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TRUDEAU: INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA

di Filippo Chinnici

Voi ricorderete che la prima settimana dell’arrivo degli autotrasportatori a Ottawa, J. Trudeau non era raggiungibile. All’inizio egli stesso dichiarò che si sarebbe messo in autoisolamento per essere entrato in contatto con una persona che aveva contratto il virus pur risultando negativo al test. Alcuni giorni dopo venne diffuso invece un comunicato che Trudeau si era reso irreperibile per essere stato trasferito insieme alla famiglia in una località segreta per la sua sicurezza. Sinceramente non si è ben capito da chi bisognava proteggersi dal momento che i trasportatori erano inermi cittadini con famiglie al seguito che manifestavano davanti al Parlamento con concerti musicali, balli, canti e abbracci. Al massimo ci sarebbe potuto scappare qualche abbraccio di troppo.

Se davvero Trudeau ha raggiunto questa località segreta, tutta l’operazione è stata gestita dall’allora responsabile della protezione del Primo Ministro e la sua famiglia, il Caporale Danny Bulford, esperto agente anti-terrorismo, tiratore scelto e collegato ai servizi di intelligence. Lo stesso che, però, pochi giorni dopo si dimetterà dal suo incarico per schierarsi a fianco degli innocui autotrasportatori e divenendone, addirittura, il loro portavoce. Attenzione non solo ai fatti ma anche alla loro cronologia perché dice tanto. E poi unite i puntini.

Ad ogni modo, dopo una settimana il Primo Ministro canadese J. Trudeau fa le sue prime apparizioni rilasciando brevi messaggi video in cui appare molto provato. Più recentemente invece si è fatto vedere in Parlamento trasformato, ostentando un’arrogante prosopopea che non può non sorprendere, quasi a volere nascondere invece una profonda preoccupazione. Trudeau, così come Draghi e Macron, in questa guerra sta rischiando molto anche a titolo personale. Questi idioti camerieri della Cabala sentono, secondo me, già il tintinnio delle manette. Inizia, così l’assurda e immotivata richiesta al Parlamento, dove il suo partito ha la maggioranza assoluta, dello “stato di emergenza”. Una richiesta che qualora passasse sospenderebbe la Costituzione e le libertà civili dandogli poteri straordinari.

Sembrerebbe che questa decisione di Trudeau sia stata suggerita da quella stessa élite che ha costruito la sua carriera politica e l’ha protetto fino adesso. E, mi permetto di congetturare, è un consiglio sbagliato che probabilmente gli è stato dato di proposito, perché quello che Trudeau si accinge a fare segnerà la sua fine politica e, forse, non solo.

CHI È J. TRUDEAU?

Justin Trudeau è uomo dei Rothschild, di K. Schwab, di G. Soros. Tra tutti i leader internazionali è, secondo me, l’ultimo uomo politico di punta che è rimasto all’élite del Nuovo Ordine Mondiale visto che ormai i vari Clinton, Obama, Biden sono chiaramente fuorigioco e Macron e Draghi sembrano essere stati abbandonati al loro destino. Pertanto, se Trudeau ostenta arroganza e alza la voce, lo fa solo perché questa élite che l’ha costruito l’ha assicurato che non gli faranno mancare la loro protezione, mentre, secondo me, è proprio una trappola che gli stanno facendo.

L’ECONOMIST

Proprio ieri l’Economist pubblica un articolo che pur fornendo una versione distorta dei fatti e pur provando a ridimensionare le proteste del “Convoglio della Libertà” canadese, prende le distanze dalla politica di J. Trudeau, scrivendo chiaramente che la sua durezza si rivelerà un boomerang.

Attenzione perché questo è un fatto molto importante. E per capire la portata di questo articolo, bisogna svelare alcuni retroscena poco noti. L’Economist è la rivista di proprietà dei Rothschild e degli Elkann, e i gli articoli di natura politico ed economica in un’ottica globale, sono spesso delle vere e proprie linee guida per i loro camerieri che siedono nelle varie istituzioni: dai vari governi nazionali alla BCE piuttosto che al Parlamento Europeo, ecc.. Si sa che questi articoli sono spesso usati per trasmettere degli ordini ai servi del potere globalista di cui Trudeau fa parte. Ebbene, proprio l’Economist pubblica un articolo in cui avverte il Primo Ministro canadese che la repressione, senza precedenti, alle proteste pacifiche degli autotrasportatori canadesi finirà per peggiorare le cose. La legge che conferisce poteri emergenziali al governo non è mai stata utilizzata e non prevede che il Primo Ministro possa ricorrere a un uso straordinario della forza quando le proteste sono pacifiche. Il settimanale degli Elkann-Rothschild fa notare che Trudeau sta violando le stesse regole della democrazia liberale così tanto elogiata da lui e da tutto il mondo Occidentale, e che questo si rivelerà un boomerang per lui stesso.

COSA SIGNIFICA QUESTO?

Questo articolo a me suona come un avvertimento perentorio a Trudeau, e può avere soltanto due chiavi di lettura.

1. La prima lettura è che Trudeau sia stato tradito e sia stata tesa una trappola da quella stessa élite che lo protegge da anni. Mi spiego meglio: gli sono stati dati consigli volutamente suicidi. Non sarebbe la prima volta che succede nella storia.

2. La seconda lettura è che qui abbiamo la manifestazione palese di quello che già da mesi circola tra certi corridoi del “potere”, secondo cui i Rothschild per la prima volta siano spaccati al loro interno. Infatti, si vocifera che la parte tedesca di questa dinastia (e forse pure quella italiana) non condivida più la linea di Davos e del World Economic Forum e abbia raggiunto un accordo con l’Alleanza internazionale dei patrioti per conto dei quali si interfacciano V. Putin e D. Trump. La processione di vari capi di governo a Mosca di questi giorni, inclusa quella in programma di M. Draghi, a mio avviso conferma queste voci. Su questo, però, vi sarebbe molto da dire.

In entrambi i casi è iniziato il conto alla rovescia per Trudeau che si avvia verso la propria autodistruzione politica. E i Rothschild, o perlomeno una parte di loro, glielo stanno dicendo chiaramente: “Noi non possiamo sostenerti in quello stai facendo”.

Sono del parere che malgrado gli imminenti colpi di autoritarismo di Trudeau, questi camerieri di quella che noi in modo semplicistico chiamiamo “Cabala” o “Deep State”, stiano per crollare. Senza lo scudo dei signori della finanza internazionale, Trudeau è destinato a fallire. Sta accadendo quello che già abbiamo visto molte volte nella storia: uomini di “governo” (uso il termine in senso traslato perché spesso sono idioti camerieri del vero potere) sono scaricati e lasciati al loro destino da quegli stessi poteri che prima li hanno usati.

Da comune cittadino non ho elementi per poterlo affermare, ma ho la nettissima sensazione che in cima alla piramide i giochi siano già fatti e siano stati già raggiunti gli accordi per il “Nuovo Mondo” che arriva. Da adesso assisteremo al lento e progressivo sgretolamento del vecchio sistema. Il progetto del Nuovo Ordine Mondiale in versione Davos e Wolrd Economic Forum, per il momento mi sembra scongiurato.

Però, mi chiedo se, forse, non era tutto pianificato, e noi stessi non siamo inconsapevoli pedine di una partita a scacchi più grande di noi, ma temo che non avrò mai una risposta a questa domanda.

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https://www.economist.com/leaders/2022/02/16/justin-trudeaus-crackdown-on-protests-could-make-things-worse

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