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Trump contro i colossi dei Social. A breve un decreto contro la censura.

A BORDO DELL’ AIR FORCE ONE (Reuters) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump firmerà a breve un ordine esecutivo riguardante le società di social media, ha detto un portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany

La piattaforma social segnala due cinguettii del tycoon sul rischio brogli elettorali con l’avviso “verificare i fatti” e un link in cui si spiega che le dichiarazioni sono prive di fondamento. L’ira del presidente Usa.

E’ scontro frontale fra Donald Trump e Twitter, la piattaforma social che il tycoon, forte dei suoi 80 milioni di follower, usa come strumento di propaganda, arma contro i nemici e megafono dei suoi annunci. Il social network, che per la prima volta ha definito i tweet di Donald Trump “potenzialmente fuorvianti”, come risposta ha ottenuto l’accusa da parte del presidente Usa di interferire nelle elezioni presidenziali del 2020 e la minaccia di voler “regolare” o addirittura “chiudere” le piattaforme di social media.

«I repubblicani – scrive oggi il presidente americano – sentono che le piattaforme dei social media mettono completamente a tacere le voci dei conservatori. Faremo dei regolamenti oppure li chiuderemo perché non possiamo permettere che questo accada. Abbiamo visto cosa hanno cercato di fare, e non gli è riuscito nel 2016. Non possiamo permettere che ciò accada di nuovo, in maniera più sofisticata. Proprio come non possiamo permettere che elezioni via posta diventino un metodo radicato nel Paese».

Cosa è successo
La società di San Francisco ha osato per la prima volta “correggere” il presidente Usa bollando con il cartellino giallo (verificare le fonri) due cinguettii in cui Trump evocava il rischio brogli dopo che il governatore della California, Gavin Newsom, ed altri suoi colleghi democratici hanno introdotto o stanno valutando la possibilità del voto per posta a causa del coronavirus.

La compagnia ha segnalato i due tweet con un link in cui si spiega che le dichiarazioni del tycoon sono prive di fondamento secondo la Cnn, il Washington Post e altri media. Un portavoce di Twitter ha riferito che i tweet di Trump «contengono informazioni potenzialmente fuorvianti sui processi di voto e sono stati contrassegnati per fornire un contesto aggiuntivo».

Lo schiaffo di Twitter arriva poche ore dopo che la stessa società si era rifiutata di cancellare i tweet in cui il presidente rilanciava la teoria cospirativa secondo cui l’ex deputato e ora conduttore di Msnbc, Joe Scarborough, suo acerrimo critico, potrebbe aver giocato un ruolo nella morte nel 2001 di una ex collaboratrice parlamentare, Lori Klausutis. La richiesta di rimuovere i cinguettii era stata avanzata dal vedovo della donna.

Le accuse di Trump a Twitter
Il secondo incidente tra Trump e Twitter ha fatto inalberare il presidente americano che si è sfogato subito sulla stessa piattaforma con accuse pesanti. «Twitter sta interferendo nelle elezioni presidenziali 2020 – ha scritto – . Stanno dicendo che la mia dichiarazione sul voto per posta, che porterà ad una massiccia corruzione e alla frode, non è corretta, basandosi sul fact-checking delle Fake News Cnn e del Washington Post. Twitter sta completamente sopprimendo la libertà di parola ed io, come presidente, non consentirò che accada!». Poco dopo ha aggiunto: «Twitter ha dimostrato che tutto quello che abbiamo detto su di loro (e sui loro compatrioti) è corretto. Seguiranno grandi provvedimenti!». Dopo le minacce la società ha perso l’1,51% all’avvio delle contrattazioni a Wall Street. Ma le minacce di Trump hanno colpito non solo Twitter ma tutti i colossi della Silicon Valley: Facebook cede l’1,29%, Google arretra dello 0,53%, Amazon dell’1,61% e Microsoft dell’1,29%. Si salva solo Apple che sale dello 0,27%.

Non è la prima volta che il tycoon rivendica la piena libertà di parola sui social, insofferente ad ogni regola, anche quando si tratta di mettere un argine alle fake news o ad affermazioni fuorvianti, come sono spesso le sue. Twitter finora si è sempre difesa sostenendo di non poter rimuovere o censurare i leader politici perché l’opinione pubblica ha il diritto di conoscere e valutare ogni loro dichiarazione. Ma evidentemente ora la compagnia, incalzata ripetutamente da più parti, sta aggiustando il tiro in una battaglia che si annuncia rovente.

Fonti:

  • Reuters.com
  • La stampa.it



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