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“OSPEDALE DI MARIUPOL: FAKE-NEWS”. Libero da Pazienti ma Covo di NeoNazisti. Ambasciatore Russo: “ONU Avvisata da Giorni”

Sul “set fotografico di Mariupol” anche una nota modella ucraina col pancione sospetto

di Carlo Domenico Cristofori

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«Si sono interrotti nuovamente i corridoi umanitari in uscita da Mariupol, questa volta per un barbaro attacco all’ospedale della città sul Mar d’Azov, comprendente anche reparti di maternità e pediatrico. A denunciare il raid è stato il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, nelle stesse ore in cui altri raid stanno “piovendo” dai cieli di Kharkiv e nella periferia di Kiev. Il Presidente Zelensky citando il bombardamento sull’ospedale di Mariupol, denuncia “ci sono bambini sotto le macerieFermatevi!”».

Abbiamo pescato a caso su un sito di mainstream ITALIANO questo brevissimo racconto di una colossale Fake-News sul presunto attacco dell’altra notte. Per un semplice motivo: non c’era alcun civile o paziente! E le foto di una donna incinta soccorsa tra le macerie sono assai sospette trattandosi di una modella ucraina abituata a posare davanti alla macchina fotografica con un cuscino al posto di un bambino…

 Le foto sospette della modella ucraina a Mariupol nell’ospedale lasciato da giorni dalle donne incinta: per un bimbo o un cuscino come quello dei suoi spot?

Era infatti stato sgomberato prima del 7 marzo quando il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, fece una dettagliata relazione sulla città chiave nello scontro tra milizie russe e nazionalisti neo-nazisti ucraini che hanno il compito di difendere quell’area. Non solo.

«Il portavoce del ministero della Difesa russo generale maggiore Igor Konashenkov ha affermato che le affermazioni sull'”attacco aereo” che avrebbe avuto luogo nella città ucraina di Mariupol non sono altro che una provocazione volta ad alimentare il clamore anti-russo. L’ufficiale della difesa ha sottolineato che l’aviazione russa ha svolto “assolutamente nessun compito” nell’area di Mariupol» ha scritto il sito Sputnik International reperibile con difficoltà in Europa a causa della censura decisa dall’Unione Europea contro i media russi (tra cui Russia Today).

“L’analisi delle dichiarazioni dei rappresentanti del regime nazionalista di Kiev, del materiale fotografico dell’ospedale non lascia dubbi: il presunto ‘attacco aereo’ avvenuto è una provocazione completamente orchestrata per mantenere il clamore anti-russo tra il pubblico occidentale”, ha detto Konashenkov.

Ha spiegato che, sebbene la natura del danno esterno e interno all’edificio possa fuorviare il pubblico non professionista di massa in Europa e negli Stati Uniti, non può ingannare gli esperti, poiché “una munizione aerea ad alto potenziale esplosivo semplicemente non avrebbe lasciato nulla delle pareti esterne dell’edificio”.

Secondo Konashenkov, in precedenza è stato comunicato che gli ospedali di Mariupol, incluso l’ospedale №3 – quello che sarebbe stato bombardato durante la notte tra il 9 ed il 10 marzo – hanno smesso di funzionare alla fine di febbraio.

FAKE.NEWS E FALSE-FLAG

Si tratterebbe dell’ennesima False-Flag, un attacco sotto “falsa bandiera” vero o simulato fatto da un nemico per incolpare l’avversario: proprio come il fittizio bombardamento di un asilo nel Donbass, che fece riprendere gli attacchi dell’esercito di Kiev e indusse il presidente russo Vladimir Putin il 22 febbraio a riconoscere l’indipendenza delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk avviando poi l’operazione militare il 24 febbraio.

Ma è simile anche al presunto attacco di un ospedale pediatrico di Kiev poi smentito dalla stessa giornalista ucraina che aveva diffuso a tutti i media internazionali la notizia e la foto di un bimbo morto ma stranamente in posa.

Uno dei simboli della speculazione mediatica contro Putin, intento a terminare una guerra iniziata dall’esercito di Kiev 8 anni nel Donbass che ha causato 13mila morti, ha indotto in una clamorosa gaffe persino il Segretario Generale dell’ONU, grande sostenitore di quell’oligarchia del World Economic Forum che, secondo l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, Nunzio Apostolico Emerito negli Usa per la Chiesa Cattolica, ha fomentato la guerra in Ucraina per imporre la tirannide del Nuovo Ordine Mondiale. Chi avrà la pazienza di leggere il suo Dossier in 3 parti troverà conferma di quanto Gospa News scrive dal 2018 sul martoriato e fino a ieri dimenticato Donbass.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva precedentemente condannato sul suo account Twitter un “attacco a un ospedale di Mariupol, in Ucraina, dove si trovano i reparti di maternità e bambini”, definendolo “orribile”, osservando che i civili stanno “pagando il prezzo più alto per una guerra che ha niente a che fare con loro”

Il vice rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, però lo ha pesantemente redarguito su Twitter: “Così nascono le #Fakenews. Avevamo avvertito formalmente nella nostra dichiarazione del 7 marzo alle Nazioni Unite (https://russiaun.ru/en/news/070322n) che questo ospedale era stato trasformato in un oggetto militare da parte dei radicali. Molto inquietante che le Nazioni Unite diffondano queste informazioni senza verifica”.

Ligi a fare il nostro lavoro di giornalisti investigativi fino in fondo, dopo aver smascherato il buco fatto a picconate nell’asilo e il bimbo morto in posa tra i cartoni di un ospedale mai colpito, siamo andati a leggere la dichiarazione ufficiale del rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia.

«Il 4 marzo, il ministero della Difesa russo e il vice primo ministro ucraino I.Vereshchuk hanno negoziato i parametri dei corridoi umanitari da Mariupol a Zaporozhye e da Volnovakh a Denepropetrovsk. Avrebbero dovuto aprire alle 10:00 del 5 marzo. Come richiesto da Kiev, i rappresentanti del CICR sono stati invitati nelle aree di passaggio umanitario. La parte russa era pronta a fornire un’assistenza completa per mantenere la sicurezza durante l’evacuazione. Ne abbiamo informato il Segretariato delle Nazioni Unite a tempo debito».

 La dichiarazione su Mariupol dell’Ambasciatore Russo Vassily Nebenzia

«Tuttavia i radicali ucraini che erano a Mariupol hanno violato questo accordo. Come si deduce da una comunicazione intercettata di due comandanti del battaglione Azov, i radicali di Volnovakh hanno ricevuto l’ordine di mettere in ginocchio coloro che si dirigevano verso i corridoi umanitari. Coloro che hanno osato lasciare Mariupol a proprio rischio e pericolo, sono stati uccisi dai nazisti ucraini ai posti di blocco mentre cercavano di uscire dalla città. Ancora una volta, ci sono molte prove video che lo dimostrano» ha aggiunto l’ambasciatore russo che già nei giorni precedenti aveva denunciato i casi dell’utilizzo di civili come scudi umani da parte dei paramilitari di Kiev che fanno combattere anche i bambini (come confermano foto e Dossier Viganò).

«Secondo i nostri registri, 200mila civili sono intrappolati nella sola Mariupol e tenuti sotto tiro dal battaglione Azov. La situazione umanitaria nelle città si deteriora rapidamente. Per quanto riguarda gli umanitari che sono pronti ad aiutare, non possono entrare e prevenire il disastro in corso. Le persone in altre regioni dell’Ucraina che sono state bloccate dai battaglioni nazionalisti si trovano nella stessa situazione disperata».

«I radicali ucraini mostrano il loro vero volto ogni giorno più distintamente. La gente del posto riferisce che le forze armate ucraine hanno cacciato il personale dell’ospedale natale n. 1 della città di Mariupol e hanno allestito una postazione di fuoco all’interno della struttura. Inoltre, hanno completamente distrutto uno degli asili della città. In aggiunta a questo, la parte ucraina rifiuta fermamente di collaborare per quanto riguarda l’evacuazione dei civili da Kharkov e Sumy».

«Tutto il personale ei pazienti sono stati dispersi dai nazionalisti. A causa della posizione tattica favorevole vicino al centro città, l’edificio dell’ospedale è stato trasformato in una roccaforte del battaglione nazionalista Azov» ha confermato anche il generale Konashenkov.

Fino a evidenti, concrete e inequivocabili prove contrarie siamo più disposti a credere al diplomatico russo che ai militari del Battaglione Azov che sfilano con le svastiche naziste e al presidente ucraino, ex comico, invischiato con i più loschi potentati della terra come dettagliato dal Dossier Viganò.

Carlo Domenico Cristofori
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – DOSSIER UCRAINA

GOSPA NEWS – DOSSIER LOBBY ARMI

GOSPA NEWS – REPORTAGES ZONE DI GUERRA

Fabio G. C. Carisio

Fabio Giuseppe Carlo Carisio, classe 1967, è giornalista pubblicista dal 1991. Ha diretto vari giornali locali piemontesi ed è stato corrispondente per i quotidiani Il Giornale e Libero. Nel 2018 ha fondato il webmedia di informazione giornalistica cristiana Gospa News. Dal 2019 è autore sul sito americano di gepolitica ed intelligence militare Veterans Today. Le sue investigazioni internazionali sono state pubblicate su Reseau International, Sputnik Italia, Maurizio Blondet e altri portali di contro-informazione. Alcune inchieste sono state tradotte in varie lingue e pubblicate su siti cinesi, russi, bulgari, mediorientali e latino americani. https://gospanews.net

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