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PUTIN E LA FINE DELL’ORDINE MONDIALE

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L’inizio di una guerra su larga scala in Ucraina sarà la fine dell’ordine mondiale come lo conosciamo. Se la Russia non ottiene una risposta severa, rapida e decisiva ora, questo significherà un fallimento totale del sistema di sicurezza internazionale e delle istituzioni internazionali che hanno il compito di mantenere l’ordine di sicurezza globale. Questo è uno scenario cupo che ci riporterà ai tempi più bui del XX secolo. La Russia non si fermerà all’Ucraina. Se un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU riesce a rompere letteralmente tutte le regole, altri attori si ispireranno a lui e seguiranno il suo modello. Quello che cerca di fare ora è dimostrare che le Nazioni Unite sono deboli, indecise e incapaci di difendere i loro principi fondamentali, che le regole non si applicano a lui, alla Russia, a Putin. Che ruolo vede la Russia per l’ONU? Una nuova Lega delle Nazioni. Dobbiamo negare alla Russia quello che vuole. Mi sono laureato in diritto internazionale e credo fortemente nel multilateralismo. Dopo molti anni di pratica diplomatica, credo ancora in entrambi: le regole che contengono l’aggressione e il potere della nostra azione collettiva e ferma. Se le Nazioni Unite fanno un perno in questo momento per diventare un attore forte e proattivo, che non ha paura di azioni risolute e di usare tutta la sua forza e i suoi poteri, sono sicuro che la Russia si fermerà.

(Dmytro Kuleba, ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 23 febbraio 2022)

Desta qualche perplessità il discorso del Ministro degli Esteri dell’Ucraina Dmytro Kuleba quando parla del modello russo di invasione di uno stato libero come l’Ucraina, che potrebbe costituire un precedente cui potrebbero ispirarsi altri Paesi per infrangere le regole del diritto internazionale. Siamo proprio sicuri che la Russia stia creando un precedente pericoloso? Che dire degli Stati Uniti, quando attaccarono preventivamente l’Iraq con la scusa delle armi di distruzione di massa mai trovate? Non fu, forse, quello uno dei precedenti con cui si infransero le regole del diritto internazionale? E quale Paese ha mai estromesso gli USA dallo SWIFT o impedito che i cittadini americani potessero sbarcare o atterrare in Europa? Perché due pesi e due misure? E, poi, l’attacco russo costituisce davvero un atto di guerra contro l’Ucraina? Se il Messico si alleasse con la Cina e disponesse al confine con gli USA testate a lunga gittata, capaci di colpire Washington e qualsiasi altra città statunitense, cosa farebbero gli Stati Uniti? Non cercherebbero di neutralizzare un potenziale accerchiamento da parte di forze alleate nemiche in maniera preventiva come già avvenuto in passato? Come può l’intervento russo che mira strategicamente a demilitarizzare i confini e a denazificazione l’Ucraina senza colpire i civili, essere considerata una guerra preventiva? Che dire delle armi che arrivano da Berlino (QUI) e di quelle che potrebbero presto essere acquistate e consegnate dall’Unione Europea, nata per promuovere la pace (QUI)?

NOVUS ORDO AB CHAO?

La veloce richiesta di adesione dell’Ucraina all’UE non rischia di gettare benzina sul fuoco e far deflagrare una guerra di grosse proporzioni che potrebbe raggiungere una scala planetaria? Perché estendere a tutto l’Occidente il conflitto contro la Russia mediante l’adesione dell’Ucraina all’UE? Stiamo davvero assistendo all’ultimo colpo di coda di una bestia braccata intenta ad imporre il suo grande Reset attraverso l’ultima arma di cui potrebbe disporre, cioè, un conflitto mondiale? Un Novus Ordo ab Chao? Gli utili idioti di Davos sono davvero intenzionati a rischiare di essere annientati dall’orso russo e dalla tigre cinese? Perché l’UE non riesce a controllare la Russia attraverso le sanzioni e la sua estromissione dallo SWIFT (ad eccezione per ora di Sberbank e Gazprombank)? Forse perché dipende troppo dal gas russo e presto non saprà più da chi acquistarlo in caso di inasprimento delle sanzioni? Cosa succederà quando alla richiesta di gas da parte della popolazione non risponderà un’adeguata offerta e i prezzi saliranno all’impazzata (QUI)? Potranno ancora dormire sonni tranquilli i burattini senza più alcuna garanzia da parte dei burattinai? O, forse, si chiederà di nuovo il gas alla Russia, aderendo, chissà, al suo sistema di pagamenti internazionali (SPFS) o al Cross-Border Interbank Payment System (CIPS)?

DALLO SWIFT AL CIPS

RussiaTodayNews, riguardo al bando della Russia dallo SWIFT ha dato la seguente notizia, passata inosservata dai più:

Dopo l’espulsione di alcune banche russe dal sistema internazionale di trasferimento bancario SWIFT, i titoli legati al sistema alternativo cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri stanno volando.  I titoli di Orient Group e HyUnion Holding sono balzati a 105, mentre Infosec Technologies e Forms Syntron Information sono saliti del 20% lunedì. Un analista ha persino previsto che questo potrebbe segnare “la fine dell’egemonia del dollaro”.

Anche AsiaTimes sottolinea come le sanzioni stiano colpendo perlopiù i Paesi europei, che vedrebbero crescere a breve i costi dell’energia. La Russia, invece, avendo già “dedollarizzato” i propri asset non risentirebbe più di tanto del bando dallo SWIFT.

La Russia può utilizzare il sistema di pagamento interbancario transfrontaliero della Cina (CIPS) per il suo commercio internazionale dopo che le sue principali banche sono state rimosse dal sistema di pagamento SWIFT basato sul dollaro USA in risposta alla guerra in Ucraina, secondo i rapporti dei media statali cinesi.

Diversi ricercatori cinesi sono stati citati da Xinhua e dal sito web del Comitato Centrale della Lega della Gioventù Comunista, dicendo che la Russia non sarebbe stata seriamente danneggiata dal divieto SWIFT del mondo occidentale, in quanto aveva sviluppato un proprio sistema di pagamento – il Sistema di Trasferimento dei Messaggi Finanziari (SPFS) – dalla crisi della Crimea nel 2014.

Hanno detto che CIPS insieme a SPFS avrebbe continuato a crescere e diventare un importante sistema di pagamento interbancario globale.

Alcuni commentatori cinesi hanno ipotizzato che la Russia sarebbe in grado di sopravvivere alla recente serie di sanzioni imposte dall’Occidente sulla questione dell’Ucraina, poiché non detiene molti beni in dollari, ma principalmente oro, petrolio e valuta estera.

I paesi europei sarebbero anche colpiti dal divieto SWIFT in quanto il costo per loro di acquistare l’energia della Russia aumenterebbe, hanno detto. […]

Lunedì, i media statali cinesi hanno descritto il divieto SWIFT sulle banche russe come una “arma nucleare finanziaria”, ma hanno aggiunto che il divieto creerebbe nuove opportunità per la CIPS.

BITCOIN E CRISI ENERGETICA

Dall’altra parte, il valore del Bitcoin sembra essere salito grazie alle sanzioni inferte alle banche russe nonostante le rassicurazione della Banca centrale della Federazione Russa (QUI) e dall’ “incapacità” da parte di Binance di «sanzionare … popolazioni di persone».

Molti analisti vedono una nuova opportunità di crescita per la celebre cryptovaluta che, però, deve fare i conti con gli incrementi di costo del processo di mining. Il divieto da parte della Cina di “estrarre” Bitcoin ha accresciuto la presenza di “mining farm” in Kazakistan, costretta a importare energia elettrica dalla Russia, che continua a godere della forte amicizia con la Cina, sia a livello economico-finanziario che geopolitico (QUI).

Che cosa potrà mai fare l’UE contro l’alleanza sino-russa e, soprattutto, per fronteggiare l’effetto boomerang delle sanzioni sulla crescita economica europea e sulla sua stabilità politica e sociale (QUI)? L’Italia, per esempio, ha visto scendere le proprie esportazioni in Russia dal 2,7% all’1,5%. Un forte allarme è stato lanciato da Confcommercio che vedrà scendere il proprio fatturato di quasi 10 miliardi di euro (QUI) mentre le banche italiane – in particolar modo Unicredit – restano esposte sul mercato del credito per più di 25 miliardi di dollari (QUI).

Sembrerebbe che lo spasmodico dimenarsi della grande bestia atlantista la sprofondi sempre più speditamente verso la propria dissoluzione. Sulla grande scacchiera planetaria l’UE e gli USA di Biden sembrano ormai essere sotto scacco: più si muovono più si stringe la morsa dell’orso russo. È per questo che Putin è un genio.

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