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Marco Della Luna: Conte e Lukashenko, due statisti a confronto

A chi dei due abili e illustri statisti, l’italo-gesuita e il bielorusso, daremo la palma del migliore, del più fedele agli interessi e alle libertà del suo paese e del suo popolo?

E quanto è oggettivo oppure soggettivo, relativo, il giudizio sulla democraticità di un regime? Quanto gli atti di un governo derivano dalla considerazione degli interessi dei cittadini, e quanto dagli interessi di poteri esterni non dichiarati?

I recenti sviluppi di politica comparata, illuminati dall’articolo del prof. Bonavoglia che segue, suggeriscono di chiederselo, e di adottare i concetti di legalità/costituzionalità/democraticità percepite, in prudente distinzione da quelle reali. Bonavoglia è un qualificato conoscitore della Bielorussia, avendo una moglie di quel paese, paese che egli regolarmente frequenta e studia.

Conte, all’inizio della c.d. emergenza, ha subito sospeso il diritto dei cittadini all’accesso agli atti amministrativi, iniziando con quelli del Comitato Tecnico-Scientifico, e nell’ultimo DL ha rinnovato tale sospensione, proprio mentre affiorano gli interessi economici e politici stranieri dietro la politica del suo governo, che accenna al rinvio delle elezioni da cui uscirebbe delegittimato democraticamente.

In Italia si suole ritornellare che il funzionamento dello Stato è rallentato da molte norme (bicameralismo perfetto, doppia lettura per le leggi, premier che non può nominare e revocare i ministri) che hanno la funzione di prevenire il ritorno  di un regime autocratico. Sembrerebbe una Costituzione blindata, ma Conte ha dimostrato che non lo è affatto, che è fragilissima e sospendibilissima e aggirabilissima e che il Quirinale…

Certo, per il successo del golpe continuo di Conte & Soci -un golpe ‘conto terzi, apprendiamo- è decisiva, assieme alla segretazione degli atti compromettenti per il regime, la pedissequa complicità dei mass media, dei liberi giornalisti, nella disinformazione nella mancanza di critica, soprattutto sui dati pseudo-statistici, nell’occultamento dei legami di interesse internazionali, e nella collaborazione con OMS, Conte e Bill Gates (quello della vaccinazione universale) nell’opera di allarmismo, facilmente riconoscibile anche dal confronto con ciò che La Repubblica scriveva sull’influenza che, or sono 4 anni, mieteva molte più vittime di quelle attribuite alla corrente pandemia, eppure non comportava clausura e sospensione dei diritti:  https://milano.repubblica.it/cronaca/2016/02/06/news/milano_piu_morti_nel_2015_colpa_di_caldo_e_influenza132824312/:

https://www.repubblica.it/cronaca/2015/12/23/news/il_mistero_del_2015_quei_45mila_scomparsi_come_in_una_guerra_-130020393/

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/12/23/news/emilia-romagna_morti-130065968/

24.08.2020 Marco Della Luna

TRA ITALIA E BIELORUSSIA C’E’ DI MEZZO IL MARE (OCEANO ATLANTICO)

(di Massimiliano Bonavoglia)

La Bielorussia è oggi nell’occhio del ciclone mediatico (occidentale). Sino a poco tempo fa molti manco sapevano esattamente dove fosse collocata geograficamente, ma dopo quelle deprecabili elezioni ora tutti finalmente sanno che laggiù, anzi lassù, la democrazia non è di casa.

Lasciamo per un momento questo argomento e andiamo dall’altra parte dell’Atlantico.  La cosiddetta pandemia ancora in corso nel pianeta ha colpito duro anche gli USA. La FED ha stampato trilioni di dollari su ordine di Trump, si sono dati sussidi a fondo perduto come non mai nella storia americana, enorme ossimoro per il Paese più capitalista del mondo, gesto voluto da un presidente repubblicano, liberale e molto ricco di suo, il 2020 è un anno che troverà ampio spazio nei libri di storia dei prossimi secoli. Il PIL americano è calato, la disoccupazione è esplosa, i volumi nei mercati sono scesi, ma gli indici azionari, dopo un grande tonfo sono risaliti. Che sta succedendo? Proprio quest’anno, i colossi multinazionali si sono arricchiti in modo impressionante, come mostra un recente articolo di Forbes:

(https://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2020/06/22/us-billionaire-wealth-surged-since-the-start-of-the-pandemic-infographic/#5e03e8643f8b)

Jeff Bezos (Amazon) ha incrementato il suo patrimonio di 43,8 miliardi di dollari, Mark Zuckerberg (Facebook) 32,1 miliardi di dollari, Bill Gates soli 11,5 miliardi, passando però da 98 a 109,5. Questo multimiliardario, che grazie alla pandemia ha guadagnato undici miliardi e mezzo di dollari, ha chiamato Giuseppi nei mesi della esplosione (o implosione) sanitaria per farsi elargire 140 milioni di euro per la sua fondazione (Bill & Melinda Gates) per la ricerca sul vaccino anticovid, e lui naturalmente glieli ha dati. Soldi nostri, nel momento in cui l’Italia era il Paese più colpito al mondo dal virus dopo la Cina, con una sanità a brandelli grazie ai tagli degli ultimi trent’anni. Oltre ad essere il creatore di Microsoft, Gates ha doti divinatorie in campo medico, soprattutto epidemiologico. Da anni sosteneva l’imminente scoppio di una pandemia mondiale,  predicendo nel 2015 che vi sarebbero stati milioni di morti a causa di un nuovo virus (https://www.youtube.com/watch?v=6Af6b_wyiwI). Per meglio occuparsene, la fondazione di Gates (che a differenza di società commerciali vive di donazioni e non paga tasse) finanzia direttamente diversi laboratori e centri sperimentali di virologia e batteriologia, tra i quali quello di Wuhan, nella regione di Hubei, diventata tanto famosa purtroppo in questo turbolento 2020. Complottismo? No no, lo riporta il sito web della fondazione stessa (https://www.gatesfoundation.org/How-We-Work/Quick-Links/Grants-Database/Grants/2018/11/OPP1199760):

Si fa interessante, anche perché Gates è nel contempo il maggior finanziatore dell’OMS, l’organizzazione mondiale dealla sanità, che in quanto tale non dovrebbe dipendere economicamente da privati, che perseguono finalità privatistiche. Aggiungiamo che un documentario della RAI, anch’esso del 2015, pubblicava le preoccupazioni di tanti scienziati per gli esperimenti eseguiti in Cina, proprio a Wuhan, dove si innestava “una proteina superifciale di un coronavirus presa da pipistrelli sul virus della SARS ricavato da topi, per produrre un supervirus che potrebbe colpire gli uomini, che resta chiuso nei laboratori – si diceva – ovvio, serve solo per motivi di studio, ma – chiedeva il conduttore televisivo – vale la pena correre il rischio, creare una minaccia così grande solo per poterla esaminare?” (https://www.youtube.com/watch?v=uwyU5P5AuMk). Il dottor Giuseppe Tritto, notissimo esperto in biotecnologia e nanotecnologia con carriera accademica stellare, nonché presidente della WABT (Accademia Internazionale di Scienze Biomediche e tecnologiche) “collega il laboratorio di Wuhan alla Francia e agli Stati Uniti, mostrando come entrambi i Paesi abbiano fornito aiuto finanziario e scientifico ai cinesi quando hanno iniziato a condurre esperimenti di bioingegneria sempre più pericolosi. Sebbene né i virologi americani né quelli francesi siano responsabili del risultato finale – un coronavirus altamente contagioso e una pandemia globale – il loro coinvolgimento precoce potrebbe spiegare perché così tanti insistono sul fatto che la “chimera” deve provenire dalla natura. L’ultima cosa che vogliono ammettere è che potrebbero averci contribuito” (https://www.zerohedge.com/medical/renowned-eu-scientist-covid-19-was-engineered-china-lab-effective-vaccine-unlikely)  

La tv che non ha parlato d’altro dall’inizio del 2020, ci ha informati? Macché, a reti unificate è  stato immediatamente dichiarato che la molecola SHCO14 di cui si parla nel video della RAI non c’entra nulla con il COVID-19, si è frettolosamente tacciato di complottismo delirante ogni supposizione che anche quest’ultimo virus potesse risultare creato in laboratorio, prodotto artificialmente e deliberatamente là dentro, piuttosto che pervenuto attraverso il salto di specie sostenuto dalla versione ufficiale sin dal primo giorno. Questa però non è scienza, perché quando gli indizi cominciano ad essere numerosi, sia nella biologia che nella criminologia, si procede per indagini e investigazioni approfondite, invece che immediata smentita e deliberato attacco contro chiunque si azzardi a porre domande. Sovviene un dubbio… non è che i media sono controllati da grandi multinazionali in Italia come un po’ ovunque nel mondo “libero” delle grandi democrazie occidentali? Ma noooooh, tutte mere illazioni partorite da menti malate populiste e complottiste! Da queste parti si respira democrazia a pieni polmoni!

Torniamo ora alla Bielorussia, ma quella del mese di giugno, quando il Fondo Monetario Internazionale offre 940 milioni per affrontare i contagi, a condizione che si proceda alla chiusura totale come in Italia e nel resto del mondo. I soliti aiuti disinteressati e incondizionati insomma, dati per il piacere di dare e sentirsi tanto buoni. Ti offriamo quasi un miliardo, ma fai quello che diciamo noi, un ritornello che in Italia abbiamo già sentito, e che ahimè conosceremo molto bene nei prossimi mesi, con l’avvento del MES, “finalmente” accettato dalla mansueta Italia. In Bielorussia lo scorso giugno il presidente rese pubblica quell’offerta e la condizione cui era subordinata, motivando il rifiuto con la  catastrofe economica che ne sarebbe conseguita, per un Paese povero come quello, quando il tasso di mortalità, comunicava il ministero della salute nazionale, era del 0,7%, quindi inferiore ad altre malattie infettive (come l’influenza stagionale). Cosa ha fatto il presidente della Bielorussia? Ha denunciato pubblicamente il tentativo di imporre una chiusura totale al suo Paese mediante l’offerta di quattrini. Ha smascherato una modalità di esercitare pressioni politiche e imporre misure eccezionali in Paesi ancora sovrani, senza permettere che sia davvero il governo di quel Paese a decidere cosa fare con gli emolumenti elargiti. Il suo discorso non è mai stato fedelmente riportato in nessun telegiornale main stream dalle nostre parti, ed è molto probabile che quei soldi siano ora transitati a oppositori del presidente per farlo deporre, al punto che si sono viste manifestazioni di piazza che non si ricordavano da parecchi decenni. Ora per tutto il mondo la Bielorussia è oppressa da un terribile dittatore che senz’altro si deve dimettere, come dice la tv. Lo scrivente c’è stato tre volte negli ultimi cinque anni, senza avere l’impressione di trovarsi sotto il Terzo Reich. L’autostrada è gratis, ma solo per i cittadini bielorussi, se hanno un terzo figlio le coppie ottengono un appartamento gratis donato dallo Stato, basta essere cittadini bielorussi, i parchi pubblici non sono transennati come nelle nostre città, sono aperti e accessibili 24 ore su 24. In aeroporto a Minsk, c’è un primo scaffale con le maggiori marche di Vodka bielorussa a prezzi decisamente popolari, mentre tutte le altre marche estere sono negli scaffali misti, con prezzi più alti per via della tassazione. Si protegge la produzione nazionale. Sono vietati gli allevamenti intensivi, la carne ha un sapore che rimane in mente, anche quella di suino, che rufola a terra in spazi sufficienti a far crescere ogni capo in condizioni ottimali. Persino le uova hanno un sapore diverso, e quasi ogni famiglia ha galline e un orto, così da essere parzialmente autosufficiente.  Il vestiario non offre la nostra varietà ed il nostro stile estetico, però pare indistruttibile, non c’è l’obsolescenza programmata da quelle parti, i prodotti d’abbigliamento sono fatti per durare, non per passare di moda dopo sei mesi. È solo questione di tempo, ma Lukashenko verrà deposto, anche aizzando la folla contro di lui, perché non si è piegato al volere di forze straniere che rappresentano immensi interessi finanziari, e non solo ha difeso il proprio popolo, ma ha anche comunicato esplicitamente il tentativo di coercizione. Non si è venduto a potenze straniere. Chi non si può comprare, deve essere eliminato nella logica imperialistica a stelle e strisce, gli esempi sono innumerevoli.

Sarà per questo che si sono messi tutti sull’attenti, dopo che Trump ha nominato Giuseppi capo del nuovo governo, senza che vi fosse stato un cane favorevole prima: Zingaretti e Di Maio erano per non fare alcun inciucio, persino Giuseppi aveva promesso che mai ci sarebbe stato un Conte bis, quando nei giorni precedenti la rottura voluta da Salvini gli veniva chiesto un parere. Nel frattempo, metteva a disposizione di Trump gli 007 italiani , questione mai chiarita né fuori né dentro il parlamento (https://www.open.online/2019/10/07/perche-e-come-conte-ha-permesso-al-procuratore-di-trump-di-incontrare-il-capo-dei-nostri-007/). In tanti ancora oggi non si spiegano perché un reazionario come Trump debba simpatizzare per uno come Conte, quando aveva Salvini che per anni lo lodava e si ispirava al suo modello. La risposata è facile. Salvini parla spesso, dichiara simpatie e antipatie pubblicamente, è un libro aperto, mentre Conte fa i fatti, e poi li nega, secondo l’antica scuola democristiana del potere che logora chi non ce l’ha. Seguito quindi da Di Maio, che da anti-euro è diventato garante della stabilità europea (parole sue) e da tutto il carrozzone cinque stelle, che ne perde una per strada a settimana. Giuseppi tuona sotto il governo gialloverde: “Metteremo fine al business dell’immigrazione. Stop a finta solidarietà”

(https://www.youtube.com/watch?v=TsQM1ehkBgQ), e poi  firma per processare Salvini sotto quello giallorosso e adotta la politica piddina. Si dichiara ora di sinistra, ma per rimanere al potere i giorni post-Papete non ha mancato di compiacere Trump, il vero padrone di casa. Si prende i pieni poteri, dichiara lo Stato di emergenza a inizio 2020, mentendo innumerevoli volte in pubblico, dopodiché qualche mese dopo, a tasso di letalità azzerata del virus proroga lo Stato di emergenza così, se le cose si mettono male, nonostante l’alleanza Pi-di-stelle, può rinviare le elezioni regionali. L’unica votazione sicura sarà quella sulla riduzione dei parlamentari, deputati e senatori, atto che era nel programma della P2 di Licio Gelli (https://www.grandeoriente-democratico.com/I-Neo-piduisti-che-spingono-per-il-taglio-dei-parlamentari-italiani-misura-che-era-auspicata-nel-Piano-di-Rinascita-post-democratica-della-Loggia-P2-di-Licio-Gelli.html), perché riducendo rappresentatività territoriale, si controlla meglio la cabina di comando di uno Stato. Il popolo-bue si lascia condurre alla spasmodica caccia del politico che ha usufruito dei 600 euro, affinché si sappia chi è indegno del voto ricevuto, ma non cerca di sapere chi ha firmato il MES, magari tra coloro che lo hanno ufficialmente criticato (cosa forse leggermente più grave…).

Il popolo si accontenta di sapere che con la riduzione del numero dei rappresentanti parlamentari si risparmierà qualche milione, senza pensare che sarebbe bastato abbassare gli stipendi a tutti, e vincolarli un po’ di più alle promesse fatte in campagna elettorale (altro cavallo di battaglia, rivelatosi poi cavallo di troia dei cinque stelle e ora dimenticato) per ottenere anche un risparmio maggiore e serietà estesa a tutti. Siccome sarà senza quorum, e i dibattiti in pubblico sono sospesi per l’emergenza sanitaria, puntano sulla distrazione di massa per sfangarla anche questa volta. Passato il referendum, sanno di dover scomparire, e questo sarà un motivo in più, se mai ce ne fosse bisogno, per cementare ulteriormente questo governo Frankenstein fino al 2023. Proprio no, Giuseppi non è come Lukashenko.

Quando un italiano (medio, quasi mediocre) sente che in Bielorussia vengono picchiati i manifestanti anti-Lukashenko, inorridisce e invoca i bombardieri yankee come quelli del premio nobel per la pace Obama che sistemarono Gheddafi, e fecero della Libia un esempio  quale è ora di democrazia e libertà, e che dal 2011 ci regala sonni tranquilli.

Quando un bielorusso sente dalla tv che Conte ha ad un certo momento stabilito di interrogare tutti i passanti e accertarsi che si stiano recando da un congiunto, si porta le mani al viso e probabilmente pensa: “Speriamo che Putin faccia qualcosa per non farci cadere in mani americane e finire come gli italiani!”.

23.08.2020 Massimiliano Bonavoglia

Fonte: https://marcodellaluna.info/sito/2020/08/24/conte-e-lukashenko-a-confronto/



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