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MINISTERO DELL’ISTRUZIONE: QUALE LEGALITA’?

Di Patrizia Buzzo, una docente a Bologna ex sospesa, ex assente ingiustificata e in aspettativa

Il Segretariato generale della Giustizia Amministrativa e il Ministero dell’Istruzione propongono un concorso scolastico dal proposito davvero altisonante:
“recuperiamo la legalità per vivere nella libertà e, quindi, nella dignità.”

Uscire dalla illegalità è la vera dimostrazione di potere: il potere di scegliere della propria vita, nel rispetto dei principi della nostra Costituzione. Viene spontaneo pensare: finalmente qualcuno ha ascoltato la propria coscienza e ha pensato di insegnare a ragazzi e ai giovani l’importanza di valori fondamentali quali la Libertà e la Dignità, in nome della Costituzione! Purtroppo il bando aggiunge:

Il 16 maggio 2022 gli studenti incontrano i giudici amministrativi nel ricordo di Falcone e Borsellino e dei tanti eroi civili della Storia del nostro Paese per rispondere all’appello del Presidente della Repubblica ai giovani per la piena attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione.

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Eh no, non ‘toccate’ Falcone e Borsellino a sproposito, che, proprio operando nella piena legalità hanno pagato a caro prezzo personale la ricerca della Verità. Vi prego di non strumentalizzare tanti altri eroi civili che hanno dato la vita per questo Paese avendo i poteri dello Stato contro sebbene nell’apparenza ipocrita di averli a favore. Troppo comodo nascondere i primi sensi di colpa dietro un mito di cui ci si vuole vergognosamente impadronire.
Quello che stiamo vivendo da più di due anni, infatti, ha forse avuto una pregnanza di legalità o solo un’ipocrita parvenza? Persuadere con tutti i mezzi le persone che un virus malvagio ed incurabile le stia braccando, e quindi debbano rinchiudersi in casa o rientrare entro una certa ora, portare la mascherina come uniforme, igienizzarsi compulsivamente le mani, tenersi a distanza gli uni dagli altri nella pusillanimità disumanizzante, lasciarsi iniettare un farmaco sperimentale, esibire doverosamente un lasciapassare per accedere ai diritti fondamentali, in quali sensi possono essere esercizi di Libertà nella Democrazia? Dove è la dignità di 60 milioni di cittadini della Repubblica italiana chiusi in lock down, cioè agli arresti domiciliari, per una scelta politica e non dettata in senso scientifico, così come hanno recentemente dichiarato anche i membri del CTS?

Non vedo proprio quale sia la legalità che al Ministero si propongono di recuperare i promotori di questo concorso. A volte si rende necessario scegliere se vivere nella legalità apparenti, quella di uno stato di cose immutabili garantito da istituzioni ormai diventate vacui feticci, oppure se intraprendere un percorso critico di consapevolezza sull’equilibrio che sussiste tra i bisogni naturali e quelli indotti dall’esercizio dell’Autorità politica.

Sono una docente ed ho vissuto in prima linea l’ennesima deriva della Scuola italiana. E’ stato terribile: cercavo di aiutare i miei alunni, ma in realtà potevo fare poco per loro, perché il protocollo da rispettare è stato nulla di più che una sfilata per manichini. Il male che bambini, ragazzi e giovani hanno patito in questi due anni è stato enorme, incommensurabile.
Quindi anche perchè la mia salute ha cominciato a dare segni di cedimento, non me la sono più sentita di far parte di questo scempio quotidiano. Tuttavia con il mio sacrifcio credo di non aver mai potuto offrire un insegnamento più grande di quello che ho potuto dare in questo periodo di mia grande sofferenza. Dalla mia uscita dall’aula, coloro che tra i miei alunni sono stati in grado di farlo, hanno capito molto!

L’attimo Fuggente

Alcuni mesi fa, comunicando la mia sospensione, ho scritto ai miei studenti: “sarò costretta a malincuore a rinunciare a voi, miei alunni, e al mio lavoro, ma non rinuncerò alla mia dignità e al mio diritto alla libertà di scelta”.
Credo di aver utilizzato molto a proposito questi due termini di grande valenza: Dignità e Libertà. Termini che, invece, quel bando ha strappato e stracciato, nel nome della Costituzione e soprattutto di uomini e donne coraggiosi, come i magistrati citati, che hanno pagato con l’estremo sacrificio, la vita, il proprio impegno civile per la Legalità e non una specie di ‘legalità’.
Il bando forniva come scadenza per la presentazione dei lavori in concorso la data del 18 aprile 2022, ma una successiva comunicazione prorogava il termine al 4 maggio 2022: forse a qualche insegnante in servizio è venuto qualche dubbio riguardo alla coerenza di una tale proposta? Mi auguro sia davvero così.

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