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LE PALESI MENZOGNE SULLA MORTE DI MARTINA

Cronache da un paese imbavagliato. Seconda puntata.

E’ di questi giorni la notizia della morte di una ragazza di 13 anni a Latina. Se non fosse un dramma che tocca tutti noi da molto vicino, verrebbe da dire: Fin qui tutto normale. Nel senso che la nuova normalità prevede un bollettino quotidiano di adolescenti che muoiono improvvisamente. Questi ragazzi, tutti sanissimi hanno in comune una sola cosa: l’inoculazione del farmaco propagandato come vaccino anti-Covid.

Nessuna di queste morti viene mai riportata dal mainstream operando così una censura totale su una vera strage in corso, anche se recentemente il fenomeno è così gigantesco che qualcosa comincia ad emergere.

Ma il caso della tredicenne di Latina, Martina Quadrino, fa eccezione, perché è riportato da molte testate nazionali che però tutte indistintamente attribuiscono la morte, ascoltate bene, a un panino col salame che avrebbe scatenato uno shock anafilattico.

Nessun giornale fa il minimo cenno al fatto che la ragazza sia vaccinata. Il che, nella lingua non scritta della censura, significa che lo è sicuramente, altrimenti lo avrebbero scritto a caratteri cubitali.

Tra l’altro la foto del Corriere che la ritrae in piscina è (ulteriormente) indicativa: in piscina non ci vai senza super-GP.

Ma questo caso è davvero particolare per diverse ragioni.

  1. Del fatto parlano i giornali mainstram, praticamente tutti.
  2. Quasi tutti gli articoli rimandano come fonte al Corriere o al Messaggero, e nessuno aggiunge elementi di prima mano, accertati sul campo.
  3. In tutti i titoli sul mainstream la causa della morte viene attribuita, spesso con certezza, allo shock anafilattico scatenato da un panino col salame.
  4. Nessuno degli articoli fornisce alcun elemento a supporto del presunto shock anafilattico nel testo.

Vediamo allora l’articolo del Corriere della Sera, autore Michele Marangon, fonte citata da molti, che titola: “Malore dopo un morso al panino al salame: Martina Quadrino, 13 anni, muore all’improvviso, sospetto shock anafilattico”.

Dunque leggendo il titolo uno capisce che Martina ha dato un morso al panino e poi è morta subito per un malore. Leggendo l’articolo vediamo cose c’è di certo “… ha accusato un malore dopo aver mangiato un panino al salame: un gesto che potrebbe esserle stato fatale viste le allergie di cui soffriva. …” e poco dopo “ .. Sarà il medico legale Maria Cristina Setacci ad eseguire l’autopsia sul corpo della 13enne di Fondi a partire dal primo pomeriggio del 16 aprile, …. Un esame per cercare di stabilire se Martina sia morta per le conseguenze di uno shock anafilattico dovuto ad un’allergia …”.

Dunque nessuna certezza. Martina si è mangiata tutto il panino (ma la ragazza che cade stecchita dopo un solo morso è molto scenografica e irresistibile per Marangon); il tutto si basa sul fatto che Martina soffrisse di alcune allergie; tanto basta per titolare “sospetto shock anafilattico”.

Una ricostruzione più dettagliata è quella del Messaggero che titola “Latina, Martina muore a 13 anni: malore dopo aver mangiato un panino, forse shock anafilattico”. Nel pezzo si legge che “…una passeggiata con le amiche, quattro chiacchiere e un panino. Al ritorno a casa però qualcosa non torna e Martina Quadrino, 13 anni originaria di Fondi, si sente male. Nessuna corsa in ospedale: l’adolescente è morta in pochissimo.”. Dunque non è morta all’improvviso dopo aver dato un morso al panino come riporta il Corriere addirittura nel titolo.

Ma vediamo i titoli degli altri giornali che riprendono la notizia.

Liberoquotidiano riprende dal Messaggero ma titola: “Fondi, Martina morta a 13 anni per un morso a un panino: in ospedale, scoperta terribile”. Ogni dubbio è sparito sulla cusa della morte. E’ morta per il morso al panino, come Biancaneve, malgrado l’articolo del Messagero, citato, dica che ha avuto il tempo di tornare a casa.

Altro giornale che sfodera una certezza granitica nel titolo è Fanpage: “Fondi, ragazza di 13 anni muore di choc anafilattico dopo una serata con le amiche”. Nessun dubbio duque per Fanpage. Le prove? Ecco cosa si legge nell’articolo: “Una ragazza di tredici anni è morta per shock anafilattico a Fondi, in provincia di Latina…. Secondo le prime informazioni apprese e ancora in corso d’accertamento pare che la giovane si sia sentita male al suo rientro a casa. Era infatti uscita con le amiche, per trascorrere la serata insieme, probabilmente facendo una passeggiata e intrattenendosi in un pub della zona per mangiare un panino. Una serata come le altre, … finita in tragedia. Non è ancora chiaro cosa abbia mangiato o bevuto, se soffrisse di allergie e se sia entrata in contatto con qualche sostanza per lei pericolosa. …”.

Quindi non è chiaro nulla, non si sa cosa ha mangiato, non si sa se fosse allergica e a cosa, ma si sbatte lì un bel titolo che dice che è sicuramente morta per shock anafilattico.

Dello stesso tenore il titolo di LaStampa (direttore Giannini) a firma Edoardo Izzo: “Latina, mangia un panino al salame muore a 13 anni”. Anche qui nessun dubbio. Poi nel pezzo leggiamo: ” .. una passeggiata con le amiche, quattro chiacchiere e un panino. Al ritorno a casa però qualcosa non torna e Martina Quadrino, 13 anni originaria di Fondi, si sente male. Nessuna corsa in ospedale: l’adolescente è morta in pochissimo.” E più avanti “…tra le prime ipotesi ci sarebbe quella di uno shock anafilattico dopo aver mangiato il panino …”. Dunque la certezza del titolo in realtà è solo una prima ipotesi. Complimenti a Izzo non c’è che dire. Se continua così farà carriera.

Ma come non citare il vero capolavoro, Repubblica, (direttore M.Molinari) per la penna di Clemente Pistilli. che titola “Tragedia a Latina, mangia un panino al salame e muore a 13 anni”. Leggiamo. “Uscita per una passeggiata con le amiche e mangiato un panino con il salame, una ragazzina di 13 anni a Fondi, in provincia di Latina, si è sentita male e ogni soccorso è stato vano.”. Capito? Ha mangiato il panino ed è morta stecchita. Soccorsi vani. Nessun cenno al fatto che invece ha avuto tutto il tempo di tornare a casa come racconta il Messaggero. Proseguiamo: “Sembra infatti che la ragazzina avesse dei problemi di allergia e potrebbe inconsapevolmente aver consumato del cibo che le è risultato fatale.” Ma come Pistilli, prima scrive nel titolo che è morta per il panino e poi “sembra, potrebbe”? Dunque non è certo niente, nemmeno l’allergia ma nel titolo è sicuramente morta per il panino col salame.

Tutto tranne che la vertà.

Come si è visto tutto il mainstream si è mobilitato e, per palese ammissione di molti, lo ha fatto dopo che il Corsera e Repubblica hanno pubblicato la notizia. Come se la pubblicazione di Corriere e Repubblica fossero il lasciapassare per poter parlarne e non far calare la solita censura. Una sorta di semaforo verde quando invece il codice di comportamento rispettatissimo nel nostro paese diversamente libero, prevede il silenzio (di tomba).

Dunque via libera a patto di scrivere tutti la stessa panzana con articoli fotocopia uno dell’altro. Nessun che approfondisca, che ragioni che faccia ipotesi. Anzi le testate che riportano “de relato” rincarano la dose proponendo certezze definitive in totale assenza di elementi.

Nessuno che si faccia le domande più ovvie.

Come può una ragazza di 13 anni se davvero fosse allergica, non sapere che non può mangiare pane e salame? Allergie di questa gravità sono stranote agli interessati e anche ai loro amici.

Ma soprattutto come è possibile che quando ogni giorno ci sono giovani inoculati da un cosiddetto farmaco che muoiono di malori improvvisi, nel sonno, di infarto essere così ignobili da scrivere pezzi di tale falsità e piaggeria del potere?

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