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L’UOMO ZOMBIE

Cosa è successo all’umanità negli ultimi due anni? Domanda che non trova risposta se non indagando in là nel tempo. La destrutturazione dell’umano è stata progettata ad arte, programmata e definitivamente attuata con maggior evidenza nel tempo che viviamo. Per scorgerne le trame possiamo comunque fermarci al secolo scorso. È in quel lasso di tempo che il progetto di pochi eletti, oscuri dominanti, ha trovato varco aperto e gli ha permesso di lavorare indisturbati. Eppure siamo stati avvertiti. Curioso affermarlo, ma quello che viviamo è stato messo nero su bianco non solo nei testi distopici, fantascientifici e neo-profetici che in qualche modo hanno ripreso antichi testi delle tradizioni sapienziali contestualizzandoli e adattandoli alle vicende contemporanee, ma anche e soprattutto attraverso la filmografia. Arte nuova che non necessita di  particolare attenzione, si vive passivamente, l’agisce solo l’animo attento. Ed a quanto pare in pochi sono stati desti. Le trame del potere oscuro agiscono così. Mostrano beffardamente quello che accadrà affinché l’ignaro spettatore, soggiogato dal meccanismo comunicativo messo in atto, possa pensare che quello che vede sia solo finzione. Inattuabile quindi. Questo ad oggi, funziona soprattutto con le serie televisive di stampo catastrofico, mentre c’era più autenticità riguardo le pellicole – definibili ormai come storiche – dello scorso secolo. Registi e sceneggiatori come Jhon Carpenter e George A. Romero – due dei più rappresentativi – pare abbiano avuto visione profetica e abbiano tentato di avvertire il grande pubblico di quello che sarebbe potuto succedere.

Un esempio, per entrare nel vivo del discorso, è rintracciabile in una delle scene più significate del film They live, (Essi Vivono, 1988 -J.Carpenter-). Un prete, all’interno di un parco pubblico grida queste parole: «Vi stanno alle calcagna come ombre. Stanno riempiendo di amarezza le vostre viscere. Il miele che vi offrono vi avvelenerà come il morso dello scorpione (…) Si mimetizzano tra di noi come serpenti. Hanno teste e code e con esse nuocciono (…) A loro si sono prostituiti tutti i governanti e la terra è diventata un covo di corpi piene di spiriti immondi perché le nazioni stanno bevendo il vino della loro sfrenata concupiscenza e i governanti si sono sostituiti con loro e i mercanti si sono arricchiti del loro lusso frenato. Svegliatevi …»  

Ebbene, chi ha orecchie per intendere può facilmente comprendere cosa sia il ‘miele’ che offrono ed in realtà avvelena, come d’altronde chi siano i governati che si sono venduti al male. Inoltre nella pellicola, vi sono messaggi che riecheggiano con quanto sta accadendo nei giorni che viviamo. Ci vogliono solo occhiali speciali per vedere la realtà ed attraverso quelle lenti, Jhon Nada, il protagonista della storia, scoprirà che buona parte delle persone influenti nonché la polizia loro asservita, non sono altro che alieni con fattezze da zombie che stanno cercando di condizionare l’umanità e renderla incapace di reagire. Vi è inoltre una frase all’interno del film, un messaggio, voluto o non voluto che pare ad oggi, essere profetico oltre ogni aspettativa: «Essi vivono, noi dormiamo». 

 Suggestivo non c’è dubbio, ma se non comprendiamo che la realtà tangibile è solo una parte infinitesimale di ciò che viviamo, percepiamo, ascoltiamo, le trame della matrix, (per restare nel mondo della filmografia) ci imbriglieranno sempre più fino a renderci poltiglia senza anima. E di anima si tratta… ne abbiamo chiara percezione.  G. Romero lo previde, forse suo malgrado nel film ‘La notte dei morti viventi’ ed il successivo ‘Zombie’. Era il 1978 ed il mondo stava repentinamente cambiando. Il film divenne metafora della nuova forma di capitalismo consumistico! La pellicola è girata all’interno di un centro commerciale e lo zombi è il perfetto consumatore cui vengono imposte scelte di acquisto attraverso pubblicità che lo porterebbero ad una sorta di lobotomia in cui la sua volontà cosciente viene meno. Allegoria eccellente del mondo contemporaneo. Ma non è tutto. Al di là dei vari remake- re-invenzioni come ad esempio 28 giorni dopo ed il successivo 28 settimane dopo; nonché Resident Evil o la serie televisiva che accompagna da anni lo spettatore tratta dall’omonima serie a fumetti the Walking Dead, l’originaria figura dello zombie descritta da G. Romero riprende quella del capolavoro (sicuramente da lui visionato): The White Zombie del 1936.  Pellicola colta che ripropone fedelmente aspetti della tradizione haitiana sui non-morti, ovvero sugli uomini trasformati in schiavi dagli stregoni bokor, attraverso pratiche di magia nera supportate da neurotossine.  Romero ci mostra quindi, attualizzandola nella contemporaneità, l’immagine di una umanità senza più coscienza, che si muove lenta all’interno di un mondo alla deriva. Una umanità persa, incattivita ed imbruttita. La trasformazione in creature senza più volontà coincide da un punto di vista simbolico con la perdita dell’anima. Secondo la tradizione magica dei culti Voodoo e non solo, alcune pratiche rituali erano fatte per modificare/influenzare la realtà tangibile manipolando l’anima!

Nella tradizione Voodoo vi sono giustappunto due anime, una legata al mondo materiale e strettamente legata al corpo – se ne libererà solo con la morte fisica – e l’altra: ‘sottile’, capace di lasciare il corpo durante il sonno o gli stati alterati di coscienza. Era questa l’anima preda degli stregoni capaci di ‘rubarla’, rubare l’anima che si dovrebbe ricongiungere a Dio- chiamata piccolo angelo guardiano – ti bon ange in lingua creola – impossessandosene. Il malcapitato diveniva un non-vivo, incapace di avere propria coscienza. Un guscio vuoto asservito a logiche malefiche e reso schiavo del volere altrui. Una forma di possessione quindi.

Questa umanità attuale, o meglio parte di essa, pare aver smarrito l’anima, rendendosi schiava di un sistema oscuro come oscure erano le trame dei bokor nella religione Voodo. 

Gli zombi quindi, come dalla visione di G.Romaro, potremmo essere noi o una parte cospicua di questa nuova umanità Come gli zombi siamo confinati e controllati poiché infettivi. Indistinguibili gli uni dagli altri a causa delle mascherine. A causa di tale situazione i legami familiari e/o amicali vengono interrotti e termini come quarantena ed isolamento sono all’ordine del giorno! Lo zombi è uno schiavo e questa umanità schiava sta diventando. All’interno di questa narrazione troviamo scenari apocalittici che si innestano magistralmente nel contesto attuale. La realtà virtuale che vorrebbero imporci è disumana. Un altro elemento che va inserito è quello magico. Sempre per assurdo, tale umanità sembra essere caduta vittima di un incantesimo collettivo ed è schiava di padroni simili agli stregoni bokor. La realtà sembra superare la fantasia. Lo slogan per pubblicizzare l’uscita del film di George Romero Zombie, fu: «Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra». 

Valentina Ferranti

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