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Perché così tante persone altamente istruite sono disposte a rinunciare al loro potere innato di pensare?

Tra le auto-contraddizioni che si moltiplicano causate dall’incompatibilità delle nostre percezioni della realtà stessa, le crisi ad ogni livello (economico, geopolitico, spirituale) stanno diventando troppo brutte e dolorose per essere ignorate. Alcune delle domande più urgenti che vengono ora sollevate dai cittadini pensanti che assistono al disfacimento dei loro mondi includono:

Perché così tante persone altamente istruite sono disposte a rinunciare al loro potere innato di pensare per lasciarsi guidare da esperti oscuri che dicono loro cosa è vero e come comportarsi?

Perché così tanti nostri concittadini sono così disposti a rinunciare ai loro diritti e alle loro libertà per proteggersi da minacce invisibili come virus con un tasso di sopravvivenza del 99,9%?

Perché così tante persone sono incapaci e riluttanti ad accettare l’idea della cospirazione, o intenzionalità come un fenomeno efficiente ed esistente negli affari mondiali quando cose come “Great Reset” vengono pronunciate quotidianamente dai miliardari misantropi?

Se queste domande vi lasciano perplessi, non sentitevi a disagio. La nostra intera civiltà ha vissuto sotto un paradigma che è stato progettato per compartimentalizzare la conoscenza umana per molte generazioni (riservando il diritto di pensare dall’alto verso il basso a un piccolo corpo dirigente di ingegneri sociali e manager in condizioni e vincoli molto specifici).

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Massimo

Mi sono fatto anch’io le stesse domande. Io non credo di essere particolarmente scettico sui vari aspetti della vita e della società. Ma sin dall’inizio di questa crisi del mondo globalista causata dalla pseudo-pandemia, mi sono fatto delle domande, ho avuto dei dubbi. E ho cominciato a vedere che intanto non ero l’unico e poi che molti dubbi avevano risposte, forse inaspettate, forse in attesa di conferma, ma certamente realistiche e soprattutto evidenti .Credo che molte persone, anche con livello di istruzione elevato e di condizione economica benestante e quindi, in teoria predisposte ad usare il cervello in forma critica, preferiscono viceversa rimanere nel conformismo della massa. Questo penso sia il risultato di ormai oltre 30 anni di somministrazione di modelli culturali e sociali, di basso livello intellettuale, inquadrati nel semplice consumismo e non sulla valutazione critica della propria esistenza e di quella generalmente intorno a se stessi. Casa, auto, vacanza, tv, telefonino, sorrisino, battutina…tutto conformato, secondo vari modelli ma poi sempre più globalmente univoco, con l’avvento di internet e della connessione digitale all-over. La maggior parte della gente, indipendentemente dal pezzo di carta acquisito o dal lavoro svolto, ha paura di perdere queste cose materiali e si accontenta di preservarle. Sono dipendenti dal conformismo sociale. Allora anche il sentirsi porre domande e dubbi destabilizzanti questa finta sicurezza, vanno in tilt. Intravedono in quelle domande e in chi le pone il diverso, l’impalpabile, il buio, il terrore, il pericolo. E quindi si barricano dietro il bavaglio che gli copre non solo la faccia ma soprattutto il cervello e aspettano che qualcuno gli dica che possono uscire dal bunker perché il peggio è passato. Senza capire che invece, quando ti tolgono il diritto di muoverti, incontrare e vivere con altre persone, il peggio deve ancora arrivare. Più prima che poi ti toglieranno anche la casa, l’auto, la vacanzina, la battutina, il sorrisino, facendoti credere che è per il tuo bene, per la tua salute!
Io giro quotidianamente e senza maschera. Vedere che la quasi totalità di quelli che incontro, invece la usano, mi fa provare per loro compassione e preoccupazione per quanti malati psichici avremo nei prossimi mesi. Vivere per mesi, ormai quasi un anno, imbavagliati e rinchiusi in casa, può produrre solo patologie psichiche perché l’essere umano non è nato/creato per vivere in queste condizioni.
Solo ponendomi dei dubbi e cercando delle risposte, sto mantenendo il mio equilibrio psico-fisico, conservando le mie aspirazioni. Viceversa mi sentirei fragile e metterei anchì’o il bavaglio aspettando il via libera.
L’elite che può cambiare le carte in tavola, certamente è composta da chi vuole sapere e conoscere e migliorare le condizioni della propria vita, non peggiorarla, come succede oggi.. E’ sempre stato così dalla notte dei tempi.
E’ le elite positive sono quelle che dalla notte dei tempi, hanno spinto avanti il mondo e la massa. Anche oggi dovrà essere così.
Anche oggi l’elite è e dovrà essere costituita da chi riesce a discostarsi dal comune pensare e dovrà essere pronta anche a combattere, forse non solo intellettualmente, contro l’altra elite, quella che detiene il potere economico e che sta ingerendo e soverchiando il potere politico dei singoli Stati, imponendo di fatto un’ idea di società non piacevole per la massa..
A meno che un singolo Stato, per preservare innanzitutto la propria democrazia, crei a livello mondiale, un vero e proprio terremoto politico, economico e quindi sociale, che destabilizzi, rompa l’egemonia dell’elite economica.
Riportando la società occidentale, in primis, a un equilibrio basato sul valore dei diritti umani reali.
Se non succederà questo, credo che passeremo tempi molto cupi, sia per chi usa e vuole usare il cervello sia per chi se lo chiude in un bavaglio. Ma ci sarà sempre chi si fa farà delle domande e troverà delle risposte!!

Massimo

Mi sono fatto anch’io le stesse domande. Io non credo di essere particolarmente scettico sui vari aspetti della vita e della società. Ma sin dall’inizio di questa crisi del mondo globalista causata dalla pseudo-pandemia, mi sono fatto delle domande, ho avuto dei dubbi. E ho cominciato a vedere che intanto non ero l’unico e poi che molti dubbi avevano risposte, forse inaspettate, forse in attesa di conferma, ma certamente realistiche e soprattutto evidenti .Credo che molte persone, anche con livello di istruzione elevato e di condizione economica benestante e quindi, in teoria predisposte ad usare il cervello in forma critica, preferiscono viceversa rimanere nel conformismo della massa. Questo penso sia il risultato di ormai oltre 30 anni di somministrazione di modelli culturali e sociali, di basso livello intellettuale, inquadrati nel semplice consumismo e non sulla valutazione critica della propria esistenza e di quella generalmente intorno a se stessi. Casa, auto, vacanza, tv, telefonino, sorrisino, battutina…tutto conformato, secondo vari modelli ma poi sempre più globalmente univoco, con l’avvento di internet e della connessione digitale all-over. La maggior parte della gente, indipendentemente dal pezzo di carta acquisito o dal lavoro svolto, ha paura di perdere queste cose materiali e si accontenta di preservarle. Sono dipendenti dal conformismo sociale. Allora anche il sentirsi porre domande e dubbi destabilizzanti questa finta sicurezza, vanno in tilt. Intravedono in quelle domande e in chi le pone il diverso, l’impalpabile, il buio, il terrore, il pericolo. E quindi si barricano dietro il bavaglio che gli copre non solo la faccia ma soprattutto il cervello e aspettano che qualcuno gli dica che possono uscire dal bunker perché il peggio è passato. Senza capire che invece, quando ti tolgono il diritto di muoverti, incontrare e vivere con altre persone, il peggio deve ancora arrivare. Più prima che poi ti toglieranno anche la casa, l’auto, la vacanzina, la battutina, il sorrisino, facendoti credere che è per il tuo bene, per la tua salute!
Io giro quotidianamente e senza maschera. Vedere che la quasi totalità di quelli che incontro, invece la usano, mi fa provare per loro compassione e preoccupazione per quanti malati psichici avremo nei prossimi mesi. Vivere per mesi, ormai quasi un anno, imbavagliati e rinchiusi in casa, può produrre solo patologie psichiche perché l’essere umano non è nato/creato per vivere in queste condizioni.
Solo ponendomi dei dubbi e cercando delle risposte, sto mantenendo il mio equilibrio psico-fisico, conservando le mie aspirazioni. Viceversa mi sentirei fragile e metterei anchì’o il bavaglio aspettando il via libera.
L’elite che può cambiare le carte in tavola, certamente è composta da chi vuole sapere e conoscere e migliorare le condizioni della propria vita, non peggiorarla, come succede oggi.. E’ sempre stato così dalla notte dei tempi.
E’ le elite positive sono quelle che dalla notte dei tempi, hanno spinto avanti il mondo e la massa. Anche oggi dovrà essere così.
Anche oggi l’elite è e dovrà essere costituita da chi riesce a discostarsi dal comune pensare e dovrà essere pronta anche a combattere, forse non solo intellettualmente, contro l’altra elite, quella che detiene il potere economico e che sta ingerendo e soverchiando il potere politico dei singoli Stati, imponendo di fatto un’ idea di società non piacevole per la massa..
A meno che un singolo Stato, per preservare innanzitutto la propria democrazia, crei a livello mondiale, un vero e proprio terremoto politico, economico e quindi sociale, che destabilizzi, rompa l’egemonia dell’elite economica.
Riportando la società occidentale, in primis, a un equilibrio basato sul valore dei diritti umani reali.
Se non succederà questo, credo che passeremo tempi molto cupi, sia per chi usa e vuole usare il cervello sia per chi se lo chiude in un bavaglio. Ma ci sarà sempre chi si fa farà delle domande e troverà delle risposte!!

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