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L’ULTIMO ANTICRISTO 9 – ΧΞΣ IL NUMERO DELLA BESTIA

Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero d’uomo, e il suo numero è seicentosessantasei.

Il marchio della bestia è lo stesso marchio dell’anticristo. Egli è il punto di contatto tra la bestia che sale dal mare e la bestia che sale dalla terra, che lo genera a immagine della prima. L’ultimo anticristo è parte della seconda bestia, infeudata alla bestia dal mare, ed esprime le sembianza della prima. Il marchio della bestia risponde al suo stesso nome o al numero del suo nome. Il nome indica la realtà più profonda dell’essere. Avere il nome di un altro marchiato sulla propria pelle vuol dire appartenergli totalmente.

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero di uomo, e il suo numero è seicentosessantasei (ΧΞΣ). (Ap 13,16-18)

IL NUMERO DELLA BESTIA È IL NUMERO DELL’ANTICRISTO

Il soggetto di questo passo è la bestia dalla terra, dato che questo il verbo poiei è all’indicativo presente, ma a far sì che tutti ricevano il marchio può benissimo essere anche l’ultimo anticristo, essendo stato generato dal falso profeta ad immagine della bestia che sale dal mare. Nel racconto di Daniele, sono «alcuni caldei» che vanno a denunciare i giudei al re Nabucodonosor per non essersi prostrati davanti alla statua d’oro. È il re, infine, che condanna a morte. Inoltre, dal momento che l’immagine della bestia vuole essere idolatrata e mette a morte chiunque si sottragga a tale culto, è lecito pensare che sia proprio questa che, in ultima istanza, spinga alla marchiatura, cioè, all’idolatria (vedi QUI).

Chi porta il nome della bestia o il numero del suo nome è un idolatra, cioè, qualcuno che fa di sé un idolo, come anche di questo mondo e dei suoi piaceri. Ora, il nome della bestia è anche il nome dell’ultimo anticristo, che ne è l’immagine, come del resto il suo numero: 666.

GEMATRIA

Molte sono state le interpretazioni di questo numero. C’è chi, ricorrendo alla gematria, ha visto nel 666 la somma delle lettere che compongono il nome di Nerone Cesare o la somma del sostantivo greco thērion (bestia) traslitterati in ebraico, o altri nomi sottoposti al medesimo processo. Altri hanno visto nel 666 il triplice assalto alla perfezione (dimenticando, forse, che i numeri arabi ancora non esistevano), etc. Il problema, però, è che ricorrendo alla gematria (cioè, sommando i valori delle lettere che compongono un nome) non si troverà mai una soluzione. In secondo luogo, non è chiaro se il computo debba avvenire secondo le lettere dell’alfabeto ebraico (la lingua sacra del Tempio) o greco (la lingua in cui è scritta dell’Apocalisse). Giovanni ci dice che per calcolare il numero della bestia occorrono all’ascoltatore sapienza (sophia) e intelligenza (nous), per cui il numero deve essere compreso alla luce della tradizione biblica.

NUMERI TRIANGOLARI

666 è un numero d’uomo. Adamo fu creato il sesto giorno, per cui 6 è un numero d’uomo. Il quadrato di 6 è 36, il quale è anche il triangolare di 8. Il numero triangolare è pari alla somma di tutti i valori che precedono il numero di riferimento, compreso questo. Il triangolare di 8, quindi, è pari a 1+2+3+4+5+6+7+8 = 36.

Se prendiamo un abaco e disponiamo un anello nella prima riga, due anelli nella seconda riga, tre anelli nella terza, etc., proseguendo allo stesso modo fino all’ottava riga, si configura un triangolo composto da 36 anelli. In termini analitici, è possibile determinare un numero triangolare secondo la seguente funzione: y = (x²+x)/2. Nel nostro caso, y = (64+8)/2= 36. La funzione può essere semplificata così: [x(x+1)]/2, cioè, il numero di riferimento moltiplicato per il suo successivo, diviso 2. Ad esempio, y = (8×9)/2= 36.

Ma 36 è soprattutto il quadrato di 6. Come 144.000 indica la totalità della Chiesa (12 x 12, cioè, il numero dei patriarchi per il numero degli apostoli, per 1000 che è l’eternità), allo stesso modo possiamo vedere il 36 come la società umana rinchiusa nel proprio limite creaturale. Il triangolare di 36 è pari a 666, che potrebbe indicare la totalità degli uomini che confidano in loro stessi, disprezzando Dio e mettendosi al suo posto, cioè, vivendo come se Dio non ci fosse e facendo legge a sé.

L’ORO DI SALOMONE

Il numero 666 – che, sia in ebraico che in greco, è indicato come 600 60 6 – lo troviamo nel primo libro dei Re (1Re 10,14) e nel secondo libro delle Cronache (2Cr 9,13) in riferimento alla quantità di oro che ogni anno giungeva alla corte del re Salomone: 666 talenti d’oro, una cifra immensa! Salomone ricevette la sapienza da Dio ma, poi, confidando in se stesso divenne un re idolatra e innalzò altari a Astarte, Milchom, Moloch e Chemosh.

YĔRÎMÔT

Nel primo e nel secondo libro delle Cronache (1Cr 7,7-8; 25,4; 25,22; 27,19; 2Cr 31,13), tra le genealogie, compare il nome di un certo Yĕrîmôt, che significa «Egli è l’altissimo» e il cui valore numerico è pari a 666. La bestia, infatti, si pone al posto di Dio e di essa gli adoratori del drago, cioè, del diavolo, dicono: «Chi è simile alla bestia?», espressione antitetica al nome Mîkāʾēl, che vuol dire: «Chi come Dio?». Il numero della bestia è lo stesso numero dell’ultimo anticristo, il quale ne è l’immagine, cioè, «l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, che si contrappone e che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio o oggetto di culto», colui che prova a salire sulle sommità delle nubi e farsi uguale all’Altissimo, e che invece sarà precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso (Is 14,12-15, QUI).

ʾEHĔYE ʾĂŠER ʾEHĔYE

Un’altra particolarità del numero 666 è che esso è il doppio di 333, il quale non è un numero qualsiasi. Nel libro dell’Esodo (Es 3,14), Dio rivela a Mosè il suo Nome: «Ego sum qui sum», che in ebraico suona: ʾehĕye ʾăšer ʾehĕye (אֶֽהְיֶ֖ה אֲשֶׁ֣ר אֶֽהְיֶ֑ה). Ognuna di queste tre parole comincia con la lettera aleph (‎א), la prima lettera dell’alfabeto ebraico, con valore aritmetico pari a 1 ed è l’iniziale di ʾeḥāḏ (אֶחָֽד), uno, che esprime l’unità e unicità di Dio.[1] Calcolando il valore numerico delle lettere (gematria) che compongono ALePH (אלף) si ottiene 111, che moltiplicato per tre dà 333, il numero di Dio. Le tre aleph richiamano quelle che la tradizione rabbinica chiama i tre gradi della divinità. Esse rispondono alle tre emanazioni (o sefirot) dell’unica sostanza divina: Keter Elyon (Corona suprema), Ḥochma (Saggezza, Principio), Binah (Prudenza).

Il numero 666 esprime, dunque, la volontà dell’uomo di ergersi al di sopra del suo creatore, usurpandone il posto e facendosi adorare come Dio, lo stesso peccato di superbia commesso dal grande drago rosso, cioè, il diavolo. Ciò non significa che la somma delle lettere che compongono il nome dell’anticristo non possa dare 666. Qualora fosse così, potremmo conoscerlo solo ex post, cioè, quando egli sarà manifestato.


[1] Per ulteriori approfondimenti vedi Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e cristiana, Cantagalli-Chirico, Siena-Napoli, 2019, p. 19.

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Armando Savini

Armando Savini è un economista, saggista, cultore di esegesi biblica e mistica ebraica. Dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in HR Management, si è occupato di scienza della complessità e delle sue applicazioni all’economia. Già cultore della materia in Politica economica presso la cattedra del Prof. Giovanni Somogyi alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, è stato docente a contratto di storia economica, economia, HR management e metodi di ricerca per il business. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sovranità, debito e moneta. Quello che dovresti sapere e non ti hanno mai detto (‎2021); Miti, storie e leggende. I misteri della Genesi dal caos a Babele (Diarkos 2020); Le due sindoni (Chirico, 2019); Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e cristiana (Cantagalli-Chirico, 2019); Maria di Nazaret dalla Genesi a Fatima (Fontana di Siloe, 2017); Risurrezione. Un viaggio tra fede e scienza (Paoline, 2016); Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità (Mondadori, 2009).

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