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TAMPONI PCR “ALTERATI” IN LABORATORI PARTNER DI BIG PHARMA DEI VACCINI. Test Ritirati negli USA dopo Denuncia di Medici

  1. CAUSA LEGALE NEGLI USA CONTRO I VACCINI SUL CONSENSO INFORMATO
  2. I DENUNCIANTI: “TUTTI I DECESSI ATTRIBUITI AL COVID-19”
  3. “TAMPONI PCR AMPLIFICATI CON CONSEGUENZE DISASTROSE”
  4. I CONTAGI ASINTOMATICI MOLTO RARI
  5. I LIMITI DELL’ESAME DI UN UNICO GENE VIRALE IN ITALIA
  6. ALLARME FALSI NEGATIVI DAL REGNO UNITO
  7. AMPLIFICAZIONI PCR NEI LABORATORI PARTNER DI BIG PHARMA DEI VACCINI

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Fonte originale: le Grandi Inchieste di Gospa News

Il 19 luglio gli avvocati che seguono la causa di America’s Frontline Doctors (AFLDS) e decine di persone danneggiate dagli effetti indesiderati dei vaccini hanno depositato un’integrazione alla loro prima ingiunzione contro il Dipartimento della Salute degli Usa inoltrata il 10 giugno 2021.

In essa hanno evidenziato, tabella alla mano, che i cicli di analisi dei tamponi rinofaringei RT-PCR sono stati amplificati al punto di alterare il processo nel rilevamento del virus SARS-Cov-2 producendo così effetti “disastrosi” per il numero “inaccettabilmente elevato di falsi positivi”. Due giorni dopo il deposito della denuncia i CDC hanno informato tutti i laboratori americani che dal 31 dicembre 2021 sarebbe stato richiesto (imposto) alla Food and Drug Administration il ritiro dell’Autorizzazione all’Uso di Emergenza di tali test diagnostici.

 Il frontespizio della denuncia contro il Dipartimento degli Stati Uniti USA – link al documento integrale al fondo dell’articolo

La coincidenza temporale appare così sospetta da non sembrare soltanto casuale. Pertanto è lecito supporre che proprio quell’azione legale abbia indotto i Centers of Diseases Control and Prevention (massime autorità sanitarie negli States) ad ammettere l’inaffidabilità dei tamponi RT-PCR sulla base dei quali vengono rilasciati Green Pass, necessari per poter viaggiare, e si adottano le misure di emergenza nell’Unione Europea e soprattutto in Italia.

In aggiunta a tutto ciò Gospa News ha pure scoperto che due kit test Covid-19 con le amplificazioni eccessive, tra cui quelli degli stessi CDC, sono utilizzati nei laboratori partner di un colosso europeo della diagnostica biomedica a sua volta partner di una ong di Cambridge sponsorizzata dalle Big Pharma dei vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson. A questo punto a pensar male non si fa più nemmeno peccato…

In relazione all’inaffidabilità dei test PCR è emerso invece il problema diametralmente opposto nel Regno Unito: l’attività di un laboratorio è stata sospesa perché rilevava troppi falsi negativi al SARS-Cov-2 col rischio di compromettere una diagnosi e terapia precoce.

https://www.gospanews.net/2021/11/03/usa-scandalo-vaccini-covid-ai-bimbi-da-gsk-socia-di-pfizer-18mila-a-medico-del-comitato-cdc-che-ha-dato-ok-e-ricercatore-di-fauci/
CAUSA LEGALE NEGLI USA CONTRO I VACCINI SUL CONSENSO INFORMATO

La questione dei tamponi è uno dei tanti argomenti sollevati dagli avvocati Lowell H. Becraft, Jr. (Huntsville, Alabama), Michael A. Hamilton (Nicholasville, Kentucky), Jonathan Diener (Mule Creek, New Mexico), Thomas Renz (Fremont, Ohio), Robert J. Gargasz (Lorain, Ohio), Joseph S. Gilbert (Reno, Nevada), F.R. Jenkins (Portland, Maine) e Ana Garner (Santa Fe, New Mexico).

Riporteremo gli altri temi, tra cui le sospette reazioni avverse da vaccini patite dai denuncianti o da loro parenti deceduti, non appena avremo il tempo necessario per tradurre e sintetizzare quasi 200 pagine di causa civile contro Xavier Becerra, Segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani USA e altre autorità sanitarie federali tra cui il famoso Anthony Fauci, direttore del Niaid (Istituto Nazionale Allergie e Malattie Infettive) nonché consulente della Casa Bianca per l’emergenza Covid-19, e Janet Woodcock, Commissario ad interim della Food and Drug Administration.

Per ora ci basti menzionare la motivazione dell’azione legale. «I querelanti avanzano ai sensi dell’articolo 65, Fed.R.Civ.P., un’ingiunzione preliminare nei confronti dei citati a giudizio che diffida loro dal continuare ad autorizzare l’uso di emergenza del cosiddetto “Vaccino COVID-19 Pfizer-BioNTech”1 “Moderna COVID- 19 Vaccine” 2 e il “Johnson & Johnson (Janssen) COVID-19 Vaccine” 3 (collettivamente, i “Vaccini”) 4 ai sensi dei rispettivi EUA, e dalla concessione della piena approvazione della Food and Drug Administration (“FDA”) del Vaccini:

  1. per la categoria di età inferiore ai 18 anni;
  2. per coloro, indipendentemente dall’età, che sono stati infettati da SARS-CoV-2 prima della vaccinazione; e
  3. fino al momento in cui i Convenuti non abbiano adempiuto al loro dovere di creare e mantenere le “condizioni di autorizzazione” richieste ai sensi della Sezione 546 del Food, Drugs and Cosmetics Act, 21 U.S.C. § 360bbb– 3(e), consentendo in tal modo ai candidati al vaccino di dare veramente consenso volontario e informato».

L’azione civile è stata inoltrata all’Hon. Don B. Long, III, Assistente del Ufficio del Procuratore di Stato del Distretto Settentrionale dell’Alabama e all’Hon. James W. Harlow, avvocato della Sezione Protezione Consumatori Divisione Civile del Dipartimento della Giustizia a Washington.

Come sappiamo la FDA è andata in direzione totalmente opposta dando la piena e definitiva approvazione al siero genico a base di RNA messaggero Comirnaty prodotto dall’americana Pfizer con la tedesca Biontech (senza mostrare i dati clinici al Comitato Consultivo e perciò sollevando non solo le proteste dell’avvocato Robert F. Kennedy jr. ma anche del British Medical Journal) e ne ha poi autorizzato l’uso di emergenza persino per i bambini tra 5 e 11 anni.

Perché nella causa si parla di tamponi? La risposta si legge nelle prime righe: perché secondo i querelanti l’emergenza della pandemia non era e non è tale da giustificare uno stato di emergenza continuativo ma è stata rilevata tale grazie all’alterazione nel processo di elaborazione dei test RT-PCR.

I DENUNCIANTI: “TUTTI I DECESSI ATTRIBUITI AL COVID-19”

«Il 4 febbraio 2020, il Segretario del Dipartimento della salute e dei servizi umani (“DHHS”) ha dichiarato, ai sensi del § 360bbb-3(b)(1)(C), che SARS-CoV-2 ha creato un'”emergenza sanitaria pubblica. ” Questa dichiarazione iniziale di emergenza è stata rinnovata ripetutamente e rimane in vigore oggi. La dichiarazione di emergenza è il presupposto legale necessario per l’emissione dei vaccini EUA, che hanno consentito l’uso di massa dei vaccini da parte del pubblico americano, anche prima del completamento del regime standard di studi clinici e dell’approvazione della FDA» si legge nell’atto integrativo depositato il 19 luglio.

«La dichiarazione di emergenza e i suoi molteplici rinnovi sono illegali, poiché di fatto non esiste un’emergenza di fondo. Supponendo l’accuratezza dei dati sulla morte COVID-19 degli imputati, SARS-CoV-2 ha un tasso di sopravvivenza globale del 99,8% a livello globale, che aumenta al 99,97% per le persone di età inferiore ai 70 anni, alla pari dell’influenza stagionale. Tuttavia, i dati degli imputati sono deliberatamente gonfiati. Il 24 marzo 2020, il DHHS ha modificato le regole applicabili ai coroner e ad altri responsabili della produzione di certificati di morte e delle determinazioni della “causa della morte” – esclusivamente per COVID-19» aggiungono gli avvocati.

«La modifica della regola afferma: “COVID-19 dovrebbe essere riportato sul certificato di morte per tutti i deceduti in cui la malattia ha causato o si presume abbia causato o contribuito alla morte”. In effetti, le statistiche DHHS mostrano che il 95% dei decessi classificati come “decessi per COVID-19” coinvolge una media di quattro comorbilità aggiuntive. Il CDC sapeva che “… le regole per la codifica e la selezione della causa sottostante della morte dovrebbero portare a COVID-19 come causa sottostante il più delle volte”».

Si tratta dell’analoga polemica emersa nei giorni scorsi quando l’Istituto Superiore della Sanità di Roma ha diffuso i dati sui decessi con Covid-19 in Italia (ma non necessariamente per Covid visto che le autopsie furono vietate dal Ministero della Salute) dai quali si evince che solo il 2,9 % sarebbe deceduto senza alcuna patologia pregressa, mentre la stragrande maggioranza ne aveva almeno 3.

Ma andiamo avanti a leggere gli interessantissimi contenuti dell’azione legale che pare aver cambiato la storia dei test RT-PCR negli Usa.

“TAMPONI PCR AMPLIFICATI CON CONSEGUENZE DISASTROSE”

«Allo stesso modo, il numero effettivo di “casi” COVID-19 è di gran lunga inferiore al numero riportato. Il DHHS ha autorizzato l’uso di emergenza del test della reazione a catena della polimerasi (“PCR”) come strumento diagnostico per COVID-19, con conseguenze disastrose. I test PCR sono essi stessi prodotti sperimentali, autorizzati dalla FDA con EUA separati. I produttori di test PCR utilizzano dichiarazioni di non responsabilità come questa nei manuali dei prodotti: “[l]a FDA non ha determinato che il test sia sicuro o efficace per il rilevamento di SARS-Co-V-2”. Gli inserti del produttore forniti con i prodotti per test PCR includono dichiarazioni di non responsabilità che affermano che i test PCR NON devono essere utilizzati per diagnosticare».

Si arriva poi al dunque sulle presunte alterazioni nel processo di elaborazione dei campioni biologici raccolti: «Il modo in cui vengono somministrati i test PCR garantisce un numero inaccettabilmente elevato di risultati falsi positivi. Il valore di soglia del ciclo (“valore CT”) è essenzialmente il numero di volte in cui un campione (di solito da un tampone nasale) viene ingrandito o amplificato prima che venga rilevato un frammento di RNA virale. Il valore CT è esponenziale, quindi una soglia di 40 cicli significa che il campione viene ingrandito di circa un trilione di volte. Maggiore è il valore CT, minore è la probabilità che venga rilevato 35 cicli o più sono inutili».

«Il Dr. Fauci ha affermato (il corsivo è aggiunto di seguito): Ciò che ora si sta evolvendo in una sorta di standard è che se si ottiene una soglia del ciclo di 35 o più, le possibilità che sia competente per la replicazione sono minime… Abbiamo pazienti ed è molto frustrante per i pazienti così come per per i medici… qualcuno entra e ripetono la loro PCR ed è come una soglia di 37 cicli… non si può quasi mai coltivare virus da un ciclo di 37 soglie. Quindi penso che se qualcuno entra con 37, 38, anche 36, devi dire, lo sai».

La tabella che indica i cicli di amplificazione per l’analisi del tampone PCR nei laboratori USA

«Uno studio finanziato dal governo francese ha mostrato che anche a 35 cicli il tasso di falsa positività raggiunge il 97%. Nonostante ciò, la maggior parte dei test PCR per COVID-19 distribuiti nell’ambito degli EUA negli Stati Uniti viene eseguita a 35-45 cicli in conformità con le istruzioni del produttore. Secondo le EUA emesse dalla FDA, non c’è flessibilità per discostarsi dalle istruzioni del produttore e cambiare il modo in cui il test viene somministrato o interpretato. Il grafico seguente (sopra ndr) mostra che tutti i principali test PCR in uso negli Stati Uniti vengono eseguiti a cicli fino a 35 o superiori» si legge ancora nel documento della causa che esibisce una tabella importante sia per la conferma di questi cicli di amplificazione esagerati ma anche per alcune partnership che spiegheremo più avanti.

I CONTAGI ASINTOMATICI MOLTO RARI

«Inoltre, i citati a giudizio e le loro controparti nei governi statali hanno usato lo spettro della “diffusione asintomatica” – l’idea che persone fondamentalmente sane potrebbero causare COVID-19 in altri – per giustificare la presunta emergenza. Ma non ci sono prove scientifiche credibili che dimostrino che il fenomeno della “diffusione asintomatica” sia reale».

«Al contrario, il 7 giugno 2020, la dott.ssa Maria Von Kerkhov, capo dell’unità Malattie emergenti e zoonosi dell’OMS, ha dichiarato in una conferenza stampa che dalla ricerca nota, la diffusione asintomatica era “molto rara”. “Dai dati che abbiamo, sembra ancora raro che una persona asintomatica trasmetta effettivamente a un individuo secondario”. Ha aggiunto per enfasi: “è molto raro”». (continua a leggere…)

L’INCHIESTA PROSEGUE SU GOSPA NEWS: TAMPONI ALTERATI DA PARTNER DI BIG PHARMA

Fabio G. C. Carisio

Fabio Giuseppe Carlo Carisio, classe 1967, è giornalista pubblicista dal 1991. Ha diretto vari giornali locali piemontesi ed è stato corrispondente per i quotidiani Il Giornale e Libero. Nel 2018 ha fondato il webmedia di informazione giornalistica cristiana Gospa News. Dal 2019 è autore sul sito americano di gepolitica ed intelligence militare Veterans Today. Le sue investigazioni internazionali sono state pubblicate su Reseau International, Sputnik Italia, Maurizio Blondet e altri portali di contro-informazione. Alcune inchieste sono state tradotte in varie lingue e pubblicate su siti cinesi, russi, bulgari, mediorientali e latino americani. https://gospanews.net

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