavia nel 1927 i due malcapitati Nick e Bart furono uccisi fulminati su di una sedia elettrica con molte difficoltà,  perché alcuni milioni di persone avevano capito che le narrazioni ufficiali non quadravano in alcun modo. I due martiri italiani lasciarono il Mondo con dei discorsi immensi: in aula di Tribunale, il Vanzetti, che ammutolì gli astanti come la sola Luce della Verità può fare; mentre ci lasciò con una lettera al figlio il Sacco,  e tuttora questa lettera è una scarica di esplosivo che deflagra nel cuore di ogni essere umano che la legge. I discorsi fecero breccia e riuscirono a disorientare pure Benito Mussolini, il quale provò a salvarli e a tenere duro fino al 1926-1927,  prima di accovacciarsi per un lungo periodo anche lui, mettendosi a quota 90, cioè accettando il cambio fisso lira-sterlina a 90. Mussolini fu per larghi tratti del Ventennio un burattino, proprio come Draghi in questi giorni, perché quando cacciò il ministro delle finanze  De Stefano, il quale stava facendo benissimo, per inserire al suo posto Volpi e il cambio della sterlina fissato a 90, Mussolini sapeva di non fare il bene degli italiani. Questa misura finanziaria fu richiesta dai Rothschild  per deindustrializzare l’Italia a vantaggio della Gran Bretagna, contribuendo pro quota a  creare  masse di scompensi finanziari internazionali sulla Germania,  squassi che contribuirono a portare alla crisi del 1929, e alla retrocessione italiana rispetto ai successi economici giolittiani e dei primissimi anni di Mussolini.  Cose concettualmente analoghe in molti versi, sono accadute negli ultimi 20 anni che ci riguardano, con l’euro (cambio fisso che deindustrializza il nostro Paese)  ma questa volta in favore della Germania e non del Regno Unito, e con una crisi del debito causata dallo scoppio delle bolla dei mutui subprime ad annunciazione  della Presidenza Obama. Lo so che le due situazioni storico finanziarie avevano basi diverse e non esattamente comparabili, anche perché alla fine degli anni 20 c’era il gold standard ed era molto più difficile creare lo squasso che fu creato per imporre la centralità delle strutture finanziarie internazionali al SEC, ma il senso storico secondo me è lo stesso. Concludo questo articolo con il ricordo di poche  parole di Sacco e Vanzetti, lasciate all’Umanità poco prima di andare a morire. Il giorno antecedente la sua morte,  in una gremitissima aula di un Tribunale,   Bartolomeo Vanzetti, che di famiglia era molto possidente ed era di animo non violento, concluse un vibrante discorso da pelle d’oca, con queste parole: 
“Vorrei giungere perciò ad un’altra conclusione, ed è questa: non soltanto non è stata provata la mia partecipazione alla rapina di Bridgewater, non soltanto non è stata provata la mia partecipazione alla rapina ed agli omicidi di Braintree, né è stato provato che io abbia mai rubato né ucciso né versato una sola goccia di sangue in tutta la mia vita; non soltanto ho lottato strenuamente contro ogni delitto, ma ho rifiutato io stesso i beni e le glorie della vita, i vantaggi di una buona posizione che avrei sempre potuto avere, perché considero ingiusto lo sfruttamento dell’uomo e la violenza sull’uomo.”

Non meno toccanti e profonde le parole che Sacco lascio al figlio Dante in una lettera siglata pochi minuti prima di essere condotto sulla sedia elettrica.“Se pure lo spirito rimane senza orizzonte e sempre sperduto tra tetre,nere visioni di morte, ricordati di ciò figlio mio. Nondimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, dinon essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli più infelici,più poveri e più deboli di te e non essere mai sordo verso coloro chedomandano soccorso.Aiuta i perseguitati e le vittime perché essisaranno i tuoi migliori amici, essi sono i compagni che lottano ecadono, come tuo padre e Bartolomeo lottarono e oggi cadono per averreclamati felicità e libertà per tutte le povere cenciose folle dellavoro. In questa lotta per la vita tu troverai gioia e soddisfazione, esarai amato dai tuoi simili.”
Con questi due scorci di umanesimo italiano a cura di un pescivendolo e un calzolaio, non pretendo di dare risposte accademiche ai virologi, ai tecnocrati e ai politici che vendono soluzioni un tanto al chilo, ma solo far porre domande nell’animo di chi oggi accetta tutto quanto cali dall’alto nella sua testa, e nelle sue vene. L’omaggio a Sacco e Vanzetti è anche quello cantato da Joan Baez a Nick e Bart, e che idealmente estendo ai tutti i Nick e Bart degli ultimi 100 anni, che su due piedi qui mi vengono in mente.

Baez cantava:  Here’s to you, Nicola and Bart (Questo è per voi, Nicola e Bart)  Rest forever here in our hearts (Riposate per sempre qui nei nostri cuori) The last and final moment is yours (L’ultimo e finale istante è vostro)  That agony is your triumph (Quella vostra agonia è il vostro trionfo)
Here’s to you, giovani vittime dell’Influenza Spagnola e della Prima Guerra Mondiale.

Here’s to you, vittime dell’Attentato del 16 settembre 1920 a Wall Street.

Here’s to you, Giacomo Matteotti e vittime di tutti gli agguati


Here’s to you, vittime dei suicidi causati dalla Crisi del 1929, e della grande crisi inflazionistica nella Germania prima di Hitler.
Here’s to you, milioni di vittime della II° Guerra Mondiale.
Here’s to you, milioni di vittime degli stermini nazisti e delle sanguinarie dittature comuniste.


Here’s to you, bambini impiegati nelle sperimentazioni dei laboratori della IG Farben degli Warburg e dei Rockfeller.


Here’s to you, Wilma Montesi e tutte le donne uccise da presunti scandali sessuali per un qualche sordido motivo politico. 
 Here’s to you, Jonh Fitzgeral Kennedy e Robert Fitzgerald Kennedy.
Here’s to you, Martin Luther King ed Enrico Mattei.


Here’s to you, vittime del Terrorismo Nero e del Terrorismo Rosso negli Anni di Piombo.
Here’s to you, Aldo Moro, la sua scorta, e tutte le vittime degli anni 70 a causa delle crisi politiche causate dagli shock petroliferi e dalla zizzania sparsa in Medioriente dalla mano arcigna di un élite a sangue freddo. 


Here’s to you, vittime di Piazza Fontana, dell’Italicus, del DC9 di Ustica e della Stazione di Bologna.
Here’s to you, Nando Dalla Chiesa e la sua compagna, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti i membri delle  loro scorte.
Here’s to you, vittime del 11 settembre 2001 alle Torri Gemelle.


Here’s to you, vittime di tutti gli attentati alle metropolitane o per strada, attribuiti alla matrice del terrorismo islamico.
Here’s to you, ai nostri ragazzi che non sono tornati da Nassiriya, e a Fabrizio Quattrocchi.


Here’s to you, vittime di tutte le guerre causate da Bush e Obama per assecondare la filantropia e la ‘bontà’ delle èlite di Davos.
Here’s to you, Seth Rich, l’ambasciatore americano in Libia prima della morte di Gheddafi e tutte le vittime uccise in vicende politiche che hanno coinvolto la famiglia Clinton.


Here’s to you, vittime in  Grecia ‘normalizzata’ dai meccanismi di stabilità finanziarie imposti dalla UE.


Here’s to you, vittime dei suicidi per motivazioni economiche dettate dai parametri di Maastricht in Italia negli ultimi 10 anni.


Here’s to you, ai milioni di bambini che scompaiono ogni anno nel Mondo, e di cui nessun benpensante vuole parlare.


Here’s to you, vittime della pandemia del virus fuoriuscito dal laboratorio di Wuhan e per gli effetti collaterali delle vaccinazioni con siero genico di massa, di cui in questo caso, nessuno può parlare.

Here’s to You, Giuseppe De Donno e  tutti i medici scienziati che sono stati asfissiati dalle spire del Cartello farmaceutico.Here’s to you, George Floyd, Ashli Babbitt e tutte le vittime necessarie a far prevalere i Democratici alle Presidenziali farsa del 2020.Here’s to you, i tredici soldati americani morti a Kabul ad Agosto 2021.Here’s to you, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, l’ultimo istante finale della Nostra Vittoria, sarà il Vostro,Nick e Bart. 

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Gianmarco Landi

Gianmarco è un uomo della generazione X che oggi è alle soglie dei 49 anni e non ha ancora capito cosa quella X debba significare. E' nato a Brindisi ma vive da 29 anni a Bologna, dove si è laureato in economia, inizialmente specializzandosi in Contabilità Nazionale. Attualmente si occupa di consulenze nel settore finanziario a banchieri e manager finanziari internazionali, e in passato ha fatto il consulente in finanza aziendale alle PMI, l'assistente parlamentare, il consulente in marketing politico, il dirigente in una ONLUS, il funzionario in una holding finanziaria, il giornalista indipendente, e altre cose di apparente minore valenza in giovane età, come l'agente immobiliare, il venditore di tappeti e porcellane cinesi e il facchino sui Tir, esperienze egualmente significative per cercare di descriverlo. I suoi hobby sono innanzitutto il basket, che pratica tuttora nelle minors e sui playgrounds bolognesi (è tifoso della New Basket Brindisi e della Fortitudo Bologna), lo studio della Storia (ha fatto alcuni significativi esami universitari ma non è laureato anche in Storia) e il gioco degli scacchi, che pratica a livello dilettantesco. Per una decina d'anni a cavallo dei trenta anni ha tenuto le fila organizzative di una importante rete di associazioni culturali di area Centrodestra, attiva in tutta la regione Emilia Romagna, un'esperienza che lo ha formato nel senso di tentare di approcciare la realtà con ricerca multidisciplinare e devozione alla cultura umanistica tipicamente italiana. Da sempre è un cattolico molto disorientato, evidentemente precorrendo i tempi attuali, così come da sempre non è considerato di sinistra, anche se sotto molti versi, potrebbe esserlo senza mai averlo saputo. Questa 'limite' o 'merito' gli fu anche rivolto nel 2013 alla fine di un dibattito elettorale a TeleBari, dall'attuale sindaco di Bari De Caro, e dal segretario della Sinistra italiana, Fratoianni, entrambi infastiditi dal doversi confrontare dialetticamente senza chiari steccati ideologici con un liberale di centrodestra esperto di finanza pubblica e privata. Sin dall'inverno 2016 è un sostenitore di Donald Trump, ed è stato tra i primi a sostenere il Presidente del Make America Great Again qui in Italia, con innumerevoli e coraggiosi pezzi editi da Imola Oggi già alle primarie presidenziali del 2016.

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MASS

Mah, questa volta mi pare che Landi abbia costruito di furia (e un po’ alla rinfusa) una castello di sabbia molto ricercato e palesemente complottista.
Faccio solo un paio di appunti (ce ne sarebbero…). Passi per Sacco e Vanzetti, anarchici pestiferi che comunque vennero riabilitati (tardi, purtroppo, ma se non fu quello un clamoroso errore giudiziario…), però Mario Buda era un criminale vero, un gran farabutto, e per giunta riuscì a farla franca dopo la strage (opera sua) scampandosela in Italia.
David Rockefeller nacque nel 1915, dunque è piuttosto improbabile che possa aver suggerito a Vittorio Em. III di assegnare a Mussolini l’incarico di formare il governo il 30 ottobre 1922; né poté farlo J. P. Morgan, morto a Roma nel 1913. Mussolini trattò quel debito contratto dal Regno con la Banca Morgan (due miliardi in dollari oro, più o meno!) tramite un intermediario italiano.
Non sapevo che la canzone Here’s to You, Nicola and Bart fosse stata musicata da Ennio Morricone. Sarà anche per questo che la banale melodiuccia non mi è mai piaciuta…

Anna Maria

C’è sempre da imparare x chi sa poco o niente di storia non divulgata… e ringrazio il Sig. Landi. meglio di una lezione in classe noiosa… ma mi piacerebbe che il Sig. Landi desse una risposta ai dubbi sollevati dal lettore, lo farà? almeno ci raccappezziamo un po’ di più. Non x dare ragione a ino o all’altro, ma solo x sapere la verità visto le due storie che cozzano tra loro… grazie

Toni

Straordinario articolo capace di aprire la mente ed il cuore come nient altro. Un grazie infinite a Gianmarco Landi.

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