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PFIZER: AFFARI CON GOLDMAN SACHS, INTRIGHI CON GLI EX MANAGER DRAGHI & MONTI

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di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

«Bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione, in una situazione di guerra si devono accettare delle limitazioni alle libertà». E’ quanto ha detto l’ex premier italiano Mario Monti in diretta a La7, ospite del programma In onda.

Il suo monito appare un mandato di censura verso tutti i giornalisti investigativi (pochi), opinionisti e blogger (tanti) perché siano costretti a smettere di raccontare ciò che scoprono, perché siano indotti a cessare di scavare nel mondo dorato e sotterraneo dei conflitti d’interessi globali da dove giungono mefitici miasmi di una cloaca d’immensa corruzione perpetrata sulla pelle degli abitanti della terra.

Questo suo appello ad una diabolica inquisizione giunge da lui proprio perché è uno degli spettri che aleggia dietro una pandemia da bio-arma e la colossale speculazione sanitaria delle Big Pharma nel nome di una millantata emergenza mondiale architettata con virus da laboratorio SARS-Cov-2 (gli indizi probatori sono ormai centinaia), tamponi taroccati, restrizioni asfissianti e retorica del terrore di memoria comunista.

PRODI, MONTI E GLI ESPERIMENTI DI WUHAN

Monti fu infatti nella Commissione Europea presieduta da Romano Prodi che nel 2004, attraverso il progetto EPISARS, finanziò con quasi 2 milioni di euro le pericolose ricerche nel laboratorio del Wuhan Institute of Virology.

Lì si costruirono virus chimerici ricombinanti di SARS del 2003 infettato con HIV di cui l’Università della North Carolina potenziò la carica virale con il Guadagno di Funzione grazie alla collaborazione tra la bat-woman Shi Zhengli e il microbiologo Ralph Baric che, sotto l’egida di Anthony Fauci, cominciò a creare agenti patogeni artificiali ottenuti dalla famiglia dei coronavirus fin dal 1999. Tanto da legittimare l’accusa del dottor David E. Martin secondo il quale SARS del 2003 e MERS del 2012 furono anch’essi costruiti in laboratorio.

In merito il virologo Luc Montagnier, vincitore del Nobel per la Medicina nel 2008, non solo confermò la presenza di sequenze di HIV nel SARS-Cov-2 ma sottoscrisse una perizia giurata certificando che il virus dell’odierna pandemia è “un’arma batteriologica”.

Nell’ultimo reportage del ciclo WuhanGates, il n. 43, abbiamo dimostrato come questa criminale “pandemia pianificata da decenni (secondo l’avvocato Robert F. Jennedy jr)” avrebbe avuto due occulti registi: Jiang Zemin, noto come boia della Tienanmen per aver ordinato la strage inaugurando così la sua carriera di segretario generale del Partito Comunista Cinese e di presidente della Repubblica Popolare poi, e Bill Clinton del Democratic Party negli USA.

PFIZER, GOLDMAN SACHS E POLITICI DEM

Ecco perché oggi assume notevole rilevanza il fatto che tutti gli ex premier sostenuti dal Partito Democratico in Italia abbiano avuto intrighi diretti o indiretti con le Big Pharma dei vaccini.

Tutto ciò viene portato a galla dal Bilancio Annuale 2020 della Pfizer nel quale si trova un maxi-affare azionario con la famosa banca Goldman Sachs di New York perpetrato dalla multinazionale americana produttrice del Comirnaty (insieme alla tedesca Biontech).

Ad oggi questo è l’unico siero genico antiCovid che ha ottenuto l’autorizzazione all’uso di emergenza anche per i bambini da 5 anni in sù dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA, ente governativo), dall’European Medicines Agency (EMA), dalla Food and Drug Administration (FDA) e dagli americani Centers of Diseases Control and Prevention (CDC), finiti nell’occhio del ciclone per un medico del comitato di valutazione finanziato da una partner di Pfizer: la londinese Glaxo Smith Kline (GSK), la Big Pharma promossa dall’ex premier e segretario PD Matteo Renzi.

Ciò avvenne sulla base di un accordo internazionale con la Global Health Security Agenda creata dal Dem Barack Obama per sostenere il progetto del suo megadonor Bill Gates, finanziatore attraverso la sua fondazione anche degli esperimenti di Wuhan come delle multinazionali dei vaccini GSK, Biontech, Moderna e “supervisore” delle altreattraverso un accordo di cartello del settembre 2020.

Come ricordato in uno splendido articolo di geopolitica economica scritto dal giornalista Francesco Mercadante sul Sole 24 Ore nel febbraio 2021 e intitolato “DRAGHI E GNOMI. Banche e politica: i grandi nella lista Goldman Sachs delle porte girevoli”, Prodi e Monti come Mario Draghi, attuale presidente del Consiglio dei Ministri e propugnatore di draconiane misure PRO-VAX, e Gianni Letta, zio dell’ex premier Enrico ed attuale segretario nazionale del Partito Democratico che sostiene il governo, hanno avuto importantissimi incarichi nella Goldman Sachs.

Monti nell’agosto 2020 è stato nominato a capo della commissione pan-europea per la Salute e lo sviluppo sostenibile dell’OMS, focalizzata anche sulla gestione dei vaccini.

Certamente hanno tutti profili manageriali di altissimo livello e curriculum inappuntabili. Ovviamente la Pfizer può fare affari con qualsiasi banca del mondo desideri. Ma il ruolo in politica dei premier scelti dai Democratici dalle ricerche sui virus SARS fino alla gestione dell’emergenza COVID-19 solleva non solo inquietanti sospetti ma lapalissiani conflitti d’interessi anche perché nel Consiglio di Amministrazione di Pfizer siede un’ex CEO della Goldman Sachs…

GIRANDOLA DI MILIARDI TRA PFIZER E GOLDMAN SACHS

Vediamo prima di tutto la girandola di miliardi avvenuta nel 2019 secondo quanto risulta dal bilancio ufficiale Pfizer.

Alla voce “Equity – Acquisti di azioni ordinarie” della nota 12 la multinazionale farmaceutica americana descrive le operazioni di riacquisto delle proprie azioni che si sono incrementate dal 2015 al 2019 in modo vertiginoso, come se già sapesse che di lì a qualche anno il valore nominale sarebbe esploso a causa di una pandemia profetizzata da Bill Gates proprio nel 2015 e poi dall’ex vice direttrice della Central Intelligence Agency, l’avvocatessa Avril Haines (da giovane portaborse di Joseph Biden al Congresso ma successivamente esperta di armi batteriologiche), quando invocò la necessità di un nuovo Ordine Mondiale per contrastarla, durante una conferenza a Camdem del 2018.

«Acquistiamo le nostre azioni ordinarie tramite transazioni negoziate privatamente o sul mercato aperto, come giustificano le circostanze e i prezzi. Le azioni acquistate nell’ambito di ciascuno dei piani di acquisto di azioni, che sono autorizzati dal nostro CdA, sono disponibili per scopi aziendali generali. A dicembre 2015, il CdA ha autorizzato un programma di riacquisto di azioni da $ 11 miliardi, che si è concluso nel terzo trimestre del 2018. A dicembre 2017, il CdA ha autorizzato un ulteriore programma di riacquisto di azioni da $ 10 miliardi, esaurito nel primo trimestre del 2019. In Nel dicembre 2018, il CdA ha autorizzato un altro programma di riacquisto di azioni da $ 10 miliardi da utilizzare nel tempo e i riacquisti di azioni sono iniziati nel primo trimestre del 2019».

Si tratta di un’operazione perfettamente legittima (soggetta al vaglio della SEC – US Securities and Exchange Commission, la Consob americana) ma molto sospetta alla luce di un evento successivo.

Il 12 settembre 2019, infatti, la Pfizer fu l’unica Big Pharma che partecipò ad un summit della Commissione Europea sull’immunizzazione globale alla presenza di vari politici, autorità sanitarie, del direttore dell’OMS Tedro Adhanom Gebreyesus, ritenuto pupazzo di Bill Gates, e di ben quattro rappresentanti delle ONG fondate dal tycoon di Microsoft, tra cui la Gavi Alliance che oggi gestisce il piano dell’OMS per la vaccinazione antiCovid nei paesi poveri denominato COVAX ed amministrato da una ex manager GSK, partner di Pfizer.

«Nel marzo 2018, abbiamo stipulato un contratto di Riacquisto Accelerato di Azioni (ASR) con Citibank, N.A. per riacquistare $ 4 miliardi di azioni ordinarie in base alla nostra autorizzazione al riacquisto di azioni precedentemente annunciata. Abbiamo pagato $ 4 miliardi e ricevuto una consegna iniziale di 87 milioni di azioni al prezzo di $ 36,61 per azione, che rappresentava circa l’80% dell’importo nozionale dell’ASR. Nel settembre 2018, l’ASR è stato completato con il risultato che Citibank ci deve ulteriori 21 milioni di azioni delle nostre azioni ordinarie. Il prezzo medio pagato per tutte le azioni consegnate ai sensi dell’ASR è stato di $ 36,86 per azione. Le azioni ordinarie ricevute sono incluse nelle azioni proprie» si legge sempre nel bilancio di Pfizer che ad oggi, secondo Market Screener, risulta controllata, tra gli altri, da due famosi fondi d’investimento americani come The Vanguard di Los Angeles e Black Rock di New York, ma anche dalla Banca di Norvegia (vedi tabella sotto).

 I principali fondi d’investimento che hanno investito sula Pfizer (fonte Market Screener)

Nell’anno successivo ecco l’operazione miliardaria con la banca di New York che in precedenza aveva investito sulla multinazionale farmaceutica acquistando una marea di azioni.

«A febbraio 2019, abbiamo stipulato un ASR con Goldman Sachs & Co. LLC per riacquistare $ 6,8 miliardi di nostre azioni ordinarie in base alla nostra autorizzazione al riacquisto di azioni precedentemente annunciata.Abbiamo pagato 6,8 miliardi di dollari e ricevuto una consegna iniziale di 130 milioni di azioni ordinarie, che rappresentavano circa l’80% dell’importo nozionale dell’ASR. Nell’agosto 2019, l’ASR con Goldman Sachs & Co. LLC è stata completata con conseguente Goldman Sachs & Co. LLC che ci deve ulteriori 33,5 milioni di azioni delle nostre azioni ordinarie. Il prezzo medio pagato per tutte le azioni consegnate ai sensi dell’ASR è stato di 41,42 dollari per azione. Le azioni ordinarie ricevute sono incluse nelle azioni proprie».

 Il rapporto annuale di Pfizer per la United States Securities And Exchange Commission Washington, D.C. 20549 – chi è interessato a ricevere il documento integrale scriva a [email protected]
IN PFIZER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA BANCA DI NEW YORK

Prima di rammentare il ruolo importante avuto dai politici italiani e americani nella Goldman Sachs di New York vediamo il curriculum eccezionale di uno dei componenti del Board of Directors (Consiglio di Amministrazione) dalla Pfizer, come riportato da Wikipedia ma anche dal World Economic Forum del famigerato Klaus Schwab di cui è consulente… (continua a leggere)

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Fabio Giuseppe Carlo Carisio, classe 1967, è giornalista pubblicista dal 1991. Ha diretto vari giornali locali piemontesi ed è stato corrispondente per i quotidiani Il Giornale e Libero. Nel 2018 ha fondato il webmedia di informazione giornalistica cristiana Gospa News. Dal 2019 è autore sul sito americano di gepolitica ed intelligence militare Veterans Today. Le sue investigazioni internazionali sono state pubblicate su Reseau International, Sputnik Italia, Maurizio Blondet e altri portali di contro-informazione. Alcune inchieste sono state tradotte in varie lingue e pubblicate su siti cinesi, russi, bulgari, mediorientali e latino americani. https://gospanews.net
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Gian Franco Zavoli

Quando si lasciano passare 50 anni senza fare nulla, per evitare il collasso della civilizzazione industriale e che adesso si intravede l’esaurimento delle risorse non rinnovabili, che provocherà il collasso con conseguente morte di 4 miliardi di persone, per mancanza di cibo, i più ricchi del mondo, incominciano a rendersi conto, che sarà impossibile trattenere la furia di 4 miliardi di persone spinte dalla fame ed inferocite contro i più ricchi del mondo, colpevoli di non aver frenato la crescita economica, quando eravamo ancora in tempo, semplicemente per aumentare i loro profitti, il popolo se li potrebbe cuocere allo spiedo, non avendo altro cibo ed ecco apparire una loro strategia, chiamata Grande Reset, per non finire sulla brace !