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SE LA CONSACRAZIONE DEL MONDO È GIÀ COMPIUTA NEL 1984, PERCHÈ UN’ALTRA?

Perché Benedetto XVI non ha partecipato direttamente alla consacrazione ufficiale della Russia e dell’Ucraina come richiesto da Bergoglio? Cosa significa la scelta del Papa “Emerito”?

Qualche giorno fa, a seguito del nostro articolo Bergoglio: usare Fatima per legittimare il Nuovo Ordine Mondiale? (QUI), la nostra redazione ha ricevuto una comunicazione da parte del Patriarcato Cattolico Bizantino.

L’imminente catastrofe globale

Nell’e-mail si portava alla nostra attenzione un video in cui, il Patriarca Elia e i suoi vescovi, in risposta all’appello di Nostra Signora di Fatima, invitavano i veri vescovi cattolici a consacrare la Russia al Cuore Immacolato della Vergine Maria in unione con il vero Papa cattolico, per porre fine all’ «imminente catastrofe globale» e dare inizio alla restaurazione della Chiesa. Perché tale consacrazione sia valida, però, secondo il Patriarca è necessario che sia un vero papa a consacrare la Russia. Di qui, si interroga (e risponde):

1) Francesco è un vero Papa cattolico e valido?

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Lui non lo è. Si è escluso dalla Chiesa secondo Gal 1,8-9.[1]

2) Sarà valida la sua consacrazione della Russia?

No, non lo sarà. Lo afferma la bolla dogmatica Cum Ex Apostolatus Officio.

3) Chi può compiere validamente questa consacrazione?

Un vero Papa cattolico!

Poiché, dunque, servirebbe un vero papa cattolico, nel 2019 i vescovi del Patriarcato in via del tutto straordinaria avrebbero eletto un nuovo papa nella persona di Mons. Carlo Maria Viganò, il quale, però, non ha mai risposto all’appello!

Senza addentrarsi troppo in questioni di diritto canonico, credo che prima ancora di chiedersi chi abbia l’autorità per consacrare la Russia, sia bene capire in primo luogo se serva veramente una nuova consacrazione ufficiale. L’unico modo per saperlo con certezza è leggere quanto la stessa Suor Lucia ha risposto a chi già anni fa le chiedeva se le consacrazioni fatte fossero valide o meno.

La consacrazione del 1984 è valida!

Nella splendida biografia di suor Lucia Un cammino sotto lo sguardo di Maria si legge:

In una lettera dell’agosto 1989 suor Lucia chiarisce un dubbio che sussisteva: La consacrazione del mondo in conformità con quanto richiesto dalla Madonna è compiuta?

Il 31 ottobre 1942 la fece Sua Santità Pio XII; in seguito mi fu domandato se era in conformità con quanto richiesto dalla Madonna: io risposi di no perché mancava l’unione con tutti i vescovi del mondo. Poi la fece Sua Santità Paolo VI il 13 maggio 1967. Mi fu domandato se era in conformità con quanto richiesto dalla Madonna. Io risposi di no per lo stesso motivo: mancava l’unione con tutti i vescovi del mondo. Infine la fece Sua Santità Giovanni Paolo II il 13 maggio 1982. Quando mi fu domandato se era conforme alle richieste della Madonna risposi di no, continuando a mancare l’unione con tutti i vescovi del mondo. Allora lo stesso sommo pontefice Giovanni Paolo II scrisse a tutti i vescovi del mondo chiedendo loro di unirsi a lui; fece portare a Roma la statua della Madonna di Fatima (quella della cappellina) e il 25 marzo 1984, pubblicamente, in unione con i vescovi che vollero unirsi a lui, fece la consacrazione così come la Madonna aveva voluto. In seguito mi fu domandato se era conforme a quanto richiesto dalla Madonna e io risposi di sì. Da quel momento, la consacrazione è compiuta.

Perché dunque questa esigenza di Dio di celebrare tale consacrazione in unione con tutti i vescovi del mondo? Perché è un appello all’unione di tutti i cristiani – il corpo mistico di Cristo – a capo della quale sta il Papa, unico vero rappresentante di Cristo in terra, al quale il Signore affidò le chiavi del regno dei cieli. E da questa unione dipendono la fede nel mondo e la carità, che è il vincolo che deve unirci tutti quanti in Cristo come Egli chiese al Padre: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato […]. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi ha mandato e che li hai amati come hai amato me» (Gv 17,21.23)

Come vediamo, dall’unione dipendono la fede e la carità che devono essere il vincolo della nostra unione in Cristo, di cui il Papa è il vero rappresentante sulla terra.

Qualche tempo dopo quella consacrazione, in un dialogo con padre Luís Kondor, alla domanda se essa era conforme a quanto richiesto suor Lucia rispose: «Lo è, ma ormai è tardi!». Quando il sacerdote le chiese quale segno sarebbe stato visibile dell’accettazione di Dio e del compimento della promessa, lei rispose: «Guardate verso Est. La risposta si è vista!».[2]

Secondo le parole di suor Lucia, la consacrazione fatta da Giovanni Paolo II è valida, visto che il comunismo è crollato, ma è stata fatta troppo tardi. L’impero sovietico, infatti, aveva già sparso i suoi errori nel mondo, ponendo in essere le condizioni per far germogliare di lì a poco i semi del male sulla terra.

«Come il re di Francia …»

Che Bergoglio abbia o meno l’autorità di consacrare la Russia (e, soprattutto, l’Ucraina), a questo punto, non è che una condizione secondaria, dal momento che anche un papa valido non potrebbe rifare ciò che è stato già fatto ed ottenere ciò che non può più essere ottenuto. Le parole consegnate a suor Lucia dalla Vergine, ricordano, infatti, che «come il re di Francia, si pentiranno e la faranno, ma sarà tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori per il mondo, provocando guerre, persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre avrà molto da soffrire”».[3]

Benedetto XVI non partecipa direttamente

Benedetto XVI, della cui autorità nessuno ha mai dubitato, non ha mai riproposto una consacrazione ufficiale da parte della Chiesa universale, nemmeno quando è andato a Fatima, perché sapeva bene che la consacrazione fatta dal suo predecessore era valida, cioè, dava compimento alle richieste della Vergine. È significativo, inoltre, che il Papa “Emerito” non abbia partecipato direttamente (e fisicamente accanto a Bergoglio) all’atto di consacrazione promosso dal vescovo argentino ma si sia solo «unito alla chiamata nella preghiera» e questo sembrerebbe dirla lunga sull’opportunità dell’evento e, forse, anche sull’autorità del suo promotore.

Consacrazione come atto politico?

A questo punto, ci domandiamo quale obiettivo voglia perseguire Bergoglio attraverso una nuova consacrazione ufficiale. Perché questa iniziativa inedita di consacrare l’Ucraina e di nuovo la Russia? Cosa si potrebbe ottenere dal Cielo, dal momento che la consacrazione fatta da Giovanni Paolo II nel 1984 è valida e ha manifestato già i suoi effetti?

È possibile ritenere che tale atto possa avere un obiettivo meramente politico: criminalizzare la Russia, ultimo baluardo cristiano dei diritti umani, a favore del Nuovo Ordine Mondiale – la cui testa è proprio l’Ucraina – contro cui Putin starebbe combattendo.

A confermare la natura politica della “consacrazione” sarebbe la volontà di Bergoglio di accogliere l’invito di Volodymyr Zelenski a recarsi in visita a Kiev con l’intento di porre fine alla guerra. Il vescovo di Roma, lasciando cadere ogni veste di imparzialità, avrebbe deciso di prendere parte quasi direttamente nel conflitto contro la Russia ortodossa, rafforzando soprattutto la posizione del “cattolico” Biden. Ma l’altolà di Putin non ha tardato e la Segreteria di Stato ha subito congelato l’iniziativa (Diversa è stata, invece, la sorte di Draghi che, scaricato dalle élite, è stato distrutto politicamente da due sole parole di Bergoglio: «Una pazzia»).

Signum magnum o instrumentum regni?

Pregare per la Russia perché si converta e per i poveri ucraini, che scappano sotto le bombe (presumibilmente ucraine), perché trovino ospitalità tra i popoli vicini (tra cui l’Italia!), sottintende un messaggio chiaro, che ben si adegua alla martellante propaganda russofobica inculcata dai media di regime, ma altrettanto ambiguo da potersi adattare ad un possibile mutamento dello scenario geopolitico.

Qualora le forze dell’Occidente stessero per sferrare il colpo di grazia all’orso russo, una consacrazione ufficiale della Russia costituirebbe il signum magnum per inaugurare e consacrare il Nuovo Ordine Mondiale.

Diversamente, qualora le trattative di pace tra Ucraina e Russia fossero sulla buona strada (cioè, qualora la Russia riuscisse in breve tempo a portare a compimento la sua azione di denazificazione dell’Ucraina e a sgominare la roccaforte mondialista), tale atto religioso, celebrando l’inizio di un nuovo tempo di pace, costituirebbe l’ultimo instrumentum ad tutelam regni volto a ripristinare l’aura di sacralità perduta, facendo riguadagnare al “papato” argentino qualche briciolo di credibilità a livello internazionale, soprattutto quando gli effetti collaterali (soprattutto letali) dei sieri sponsorizzati dal vescovo di Roma (in presunta combutta con il CEO di Pfizer) potrebbero mostrare tutta la loro forza distruttiva.

Da un certo punto di vista, commuovere la pietas fidelium sventolando una consacrazione presumibilmente invalida (dato che l’Ucraina non rientra tra le richieste della Vergine e la consacrazione precedente ha già ottenuto ciò in cui si sperava)[4] potrebbe costituire una scialuppa di salvataggio per chi ha prestato il fianco al Nuovo Ordine Mondiale – frutto di quei semi del male piantati in Europa e nell’intero mondo globalizzato – e si trovasse ad assistere alla sua caduta.


[1] «Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema!» (Galati 1,8-9)

[2] Un cammino sotto lo sguardo di Maria. Biografia di suor Lucia di Gesù e del Cuore immacolato di Maria, a cura del Carmelo di Coimbra, edizioni OCD, Roma, 2014, (e-book) p. 163-164.

[3] Idem, p. 159.

[4] Non si contesta qui la preghiera di consacrazione come tale, che può esser fatta da chiunque, sempre e comunque, ma la sua solenne ufficializzazione come se la precedente (1984) non fosse mai stata fatta o fosse invalida.

Armando Savini

Armando Savini è un economista, saggista, cultore di esegesi biblica e mistica ebraica. Dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in HR Management, si è occupato di scienza della complessità e delle sue applicazioni all’economia. Già cultore della materia in Politica economica presso la cattedra del Prof. Giovanni Somogyi alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, è stato docente a contratto di storia economica, economia, HR management e metodi di ricerca per il business. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sovranità, debito e moneta. Quello che dovresti sapere e non ti hanno mai detto (‎2021); Miti, storie e leggende. I misteri della Genesi dal caos a Babele (Diarkos 2020); Le due sindoni (Chirico, 2019); Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e cristiana (Cantagalli-Chirico, 2019); Maria di Nazaret dalla Genesi a Fatima (Fontana di Siloe, 2017); Risurrezione. Un viaggio tra fede e scienza (Paoline, 2016); Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità (Mondadori, 2009).

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